Il diavolo fa le pentole.. È finita male la rivoluzione imposta dai magistrati ai vertici dell’Enasarco. La curiosa interpretazione del voto degli agenti di commercio, culminata nell’imposizione di una presidenza per via giudiziaria, è terminata con la riunione del consiglio di amministrazione che, la scorsa settimana, ha bocciato il presidente scelto dai magistrati. 12 voti su 14 per revocare l’incarico ad Alfonsino Mei.

Solo i rappresentanti di Confcommercio e Fnaarc hanno difeso il presidente rimosso.

Per la revoca si è espresso, tra gli altri, Antonello Marzolla, segretario generale USARCI e, ovviamente, consigliere Enasarco: “I motivi sono il venir meno della fiducia nei confronti di Mei e una serie di consulenze legali conferite senza aver osservato le procedure che hanno dato luogo ad un contenzioso contro l’Enasarco”.

Per il momento il consiglio ha affidato le funzioni presidenziali al vice presidente vicario che le eserciterà per il tempo strettamente necessario fino alla nomina del nuovo presidente.

L’obiettivo è ora quello di garantire una gestione ordinata e trasparente dell’ente, nell’interesse di tutte le parti coinvolte sia agenti che mandanti. Ma anche di metter fine alle tensioni che si erano create dopo la decisione della magistratura. A cui erano seguite polemiche infinite, legate anche ad altre vicende giudiziarie che certo non avevano contribuito a rasserenare l’ambiente degli agenti di commercio. Anche perché le questioni dell’Enasarco hanno ripercussioni dirette e concrete sulla vita degli agenti e delle loro famiglie.

Fonte Electomagazine – Autore Enrico Toselli