No alla finanza ed alla politica alleate per incassare le pensioni degli agenti di commercio

Cambiare Enasarco, migliorarla, renderla più efficiente oppure spogliare completamente l’ente previdenziale degli agenti di commercio ed utilizzare quasi 8 miliardi di euro per favorire i giochetti di chi ha creato una lista per compiacere banchieri e finanzieri in combutta con il Pd romano? O, ancora, far confluire i fondi di Enasarco nell’Inps per coprire i buchi di bilancio dello Stato?

Tra poco più di un mese gli agenti di commercio saranno chiamati a scegliere tra queste opzioni. E agosto può essere il mese perfetto per le manovre di palazzo di chi, come la lista Fare bene fare presto (nota anche come Fare i soldi e fare in fretta a scomparire), ha cercato in ogni modo di arrivare ad un commissariamento per accontentare le mire dei palazzi romani del Pd e di chi vuole utilizzare i soldi di Enasarco per speculazioni finanziarie.

Una lista a tutela delle banche, non degli agenti. “Mentre è fondamentale, non solo importante, che a guidare Enasarco siano solo gli Agenti”, ribadisce Antonello Marzolla, segretario generale Usarci. 
Tagliando le unghie ai rapaci che volteggiano sopra l’ente previdenziale per depredarlo e concedere una pensione ridicola agli agenti di commercio. 
“Il compito di Enasarco – conclude Marzolla – è erogare le pensioni agli Agenti di commercio, non è quello di aiutare la gente a investire e fare carriera in ambito finanziario”.
E invita gli agenti a firmare una petizione che gira in rete – ha già raccolto migliaia di adesioni – e che punta ad impedire il commissariamento di Enasarco, garantire le elezioni democratiche di Enasarco e salvare le pensioni.

Fonte ElecToMag – Autore Enrico Toselli

Marzolla avverte i Ministri: la lotta per il Firr va avanti

“Non possiamo più aspettare che qualcuno firmi delle carte, gli agenti devono avere ciò che spetta loro e, soprattutto, ciò che abbiamo deciso insieme a tutta la categoria, in sede sindacale, in tutta Italia. Abbiamo firmato una delibera che consente di richiedere l’anticipo del Firr per far fronte alla grande difficoltà”. Antonello Marzolla, segretario generale Usarci, si è stancato di aspettare che i ministri competenti (sedicenti competenti) si degnino di rispettare gli impegni presi. E ha scritto una lettera invitandoli a lavorare.

Invece, mentre gli agenti di commercio aspettano l’anticipo del Firr, chi dovrebbe approvare le carte continua le sue lunghe vacanze. Sperando non le trascorra in discoteca per poi dileguarsi in quarantena. La delibera di luglio – promossa dalle liste Solo Agenti in Enasarco, Consulenti Finanziari Uniti e Prima gli agenti in attività finanziaria – non lascia dubbi: sblocco immediato del Firr degli Agenti di commercio. Non un regalo, poiché rappresenta l’accantonato, la cui proprietà appartiene esclusivamente agli Agenti. 

La lista Solo Agenti in Enasarco, promossa e sostenuta dalla maggior parte della Categoria ritiene inaccettabili i ritardi che danneggiano centinaia di migliaia di lavoratori, e sostiene l’azione del segretario Antonello Marzolla nella lettera aperta rivolta ai ministeri coinvolti.

“Lo sblocco del Firr – prosegue Marzolla nel documento – rappresenta una vittoria sindacale, raggiunta con il lavoro congiunto delle tre liste che durante i mesi più duri hanno addirittura realizzato un Osservatorio speciale sugli effetti del Coronavirus, per raccogliere le istanze degli iscritti e approntare proposte concrete. Abbiamo continuato anche mentre gli altri – come i finanzieri di Fare Presto – si limitavano a inutili polemiche, veti ostruzionistici su tutte le nostre proposte al fine di scavalcare gli agenti di commercio, ottenere il patrimonio Enasarco e fare la propaganda elettorale in vista delle elezioni.”

Ora la pazienza è finita, ma la voglia di lottare non è venuta meno.

“Siamo stati i primi – conclude Marzolla – a richiedere che venisse anticipato il Firr, siamo ancora i primi a sollecitare i ministeri e richiediamo a grande voce che la nostra Categoria venga considerata dal governo. Lottare per il bene degli agenti è il nostro lavoro. Lo facciamo da più di 30 anni. Non smetteremo oggi. Non smetteremo mai”.

Fonte ElecToMag – Enrico Toselli

Non solo Firr ma anche erogazioni straordinarie per gli agenti di commercio

Proprio si ignorano completamente i problemi di una categoria messa in ginocchio dai provvedimenti di chiusura per Covid e dall’incapacità dell’esecutivo di rilanciare l’economia. Per questo le associazioni di categoria avevano provveduto autonomamente, raggiungendo un accordo affinché gli agenti potessero ottenere un anticipo del Firr. Peccato che la Fondazione Enasarco gestisce il FIRR ma, per legge, non ha il potere di modificarne la disciplina dei pagamenti. Così, una volta pervenuto alla Fondazione Enasarco l’accordo tra le parti, il Consiglio di Amministrazione dell’Ente ha immediatamente disposto tutti gli adempimenti amministrativi e informatici necessari per dare seguito a tale decisione.

Perché diventino operativi, tutti questi interventi devono essere approvati dai ministeri vigilanti, dai quali la Categoria sta attendendo ancora una risposta.

La pazienza, però, ha ormai superato i limiti. “Se pensano di logorarci continuando a perdere tempo – avverte Antonello Marzolla per Solo agenti in Enasarco – si sbagliano. Perché noi siamo abituati a lottare e continueremo a farlo. A differenza di chi, per interessi che non sono quelli degli agenti di commercio, cerca solo di impedire ogni attività a tutela della categoria”.

E le liste che hanno promosso la delibera – “Solo Agenti in Enasarco”, “Consulenti Finanziari Uniti in Enasarco” e “Prima gli agenti in attività finanziaria e collaboratori” – si sono messe insieme per scrivere ai ministeri nella speranza che escano dal lungo torpore. Non solo per ciò che riguarda il Firr. La coalizione delle tre liste si è fatta promotrice dell’aumento di ulteriori 16 milioni di euro, oltre i 2 milioni aggiuntivi già proposti dal Consiglio di Amministrazione Enasarco per le erogazioni straordinarie, che si aggiungono agli 8,4 milioni già precedentemente approvati dal Consiglio, raggiungendo così una quota complessiva di 26,4 milioni dall’inizio del periodo di emergenza.

Mirco Ceotto, segretario organizzativo nazionale Fisascat Cisl commenta: “Agenti, Rappresentanti e Consulenti Finanziari sono stati fortemente penalizzati da questa situazione di emergenza determinata dal Covid-19 e, oltre ai due bonus di 600 euro dei mesi di marzo ed aprile, non hanno ricevuto altri contributi significativi, visto che il contributo a fondo perduto era praticamente inaccessibile per gran parte delle Categorie, come abbiamo peraltro segnalato scrivendo, a fine giugno, al premier Giuseppe Conte e ai ministri dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri e dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. È per questo motivo che, attraverso Enasarco, abbiamo stanziato ulteriori somme, ma non riusciamo a comprendere, vista l’emergenza, per quale motivo non arrivino le autorizzazioni necessarie”.

Anche per il presidente di Simedia Luca Matrigiani, il sindacato degli Agenti in attività finanziaria e candidato per la lista Prima gli Agenti in attività finanziaria, e Luca Malcotti, segretario nazionale di Ugl Terziario, la situazione è inaccettabile: “Gli Agenti in attività finanziaria e collaboratori meritano lo stesso rispetto e riguardo degli agenti di commercio e dei consulenti finanziari. Abbiamo lavorato al fianco della Categoria per compensare i vuoti creati dalla politica e, dopo aver trovato gli accordi e studiato il modo migliore per sollevare la nostra Categoria, la politica continua a non fare quello che dovrebbe fare: rispondere alle esigenze dei lavoratori. È il momento di avere delle risposte sicure, chiare e veloci perché la Categoria non può aspettare”.

Fonte ElecToMag – Autore Enrico Toselli

Il Mef in guerra contro gli Agenti di commercio

Si prendono i rappresentanti di una lista in corsa per il rinnovo dei vertici di Enasarco (“Fare presto”, tanto per mettere un nome..), si aggiungono i loro amici del Pd romano, si mescola con un briciolo del ministro Gualtieri e si ottiene la guerra dichiarata dal governo contro gli agenti di commercio. In particolare la guerra di Gualtieri e del suo Mef, il ministero dell’Economia e Finanza. Perché, secondo il Corriere della Sera, proprio il compagno Gualtieri si opporrebbe all’erogazione di aiuti e contributi agli agenti di commercio ed alle altre categorie di professionisti. 

Soldi, tanto per ricordare, che non vengono “donati” dallo Stato, ma che sono stati versati dagli agenti di commercio nella cassa previdenziale. E lo stesso vale per le altre categorie. Un problema di mera contabilità, dunque, ma all’amico di Fare Presto interessa solo quello, non la palese ingiustizia. Perché gli enti previdenziali privati rientrano nel perimetro del bilancio dello Stato anche se i soldi sono dei privati. E così, per concedere aiuti, o anche solo per un anticipo di parte del Firr (versato dagli agenti), bisogna passare per il permesso del Mef e del ministro del Lavoro.

Ovviamente il compagno ministro non si limita a non firmare l’anticipo del Firr, ma non vuole neppure bloccare o rinviare il pagamento dei contributi che gli agenti ed i professionisti devono versare. Perché il bilancio dello Stato, secondo gli amici di Fare Presto, non può sopportare gli aiuti a chi lavora ma può tranquillamente sopportare le folli spese sostenute per mantenere i renitenti alla vanga sdraiati sul divano, gli inutili navigator, gli ospiti non invitati.

Fonte ElecToMag – Autore Enrico Toselli

Usarci, Fisascat Cisl e Ugl provano a svegliare il Governo per il Firr

Passano i giorni, le settimane, i mesi. Ma il governo continua a far finta di dormire per impedire gli aiuti agli agenti di commercio. Pubblichiamo la lettera inviata al ministro da tre associazioni della categoria.

 

Gentile Ministro,
come rappresentanti degli Agenti di Commercio abbiamo sempre a cuore gli interessi della Categoria e la volontà di rappresentarla al meglio possibile, tutelando i suoi interessi. La crisi sanitaria derivata dal Covid-19, e il successivo lockdown delle attività economiche in tutto il paese, sono state un durissimo colpo per tutta la Categoria, che ha visto un verticale crollo degli ordinativi e del proprio fatturato. Gli Agenti di commercio sono una categoria essenziale per l’economia italiana, indicatori della salute del nostro mercato interno, del nostro export e di tutto il commercio. Ogni anno gli Agenti intermediano più del 70% del Pil del nostro paese dimostrando di essere l’ingranaggio più importante dell’economia reale italiana.

Il 25 maggio le Parti Sociali, associazioni degli Agenti di commercio e delle Imprese, si sono riunite e hanno firmato un accordo finalizzato allo sblocco, fino ad un massimo del 30%, del Firr accantonato presso l’Enasarco in favore di tutti quegli Agenti che, in una condizione di straordinaria difficoltà, ne facessero richiesta. Il Firr, il Fondo indennità risoluzione rapporto, non è previsto dal Codice civile, ma è stato istituito dalle parti sociali attraverso gli Accordi economici collettivi (AEC) e viene infatti accantonato tramite apposito fondo in Enasarco dalle imprese mandanti.

Enasarco ha recepito questo accordo nella riunione del 9 giugno 2020, e ha delineato le linee-guida per l’immediata attuazione: tutti i passaggi statutari fatti da Enasarco per poter erogare queste somme sono stati votati a maggioranza dal CDA della Fondazione Enasarco, che ha recepito integralmente l’accordo delle Parti Sociali, deliberando un primo stanziamento del 10% del Firr accantonato sui singoli conti degli Agenti di commercio per un controvalore di circa 150 milioni di euro. Per consentire la regolare erogazione di queste somme è necessaria l’approvazione del Ministero vigilante.

La richiesta in questione è stata inoltrata dalla Fondazione Enasarco in data 10 luglio 2020, e a tutt’oggi non è arrivata una risposta.

Siamo qui dunque, Ministro, a sollecitare una Sua Cortese quanto doverosa risposta.

Gli Agenti di Commercio non possono aspettare oltre e hanno urgentemente bisogno dell’approvazione di questa misura, assolutamente necessaria non solo per ridare fiato a tutti i professionisti della vendita in difficoltà, ma anche e soprattutto per consentire agli Agenti stessi di avere a disposizione risorse da investire per organizzare le proprie ripartenze e dare nuovo ossigeno a un’economia che ha bisogno di ripartire.

La quasi totalità degli Agenti è stata tagliata fuori dalle misure di sostegno a fondo perduto varate dal Governo, a causa del differimento trimestrale caratteristico del pagamento delle provvigioni che ha dunque a sua volta causato l’impossibilità di dimostrare il calo di reddito necessario per accedere ai contributi. È perciò necessario che la misura straordinaria che coinvolge l’anticipazione Firr, che non rappresenta alcun onere economico per lo Stato, sia approvata dal Suo Dicastero e diventi quindi possibile per la Fondazione avviare l’anticipazione del Trattamento Fine Rapporto accantonato in favore degli Agenti di Commercio.

Il tardare ulteriormente di una risposta al provvedimento sopra descritto rischia di essere percepito come una mancanza di sensibilità politica nei confronti di una Categoria di lavoratori già in ginocchio e che domanda solamente di poter utilizzare i propri denari accantonati presso l’Enasarco per far fronte a questo grave momento di difficoltà.

La salute di buona parte delle imprese italiane dipende dalle condizione in cui versano i loro Agenti di commercio, ed è perciò impensabile che essi siano abbandonati in questo frangente di difficoltà e che non venga data risposta alle loro legittime istanze. Confidando in una rapida risoluzione della nostra richiesta.

Le associazioni Usarci, Fisascat Cisl e Ugl.

Fonte ElecToMag – Autore Winston Smith 

Gaburro, Mei, Ricci: chi di burocrazia ferisce…gli strani giochi di fare presto

Basta con i burocrati in Enasarco! Come si fa a non essere d’accordo con Luca Gaburro, segretario di Federagenti dal 2010 e nel cda di Enasarco dal 2016?

Come si fa a non condividere la sua lotta contro chi, in Enasarco, è un sindacalista e non un agente? Bravo Gaburro! Che, casualmente, fa parte del sindacato Federagenti. Vabbè, nessuno è perfetto, una scivolata può capitare. Meglio se in coppia. Perché, nello stesso sindacato, lavora anche la moglie, casualmente figlia del capo dell’avvocatura di Enasarco. Che, tra un salario da dirigente ed una consulenza, fonda pure Federagenti. Due cuori e un sindacato, tutto molto romantico. E se una è figlia di un personaggio potente, che male c’è?

Avvocatura di Enasarco da un lato, sindacato che amerebbe riportare Enasarco nel solco pubblico dell’Inps dall’altro: coincidenze. Tre cuori che battono all’unisono. Una compatta famiglia italiana. Invidia generale. 

Ma lui, Gaburro, fonda i sindacati mentre critica i sindacati. Il suo è diverso. Non è proprio un sindacato. È quasi un’azienda. Già, perché il duro e puro nemico dei burocrati è un agente di commercio vero, con tanto di carta d’identità pubblicata sui social per confermare la sua professione. Mica come quei sindacalisti a tempo pieno che millantano di fare gli interessi degli agenti e, invece, chissà. 

Poi, però, qualche invidioso dei “tre cuori un sindacato” va a fare qualche ricerca. Si vede che ha tempo da perdere. E racconta che l’eroe anti burocrati risulta essere agente della stessa Federagenti da lui fondata. E che, appunto, sarebbe un sindacato, non un’azienda che vende, produce, acquista. Sicuramente si tratta di un equivoco. Forse vendono tessere. O forse è un problema di omonimia. Il sindacalista anti sindacato, il burocrate anti burocrati saprà certamente fare chiarezza..

Così come la farà sicuramente Mei, un finanziere amico di Mincione. Per carità, ciascuno risponde per se stesso, mica per gli amici. Però mandare un finanziere, abituato alle speculazioni, a gestire un fondo pensioni sarebbe come affidare a Dracula la gestione della banca del sangue. I donatori rischiano tanto, troppo. Soprattutto se fosse vero che Mei sta già preparando gli investimenti di Enasarco. 

Quanto a Ricci, altro esponente della lista anti agenti “Fare presto”, il suo interesse è quello di vendere servizi proprio agli agenti. Perché ha due aziende ed è agente di se stesso. E come padrone di Radio Agenti non pare molto propenso al confronto.

Fonte ElecToMag – Autore Enrico Toselli

Marzolla (USARCI): sfidiamo Gaburro & C. a un confronto sugli agenti di commercio

Mi sarebbe piaciuto poter intervenire a Radio Agenti il 14 settembre per un confronto con i colleghi Ricci e Gaburro. Per affrontare i temi più interessanti per la categoria degli agenti di commercio. Perché io credo che una discussione sia sempre utile. Ricci, evidentemente, è di un altro parere ed ha preferito escluderci. Ha impedito non solo la partecipazione in trasmissione ma sta addirittura bloccando la possibilità di commentare il post sui social media”.

Antonello Marzolla, segretario generale Usarci, si dice amareggiato per questi comportamenti dei vertici di una lista concorrente. Ma forse è più divertito per questa mancanza di coraggio che porta ad evitare il confronto. Sintomo di evidente difficoltà. 

Ma cosa avrebbe voluto dire in trasmissione?

“Innanzitutto che sono molto contento del fatto che finalmente i candidati della loro lista stiano asserendo l’impossibilità di far confluire l’Enasarco in INPS. Hanno cambiato idea. Ricordiamo bene il suocero di Gaburro, già fondatore della Federagenti, che fu un grande promotore della distruzione di Enasarco.
Evidentemente in famiglia coesistono pensieri e visioni dell’Enasarco diverse”.

Lei sostiene che il presidente di Enasarco debba essere un agente. Gaburro non lo è?

“Su questo punto, Gaburro non si smarca bene.
E sì vero che ha pubblicato un’immagine ritraente la sua carta d’identità da cui risulta che è agente di commercio ma si è dimenticato di dire che la sua “mandante” è la Federagenti di cui sempre lui è il Segretario Generale e che da una decina di anni versa in suo favore i contributi Enasarco e che tra le altre cose alle prossime elezioni voterà nel collegio delle mandanti. Ma Federagenti non era un sindacato?”.

Gaburro si dichiara nemico dei burocrati. Non è credibile?

“Se avessi potuto intervenire, avrei voluto ricordare che tra i burocrati paracadutati in Enasarco dalla politica, come è solito dire Gaburro, ecco fra questi, figura proprio lui”.

Il confronto tra di voi finisce qui?

Assolutamente no. Come accade tra i più leali duellanti, lancio a Gaburro, ad Alfonsino Mei, a Davide Ricci e all’amico Triolo il guanto della sfida. Li invitiamo a partecipare a un dibattito pubblico online per mettere a confronto i nostri Curricula professionali, le nostre idee, la nostra visione di un Enasarco efficiente e vicino agli agenti di commercio. In quell’occasione daremo loro inoltre la possibilità di far luce sulle motivazioni dei loro voti contrari, figli del cieco ostruzionismo, alle varie delibere proposte in consiglio al fine di dare aiuto alla Categoria durante la Pandemia”.

Mei/Cetto La Qualunque mette a rischio le pensioni degli agenti di commercio

La politica dei contributi a pioggia, dei bonus per tutti, delle promesse in stile Cetto La Qualunque non sono una prerogativa solo dei politici. La sostenibilità dei conti non rientra tra i parametri presi in considerazione da Alfonsino Mei, impegnato a promettere mance elettorali ai silenti, cioè a coloro che non hanno maturato i requisiti pensionistici ma vogliono ugualmente la pensione. 

Mei & co sono dunque pronti, per qualche consenso in più, a compromettere la sostenibilità finanziaria di Enasarco e, di conseguenza, il futuro dei lavoratori che hanno maturato gli anni di pensione, mettendo di fatto a rischio tutto il patrimonio delle pensioni degli agenti di Commercio.
Antonello Marzolla, segretario generale Usarci, sostiene che “fare promesse elettorali senza tenere in conto la sostenibilità finanziaria dell’ente non solo è irresponsabile ma è, soprattutto, ingiusto verso quegli agenti che hanno lavorato tutta la vita per meritarsi la pensione”. 

“Enasarco – aggiunge Marzolla – non è un bancomat da cui si preleva per dare mance elettorali. È un fondo pensioni che va gestito con premura e cautela poiché salvaguarda il futuro di tutti gli agenti italiani. Noi vogliamo portare gli interessi degli agenti di commercio italiani in Enasarco perché conosciamo i loro bisogni e le loro ambizioni. Gli altri stanno facendo propaganda pericolosa che in nessun modo rispecchia la nostra visione di un Enasarco trasparente, semplice e vicini agli agenti”

Non risulta certamente strano che un finanziere provi a giocare con il denaro altrui. Ogni tanto scommette sugli investimenti, altre volte sulle disgrazie altrui. Ciò che risulta chiaro è che certi soggetti non si preoccupano minimamente degli interessi degli Agenti. L’unico obbiettivo è gestire gli investimenti di Enasarco per la felicità di amici banchieri e per favorire amiche nei palazzi.
A costo di distruggere tutto attraverso mance elettorali che singolarmente sono poca cosa ma che, sommate, manderebbero in rovina il patrimonio di Enasarco e le pensioni degli agenti di commercio che hanno rispettato le regole.

Fonte ElecToMag il magazine degli Agenti – Autore Enrico Toselli

Federagenti: far confluire Enasarco nel carrozzone Inps

“Come si cambia, per non morire..” cantava Fiorella Mannoia. L’inno di Federagenti, probabilmente. Oppure lorsignori preferiscono Patty Pravo: “Oggi qui, domani là..”. L’importante è glissare sulle loro storiche posizioni a proposito del futuro di Enasarco e delle pensioni degli agenti di commercio. Già, perché nel 2012 Federagenti aveva ben chiarito la propria posizione al riguardo: eliminare l’Enasarco e far confluire i soldi degli agenti nel calderone dell’Inps.

“Il Referendum da noi promosso sul futuro dell’Enasarco – si legge nel documento di Federagenti – ha avuto un esito schiacciante: il 95% dei votanti (diverse diecine di migliaia) si è dichiarato concorde con la proposta caldeggiata dalla nostra associazione di far confluire l’Enasarco nell’Inps”. Peccato che ora la stessa Federagenti nutra qualche dubbio sulle proprie dichiarazioni. Forse il plebiscito annunciato non era proprio un plebiscito. Forse non erano “diverse diecine di migliaia” gli agenti pronti a perdere le pensioni. 

Così ora si nicchia un po’ sul tema. A giorni alterni si conferma e si smentisce la posizione. Deve essere una nuova forma di coerenza e di trasparenza. In ogni caso non si tratta certo della migliore garanzia per chi sogna una pensione con i propri contributi versati e da versare. In compenso la coerenza non manca a Mei, prontissimo a dar soddisfazioni alle banche ed agli investitori finanziari. Non agli agenti di commercio ma ai banchieri: una scelta di campo che, perlomeno, non lascia adito a dubbi. “Soldi soldi soldi, toccasana/ di questa quotidiana/ battaglia per la grana..”. Renato Zero accompagnali tu..

Fonte ElecToMag – Autore Enrico Toselli

I Ministri che non concedevano l’anticipo del Firr firmavano l’aumento di stipendio di Tridico

Finalmente si è capito perché, nonostante le insistenze dell’Usarci, il governo non si sia degnato di firmare il documento per consentire all’Enasarco di elargire anticipi sul Firr.

Anzi, ora si scopre pure che le insistenze erano fastidiose ed inopportune. Si è fatto credere che i due ministri non firmavano perché stavano in vacanza. Macché! I due ministri erano impegnatissimi a firmare l’aumento di stipendio a Tridico, il presidente dell’Inps.

Potevano rinviare un provvedimento così fondamentale per l’umanità? Potevano lasciar morire di fame il misero presidente? Certo che no. E dovevano farlo di nascosto, perché Tridico meschinetto non ne sapeva niente. Moltiplicavano il suo stipendio a sua insaputa (e non importa che, oggettivamente, fosse basso in rapporto a quanto guadagnano molti dirigenti regionali con minori responsabilità).

E allora tutti gli agenti di commercio potevano ben rinunciare all’anticipo del Firr, a fronte di cotanta urgenza. Potevano farsi prestare i soldi dalle banche o dai parenti. Senza dimenticare che l’Enasarco, se vincessero le liste al servizio del governo, verrebbe fatto confluire nell’Inps e, dunque, gli agenti di commercio dovrebbero sottostare proprio ai voleri di Tridico. Che se li ritroverebbe tra i piedi a sua insaputa, con tutti i soldi versati dagli agenti ed utilizzati per sistemare i conti dell’Inps. Soldi che lui non ha chiesto, sia ben chiaro. Certo che se poi arrivassero..

Fonte ElectoMag – Autore Enrico Toselli