Enasarco: voto contro ma non ditelo a nessuno

Trasparenza va cercando, ch’è sì cara.. No, nell’Italia attuale non è per nulla cara né la trasparenza né la verità cantata da Dante. E quando il neo presidente dell’Enasarco – evidentemente di buone letture – prova a seguire la via della trasparenza, viene sommerso da minacce di denunce per i reati più vari. 

Quale la gravissima colpa di Antonello MarzollaAver scritto a tutti gli agenti di commercio l’esito di una votazione del cda di Enasarco a proposito della concessione dell’anticipo del Firr (in pratica il Tfr delle altre categorie) per affrontare la fase di crisi. Otto voti a favore e 7 contrari. E il presidente ha osato informare gli agenti di commercio. Che, come appare piuttosto logico, si sono indignati contro coloro che non vogliono concedere gli anticipi.

I 7 contrari, d’altronde, sono liberissimi di votare come pare a loro. Enasarco non è mica Facebook o Twitter che censura chi non si allinea. Le ragioni del dissenso possono essere le più varie, da una valutazione di merito ad una strategia politica: tutte legittime. Come è legittimo che gli iscritti all’ente di previdenza della categoria conoscano le posizioni di ciascun eletto

A meno che i 7 si vergognino del proprio voto. E in tal caso sarebbe interessante capire il perché. Ma se non è così non si comprende perché non debbano assumersi le responsabilità delle proprie decisioni. Forse, però, è la conseguenza del momento di grande confusione. Quella confusione che contente alla minoranza di continuare a sostenere di essere stata scippata dalla vittoria benché, in realtà, la minoranza è tale per aver preso 3mila voti in meno della maggioranza. 

Però è più facile seminare discordia ignorando i risultati. E pure cercare di nascondere il proprio voto sui temi più delicati per gli agenti di commercio.

 

FONTE ELECTOMAG – AUTORE ENRICO TOSELLI

Il Futuro di Enasarco dipende anche dai figli degli agenti di commercio

Dalla lettera di Sant’Antonello presidente agli agenti di commercio.. Ormai, nei tempi di Sua Divinità Draghi, se non sei almeno un santo di serie B non puoi permetterti neppure di salutare per strada. Figurarsi scrivere una lettera ai lavoratori di un’intera categoria. Ma il nuovo presidente di Enasarco, Antonello Marzolla, in attesa di beatificazione ha comunque scritto agli agenti per illustrare le strategie per il futuro della categoria.

Ed un punto della lettera è particolarmente interessante per chi vuol guardare al futuro, ad un futuro di lavoro e non di sussidi per renitenti alla vanga.

L’Enasarco che ho in mente – scrive Marzolla – stimola al cambiamento, incentivandolo, e guarda di buon occhio al cambio generazionale tra padri e figli…”. . Un ricambio che è garanzia di futuro, di continuità. L’Enasarco, per continuare ad erogare le pensioni, ha bisogno di sempre nuovi contribuenti “e se questi non sono i figli di chi è già agente, come possiamo credere di attrarre persone che devono avvicinarsi al mondo delle vendite partendo da zero?”.

Perché l’economia è destinata a ripartire ed avrà ancora più bisogno dell’attività degli agenti di commercio che potranno tornare ad avere buoni guadagni garantendosi una indipendenza che rappresenta un valore di non poco conto.

Una prospettiva da spiegare a figli e nipoti, magari non soltanto tra le mura di casa ma anche entrando nelle Università per illustrarla in modo diverso e, forse, più convincente. Anche perché le nuove sfide che gli agenti dovranno affrontare richiederanno una formazione continua ed una maggiore preparazione di base.

Fonte ElecToMag – Autore Enrico Toselli


Antonello Marzolla presidente Enasarco “Agenti di commercio indispensabili per le filiere”

“Noi ci siamo e l’obiettivo è esserci sempre di più, consapevoli che il nostro mondo coinvolge una filiera: non sono solo le aziende o i clienti ma anche tutti i professionisti che ruotano intorno. Noi come Enasarco abbiamo l’obiettivo di ridare vitalità a quel mondo e riportarlo alla gloria che si merita”.

Lo ha detto Antonello Marzolla, presidente di Enasarco, l’Ente nazionale di assistenza per gli agenti e rappresentanti di commercio, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia di Stampa Italpress.

Per Marzolla l’agente di commercio oggi è “indispensabile”. “Nella mia vita professionale – ha spiegato – ho sentito dire tante volte che è un lavoro che va a morire. In realtà ho visto tante aziende, che hanno trasformato la loro rete vendita di agenti di commercio in una rete di dipendenti, chiudere i battenti. Mi sto rendendo conto che la rete vendita è la chiave di successo delle aziende e l’asset immateriale di maggior valore per un’azienda che vuole stare sul mercato”.

Gli agenti di commercio, secondo il presidente di Enasarco, rappresentano “la cinghia di congiunzione tra mondo della produzione e mondo del commercio” e “sono diventati tecnici, consulenti, capaci di consigliare il cliente e la produzione”. Restano, quindi, “indispensabili”, anche in un mondo in cui si diffonde sempre di più l’e-commerce. “Ci sono fenomeni di ritorno – ha spiegato -, dei portali importanti che fanno commercio elettronico che vengono a cercare reti di vendita perché hanno bisogno di approvvigionarsi. Come fanno a trovare quello che serve a far vetrina? Mandano in giro agenti di commercio”. Su questo tema “una regolamentazione va data”. “Questi grossi soggetti che sono i portali del commercio elettronico – ha affermato – devono avere delle regole. Si occupano di intermediazione commerciale, per me sono agenti di commercio. Lo dice la legge, non io”.

Tra i punti del programma di Marzolla c’è la richiesta di detraibilità totale dei costi dell’auto e la doppia patente. “L’Enasarco – ha spiegato – è un ente che deve essere al servizio degli agenti di commercio anche nei rapporti con la politica”.

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Agenti di commercio indispensabili

Convenzioni: strumento indispensabile per abbattere i costi

In epoca di bonus, di mance governative, di rimborsi molto parziali e di ristori a capocchia, si è finito per sottovalutare uno strumento estremamente importante per ridurre i costi, in ogni settore: le convenzioni. Che riguardino le spese mediche o l’acquisto di un’auto, i contratti energetici o le forniture settimanali di cibo, il risparmio è assicurato.

Questo non significa, ovviamente, che gli agenti di commercio debbano ad esempio rinunciare alla battaglia per l’intera deducibilità delle spese per l’auto. Ma che dovrebbero approfittare maggiormente delle opportunità legate alle convenzioni. Due strade diverse per risparmiare, non alternative. Una riguarda gli aspetti legislativi, l’altra la forza nelle trattative garantita dall’appartenenza ad una categoria, ad un sindacato. Che si tratti di Enasarco o di un sindacato come Usarci.

Fonte Electomagazine – Autore Enrico Toselli

Investimenti Enasarco: ma chi erano gli amici di Mincione?

La responsabilità penale, si sa, è personale. Le colpe non ricadono su figli, genitori e neppure sugli amici. Il buongusto, però, è un’altra cosa. E non appare proprio intinta nel buongusto la polemica scatenata dalla lista uscita sconfitta nelle elezioni per i vertici di Enasarco nei confronti dell’attuale presidente Antonello Marzolla.

Una polemica che nasce dopo la trasmissione di Report, su Rai 3, incentrata su alcuni investimenti del passato effettuati da Enasarco. Del passato, non della nuova gestione. Ma va bene lo stesso. In particolare ci si sofferma sui 190 milioni investiti nel fondo Athena. E da cui Enasarco, per prendere le distanze da chi aveva voluto l’investimento, è uscito in anticipo rispetto alla scadenza, rimettendoci – com’è prassi in queste operazioni – circa 7 milioni.

Dov’è lo scandalo secondo gli attuali oppositori in Enasarco? Non nell’operazione iniziale, condotta da Raffaele Mincione – finito nelle inchieste sui traffici del Vaticano e, casualmente, amico di Alfonsino Mei, il candidato preferito da chi ora protesta – ma nella dichiarazione di Marzolla che, al giornalista, afferma: “Non ci abbiamo rimesso nulla”. Ma come, signora mia? Sette milioni di euro degli agenti di commercio non sono nulla per Marzolla? Beato lui (ma questo non lo dicono..).

In realtà non sono nulla non perché l’attuale presidente sia così ricco da non considerare 7 milioni, ma perché i soldi ritirati da Athena sono stati reinvestiti ed hanno permesso una consistente plusvalenza.

Ovviamente gli indignati di oggi lo sanno benissimo, ma fingono di esserselo dimenticato.

Ci può stare, per far polemica. Se però si è sostenuto un candidato, Mei, che era un grande amico del responsabile delle operazioni sotto esame, Mincione, allora dovrebbe prevalere il buongusto di tacere. Perché chiunque è libero di avere anche amicizie discusse e discutibili, però scaricare sugli altri le conseguenze dei comportamenti dei propri amici non è una dimostrazione di grande stile. E neppure di correttezza.

Fonte Electomagazine 

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La grande finanza vuole i soldi degli agenti di commercio

La grande finanza poteva rinunciare senza combattere ai 7/8 miliardi di patrimonio Enasarco? Poteva rassegnarsi a non poter gestire i soldi degli agenti di commercio? Certo che no. Non sono bastate le inchieste giornalistiche sui comportamenti discutibili, sugli investimenti avventati, sulle iniziative che han coinvolto personaggi non proprio entusiasmanti. Con intrecci strani tra banche, società immobiliari, Vaticano. 

Un mondo che non poteva e non voleva accettare il cambiamento. Non poteva accettare l’idea che Enasarco fosse degli agenti e per gli agenti. Così è partita l’offensiva per riportare tutto alla situazione precedente. Stessi nomi, stessi amici degli amici. Dunque occorre eliminare un presidente come Antonello Marzolla che, per la prima volta, rappresenta gli agenti e non i finanzieri.

Per ora non ci sono riusciti. Però hanno bloccato l’attività, hanno fermato il cambiamento. Uno stop provvisorio. Anche perché, con la spaventosa situazione debitoria dell’Italia e con investimenti colossali da far partire nei prossimi anni, il gruzzolo degli agenti di commercio farà gola anche al governo italiano, non solo ai cassieri del Vaticano. 

Si prospetta una battaglia tra le due sponde del Tevere per riuscire ad ottenereper via giudiziaria, ciò che non è stato possibile ottenere con il voto. 

Il tutto, ovviamente, sotto traccia. Approfittando della mancanza di attenzione degli agenti di commercio che devono già affrontare crescenti difficoltà sul lavoro e non riescono a seguire gli agguati contro la categoria. Perché il futuro delle pensioni dipenderà dagli investimenti di Enasarco e comprare palazzi per il Vaticano potrebbe non garantire una redditività ideale.

Fonte Electomagazine – Enrico Toselli