Mancano nuovi agenti

E’ tempo di bilanci per gli agenti di commercio del Friuli Venezia Giulia. Il 2022 è stato un anno positivo sul fronte della mole di lavoro (specialmente in alcuni settori), ma non mancano le criticità, a cominciare dall’aumento dei costi per proseguire con la difficoltà a trovare giovani da avviare alla professione. A fare il punto con gli aderenti Usarci, il principale sindacato degli agenti di commercio, di Udine, Trieste e Gorizia, è stato il presidente Domenico Papa, che ha promosso un incontro per informare sulle ultime novità del settore. In collegamento video, per un saluto, anche il presidente nazionale di Usarci, Giovanni Di Pietro. 

«L’anno appena concluso è andato bene – rileva Papa – ma ci sono problemi a trovare nuovi agenti, giovani da inserire nel nostro settore. Per questo abbiamo proposto di eliminare l’obbligo del corso per diventare agente per sostituirlo con crediti formativi da ottenere durante la carriera lavorativa, in modo da facilitare i nuovi ingressi nel breve periodo. Sarà nostra cura – assicura – fornire alle nuove leve tutti gli strumenti formativi necessari ad affrontare al meglio le nuove sfide del mercato». 

A preoccupare in modo particolare la categoria, è l’incremento dei costi del carburante, prima voce nel bilancio degli agenti di commercio anche in Fvg. «Abbiamo incontrato l’assessore regionale Fabio Scoccimarro, che si è detto disponibile a venirci incontro ampliando l’utilizzo del bonus regionale. Ipotesi che però non è andata a buon fine per il rischio di bocciatura da parte dell’Europa, pronta a sollevare la questione della concorrenza sleale». 

Un 2022 con più luci che ombre sul fronte dei numeri, con Usarci che in Friuli ha ormai ha raggiunto le 600 adesioni: «Per il 2023 la principale novità – evidenzia Papa – riguarda l’accordo stretto con un’organizzazione regionale che ci darà modo di aprire sedi territoriali in tutte e quattro le provincie, diventando così più capillari, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la platea degli iscritti. Infine, va rilevata come nota positiva l’introduzione della flat tax per le partite Iva fino a 85 mila euro. Un provvedimento del governo che accogliamo con favore e che potrà agevolare la nostra attività», chiude Papa. 

Fonte Telefriuli

I rincari dei carburanti penalizzano gli agenti. Ma il Governo ignora la Categoria

Bisogna essere profondamente miopi per pensare che il problema del rincaro dei prezzi del carburante sia una questione di rapporti di forza tra governo e benzinai. Illudendosi che i prezzi crolleranno per effetto di un tabellone in più da collocare nelle stazioni di servizio. Ma è ancora più miope sostenere che il problema non è fondamentale poiché i ricchi possono pagare tranquillamente qualche euro in più per ogni rifornimento mentre i più poveri hanno altri bonus per affrontare la vita quotidiana. Si dimentica, come sempre in questo Paese, il ceto medio considerato da tutti i politici come il bancomat a cui attingere senza ritegno.

“Ma ci si dimentica anche – protesta Antonello Marzolla, segretario generale Usarci – di tutti coloro che con l’auto, con i furgoni, con i camion lavorano. Per gli agenti di commercio il rincaro dei carburanti rappresenta l’ennesima stangata dopo le chiusure per Covid e poi dopo la contrazione dei consumi a causa dell’inflazione”. Inflazione a due cifre e retribuzioni ferme. Il potere d’acquisto delle famiglie si è drasticamente ridotto.

“Ed i rincari dei carburanti avranno ulteriori effetti negativi. Perché aumenterà il costo dei trasporti, delle merci trasportate e, di conseguenza, il prezzo finale di ogni prodotto. Così le famiglie compreranno sempre di meno”, aggiunge Marzolla. Riducendo ulteriormente i margini per gli agenti di commercio.

Non dovrebbe essere troppo difficile da capire. Come non dovrebbe essere troppo difficile ricordarsi che gli agenti di commercio intermediano il 70% del Pil italiano. Una categoria semplicemente fondamentale per l’economia nazionale. Composta da più di 200mila persone con altrettante famiglie. Dunque una categoria che un governo dovrebbe consultare prima di prendere decisioni che riguardano gli agenti di commercio ma anche tutte le aziende che da loro sono rappresentate. Sarà sicuramente arrivata la convocazione al ministero. O no? “Avranno smarrito gli indirizzi al momento di insediarsi”, scherza amaramente Marzolla.

Fonte Electomagazine – Autore Enrico Toselli

Azzolini: “Gli Agenti hanno un futuro se affrontano il cambiamento”

“Hanno un futuro gli agenti di commercio? Certo, purché cambino così come sta cambiando il lavoro. Se restano fermi, ancorati ad una professione che non c’è più, il mercato non li perdonerà”. Massimo Azzolini, vicepresidente dell’Usarci, non ha dubbi sulla necessità di un salto di qualità della categoria. “Salto che, in parte, è già stato realizzato. La categoria è molto più istruita rispetto al passato, con diplomati e laureati”. I problemi, tuttavia, non mancano. A partire da un’età media elevata. “Ma è sempre stato così, poiché si arrivava a fare questo lavoro dopo altre esperienze”.

Un altro grande problema riguarda il futuro della figura dell’agente di commercio nell’era di
Internet, delle vendite on line e ora del metaverso. Un tempo l’agente di commercio era portatore di conoscenza, di aggiornamenti, di informazioni, oggi basta un semplice clik e tutto è alla portata di mano, tutto può essere acquistabile, si possono conoscere prezzi e prestazioni, si possono fare confronti tra prodotti e aziende concorrenti. E qualcuno comincia a pensare che l’agente di commercio non serva più, che rappresenti una intermediazione onerosa ed inutile.

Azzolini, ovviamente, non è d’accordo. Perché, ormai, l’ attività dell’agente si è completamente frastagliata in mille forme diverse al variare delle singole esigenze delle ditte mandanti rappresentate. “Agli agenti di commercio vengono ormai affidati incarichi che vanno ben oltre la mera promozione degli affari come previsto da art 1742 cc. Qualcuno  svolge attività di coordinamento di altri agenti, c’è chi svolge mansioni di direzione commerciale, chi passa buona parte del tempo lavorativo per attività di carattere amministrativo, un tempo riservate a personale interno delle aziende”.

“In realtà  – prosegue il vicepresidente Usarci – oggi l’agente è un “gestore” d’area, il responsabile a cui
chiedere ogni cosa perché possa risolvere ogni cosa. È la figura che fa da “cuscinetto” tra cliente e azienda mandante, che in qualche modo deve trovare sempre il giusto equilibrio tra le esigenze della domanda e quelle dell’offerta”. Stretto tra business, rapporti, obiettivi. Spesso non si ha la consapevolezza del valore e dell’importanza di questa professione. Come non si ha consapevolezza dei livelli di stress che un agente di commercio deve gestire quotidianamente.

“L’agente rappresenta  la ‘mano lunga’ della preponente sul territorio ma non più e non solo nella veste del puro venditore, che acquisisce l’ordine, lo trasmette alla preponente e con questo termina il suo compito. Al contrario, da quel momento ancor più svolge le sue attività nella gestione che porta alla conclusione di quell’ordine. Insomma una posizione sempre più importante ed indispensabile per le aziende”. E, non a caso, le aziende di maggior successo sono quelle che hanno una forza vendita stabile e motivata.

Eppure il numero degli agenti cala ogni anno. D’altronde, all’estero, la categoria è decisamente meno numerosa. Per questo diventa sempre più fondamentale la formazione, la preparazione, la capacità di confrontarsi con un mondo che è in continuo cambiamento ma anche la capacità di adattarsi a nuove mansioni.

Fonte ElectoMagazine – Enrico Toselli

Fiducia “condizionata” ad Enasarco da parte di USARCI che insiste sulla formazione degli agenti di commercio

“La nostra missione è  la tutela della categoria degli agenti commerciali; è necessario riportare al centro dell’attenzione della Fondazione Enasarco, con i fatti e non solo a parole, la tutela previdenziale dell’agente. Abbiamo un bilancio che prevede esclusivamente modifiche di spesa al rialzo, nulla che possa essere di supporto alla categoria. Aumentare un po’ di assistenza è come un pannicello caldo ad un malato terminale”. Giovanni Di Pietro, presidente di Usarci, non è particolarmente entusiasta, per usare un eufemismo, delle modifiche di bilancio apportate dai vertici di Enasarco.
“Vi sono tante, troppe situazioni che gridano all’ingiustizia; mi riferisco principalmente alla situazione pensionistica. Oggi l’agente versa un contributo previdenziale altissimo, il 17% sul lordo delle provvigioni, ma di questo contributo, una fetta enorme, circa il 20%, viene decurtato come contributo di solidarietà. Ciò doveva rappresentare un contributo temporaneo, utile a far raggiungere la sostenibilità del fondo a causa della legge Fornero. Ma questa temporaneità si è rivelata come quella delle accise sulla benzina, eterne. Oggi l’agente versa 100 per riottenere dopo anni, seppure con la rivalutazione, un importo inferiore a ciò che ha versato. Ciò è inconcepibile per un ente previdenziale integrativo. Occorre porre dei correttivi immediati a tutto ciò”.

Ma Di Pietro interviene anche sui contributi omessi dalle mandanti. “Non sempre l’ente può intervenire o recuperare i contributi, così l’agente è doppiamente castigato, ha versato la sua quota ma non gli viene riconosciuto alcunché, spesso perdendo addirittura il diritto alla pensione. Occorre da subito intervenire per modificare questa ingiustizia sociale, occorre almeno riconoscere un contributo figurativo per il periodo di omesso versamento, ma ancora di più occorre costituire un fondo di garanzia che possa dare certezza all’agente sui versamenti effettuati”.

Il voto favorevole, espresso al termine dell’assemblea dei delegati Enasarco, rappresenta solo un atto di fiducia in un cambiamento immediato ed inevitabile.

Ma l’attività di Usarci a tutela degli agenti di commercio prosegue non solo nelle assemblee ma anche sul territorio. Ed Antonello Marzolla, segretario generale del sindacato degli agenti, ricorda che si sta concludendo, presso le varie sedi territoriali Usarci, il corso di formazione interna per i quadri USARCI, iniziato a settembre e che terminerà questo mese. “Il corso – sottolinea Marzolla – ha coinvolto i migliori professionisti  delle associazioni USARCI per condividere e trasmettere ai colleghi
della famiglia idee, approfondimenti, formazione, puntando sugli aspetti della consulenza previdenziale, sindacale e fiscale. Senza dimenticare la fondamentale importanza delle convenzioni stipulate con le università telematiche Pegaso e Mercatorum. In pratica gli agenti di commercio ed i loro famigliari pagano 2mila euro all’anno invece di 3mila. E si scende a 1.500 per due corsi di laurea particolarmente indicati per l’attività degli agenti. “Solo attraverso una adeguata formazione – conclude Marzolla – la categoria potrà affrontare le sfide attuali e del futuro e vincerle”.

Fonte Electomagazine – Autore Enrico Toselli

Enasarco – Dichiarazione di voto USARCI

Lo scorso 29 novembre si è tenuta l’Assemblea dei Delegati della Fondazione Enasarco. All’ordine del giorno vi era l’approvazione dello scostamento di bilancio 2022 e l’approvazione del bilancio preventivo 2023.

I rappresentanti USARCI hanno espresso voto favorevole. Una decisione non esente da perplessità esplicitate nella dichiarazione di voto messa agli atti dell’Assemblea e qui di seguito riportata.

 

Dichiarazione di voto dell’USARCI Assemblea dei delegati Enasarco del 29 novembre 2022

Approvazione variazione del bilancio 2022 e approvazione bilancio preventivo 2023

Sig. Presidente,
in qualità di capogruppo dei delegati facenti capo all’USARCI, desidero esprimere il nostro pensiero circa le modifiche del bilancio per cui siamo stati chiamati a votare.
Nonostante la magnifica serata trascorsa in quel dei Musei Vaticani, nonostante la bellezza inebriante delle opere e dei luoghi, tutto ciò non ci ha fatto dimenticare lo scopo della nostra missione, la tutela della categoria degli agenti commerciali; è necessario riportare al centro dell’attenzione della Fondazione, con i fatti e non solo a parole, la tutela previdenziale dell’agente. Abbiamo un bilancio che prevede esclusivamente modifiche di spesa al rialzo, nulla che possa essere di supporto alla categoria. Aumentare un po’ di assistenza è come un pannicello caldo ad un malato terminale.
Vi sono tante, troppe situazioni che gridano all’ingiustizia; mi riferisco principalmente alla situazione pensionistica. Oggi l’agente versa un contributo previdenziale altissimo, il 17% sul lordo delle provvigioni, ma di questo contributo, una fetta enorme, circa il 20%, viene decurtato come contributo di solidarietà. Ciò doveva rappresentare un contributo temporaneo, utile a far raggiungere la sostenibilità del fondo a causa della legge Fornero. Ma questa temporaneità si è rivelata come quella delle accise sulla benzina, eterne. Oggi l’agente versa 100 per riottenere dopo anni, seppure con la rivalutazione, un importo inferiore a ciò che ha versato. Ciò è inconcepibile per un ente previdenziale integrativo. Occorre porre dei correttivi immediati a tutto ciò.
Che dire poi dei contributi omessi dalle mandanti? Non sempre l’ente può intervenire o recuperare i contributi, così l’agente è doppiamente castigato, ha versato la sua quota ma non gli viene riconosciuto alcunché, spesso perdendo addirittura il diritto alla pensione. Occorre da subito intervenire per modificare questa ingiustizia sociale, occorre almeno riconoscere un contributo figurativo per il periodo di omesso versamento, ma ancora di più occorre costituire un fondo di garanzia che possa dare certezza all’agente sui versamenti effettuati. Mi fermo qui per quanto riguarda la previdenza anche se sono ancora tante le storture, tutte a svantaggio della categoria. Voglio porre alla sua attenzione ed a quella di tutto il CDA, la scarsa, anzi inesistente informativa in cui è tenuto il Consiglio dei Delegati. Il Consiglio non conosce né quando né cosa il CDA deliberi, il Repository dei delegati è praticamente vuoto, le uniche informazioni provengono dall’esterno, dalla stampa o dal sito Enasarco. Penso che meritiamo, come delegati, un maggior rispetto, penso che abbiamo il diritto ad una maggiore partecipazione ed informazione. Già nelle passate consigliature proprio il suo gruppo, sig. Presidente, lamentava la scarsa considerazione in cui il consiglio era tenuto, nulla è cambiato, anzi, è peggiorato. Persino le consulenze esterne, oggetto di grande disappunto da parte del Vs gruppo, oggi vengono usate con disinvoltura e notiamo un aumento considerevole di questo strumento che aggrava ulteriormente il bilancio dell’ENTE. Occorre, anzi è necessario provvedere alla modifica dello statuto, ed in questo devono avere privilegio le parti sociali, anch’esse dimenticate da questa consigliatura non essendo mai state convocate.
Sig. Presidente, nonostante non siamo per nulla soddisfatti dell’andamento della Fondazione, e della sua gestione, vogliamo concedere, ancora una volta, fiducia, con la speranza che da subito si affrontino le problematiche elencate.
Per questo motivo e con questa speranza, dichiaro il voto favorevole dei delegati USARCI.
Giovanni Di Pietro

Laurea telematica per gli Agenti di commercio con Pegaso e Mercatorum

Formazione, formazione e ancora formazione. Qualunque sia l’attività, qualsiasi siano le prospettive, l’approssimazione non basta più. Ed anche l’esperienza spesso non è più sufficiente per affrontare un mondo del lavoro in continua trasformazione. Nascono da queste esigenze le convenzioni stipulate, a favore degli agenti di commercio, dall’Usarci con le università telematiche Pegaso e Mercatorum.

“Sono corsi di laurea – spiega il professor Giuseppe Paolone, rettore vicario di Pegaso e coordinatore di entrambe le iniziative – che spaziano dal settore economico e giuridico, più attinenti alla attività quotidiana degli agenti, sino agli studi umanistici e scientifici, per andare incontro a particolari interessi. Tenendo anche conto che le agevolazioni previste dalle convenzioni non sono riservate ai soli agenti, ma anche ai loro famigliari”.

Agevolazioni non di poco conto. Con riduzioni dei costi di iscrizione nell’ordine di oltre il  30% per i corsi di laurea, ma si arriva al 50% per i corsi di Marketing e Vendite e per Management e Innovazione.

Ma tutta l’impostazione delle lauree triennali è studiata per andare incontro alle esigenze degli agenti di commercio che, durante la settimana, sono impegnati con il lavoro. “Le lezioni – prosegue Paolone – possono essere seguite anche nei fine settimana, o la sera se non si è troppo stanchi. Ogni docente, inoltre, fissa degli orari settimanali durante i quali può essere contattato direttamente dallo studente per chiarimenti, per approfondimenti, per confronti”.

Quanto agli esami, in passato si svolgevano in presenza, in una delle 80 sedi in tutta Italia, a seconda delle comodità degli studenti. Dopo l’inizio dell’emergenza Covid, invece, gli esami si svolgono per via telematica, in diretta, con test che prevedono 30 domande a risposta multipla. E sono sufficienti 18 risposte esatte.

Ma Paolone ricorda che, tra i vantaggi dei corsi telematici, rientra anche la possibilità di iscriversi e di iniziare a seguire le lezioni in qualsiasi momento dell’anno. Non c’è dunque la necessità di iscriversi a fine estate, cominciando a studiare ad inizio autunno. La durata è triennale a partire da qualunque momento di iscrizione.

“In realtà – conclude Paolone – l’80% dei 120mila iscritti a Pegaso decide di proseguire gli studi dopo aver ottenuto la laurea triennale. Vogliono la magistrale e questa è la dimostrazione più evidente che i corsi funzionano”. Non solo per un titolo di studio, ma perché garantiscono le fondamentali basi teoriche anche a chi ha già esperienza pratica nel proprio settore di competenza.

Fonte Electomagazine – Enrico Toselli



Righetti (IUCAB): formazione comunitaria per agenti di commercio per l’abilitazione alla vendita internazionale

IUCAB (Internationally United Commercial Agents and Brokers), con sede a Vienna, è l’alleanza mondiale delle più rappresentative organizzazioni di vendita indipendenti: fondata nel 1953 ad Amsterdam, unisce più di venti Stati nel mondo attraverso la partecipazione delle diverse associazioni nazionali di agenti di commercio.

“IUCAB è un player importante nel mondo dell’intermediazione commerciale”, spiega Marco Righetti, Vicepresidente IUCAB e Chairman dell’ “Expert Group Political Lobby” di IUCAB, che continua, “la nostra organizzazione è costantemente impegnata nel sostegno dei circa 600.000 agenti di commercio che operano sul territorio europeo, e che transano più del 60% del PIL comunitario, mantenendo costante il dialogo con le istituzioni dell’Unione e in particolar modo con la Commissione Europea, insieme alla quale IUCAB ha concluso quest’anno un lungo processo normativo, avviato dalla stessa Commissione, per la valutazione delle nuove regole in materia di accordi sulle attività commerciali e delle vendite comunitarie in sostituzione del vecchio Regolamento n. 330/2010 della Commissione”.

Durante questo importante processo di innovazione e aggiornamento, relativamente alla figura dell’agente di commercio, IUCAB si è adoperata coinvolgendo tutte le associazioni nazionali nei lavori della Commissione, attraverso la formulazione di indagini e questionari ad hoc, predisposti da IUCAB, per raccogliere i risultati ottenuti dai diversi Paesi e sottoporli alle istituzioni europee.
Marco Righetti e IUCAB puntano anche sulla formazione, sostenendo “l’importanza di focalizzarsi su di una formazione competitiva per gli agenti, in grado di rendere i professionisti del commercio europeo più attivi sul mercato internazionale: l’idea è quella di progettare una formazione comunitaria per ottenere un’abilitazione per la vendita internazionale”.

“Questa operazione – continua Righetti – la stiamo portando avanti appoggiandoci ad università, commissioni di esperti del settore commercio e associazioni di categoria”.
A livello nazionale l’organizzazione riconosce e certifica i corsi di formazione predisposti dalle diverse associazioni IUCAB.
“Un altro aspetto fondamentale del nostro circuito internazionale – conclude Righetti – è il rapporto costante con le medie e grandi aziende europee, che attraverso una grande piattaforma digitale consultabile dal sito di IUCAB, possono reclutare agenti di commercio grazie ad annunci e inserzioni pubblicate e gestite da IUCAB”.
IUCAB dà la possibilità alle aziende di accedere a consulenze personalizzate, che vengono erogate dalle federazioni nazionali grazie alla loro professionalità ed esperienza di settore.

Fonte ElectoMagazine

Non una mancia ma misure per la ripresa

Non si sa se facciano i furbi, al governo, o se l’ignoranza dilagante più del virus impedisca di scrivere un decreto utilizzando la normale lingua italiana. Invece in ogni occasione si crea una confusione non solo inutile ma deleteria. 

E l’USARCI scende in campo per ottenere chiarezza sui provvedimenti che riguardano gli agenti di commercio.

Noi – assicurano – non lasciamo gli Agenti da soli! Per i lavoratori autonomi sono stati previsti 600 euro una tantum per il mese di marzo. Non è certo che gli Agenti di commercio saranno inclusi in questo provvedimento”.

In realtà la consueta ignoranza governativa ha creato confusione anche sul concetto di Una tantum. Che significherebbe “una volta soltanto” ma non si può pretendere che i ministri o i funzionari conoscano il latino. Così l’interpretazione ufficiale governativa pare sia “una volta ogni tanto”. Dunque non solo a marzo ma anche ad aprile e poi si vedrà quanto durerà lo stato d’assedio.

In ogni caso per il sindacato USARCI si tratta di una cifra al più simbolica che non è di certo sufficiente a coprire i danni della grave crisi delle vendite.

 In questo momento critico per l’economia italiana – proseguono all’Usarci – la politica non è in grado di mettere in capo misure sufficienti per dare man forte al popolo delle partite Iva, che prima ancora dello scoppio dell’emergenza sanitaria, lavoravano destreggiandosi fra mille difficoltà”.

Una mancanza ancora più grave se si considera che gli Agenti di Commercio da soli intermediano il 70% del Pil italiano.

Ciò significa che il problema non riguarda solo una Categoria di 230-250 mila persone ma tutto il tessuto produttivo e commerciale del paese che potrebbe trovarsi nei prossimi mesi senza coloro che vendono i loro prodotti, con tutte le ricadute che ne possono conseguire sulle filiere del lavoro. 

Le associazioni di Categoria USARCI, Fisascat-CISL e UGL hanno lanciato un Osservatorio per gli Agenti di Commercio per indagare e far fronte con dati, informazioni e richieste alle istituzioni l’emergenza Coronavirus che ha investito ormai tutta la nazione. I numeri che emergono da una prima rilevazione fatta su oltre 10mila unità raccontano bene lo stato di forte stress economico a cui sono sottoposti gli Agenti di Commercio. 

Il 94% ritiene di aver perso delle occasioni per chiudere un contratto e oltre la metà dichiara di aver perso tutte le trattative che aveva in corso. A soffrire maggiormente sono soprattutto coloro che servono negozi al dettaglio. Oltre l’80% degli intervistati denuncia un calo netto del volume di affari nel proprio settore e la metà si aspetta un peggioramento della situazione nei prossimi sei mesi. 

Dati che ci dicono che una volta finita l’emergenza sanitaria ci sarà una scia lunga di difficoltà economiche. 

Ci rendiamo conto – commenta Antonello Marzolla, segretario generale USARCI – che in un momento di tale emergenza sia difficile pensare a delle misure. Pertanto abbiamo creduto di dover ascoltare prima di tutto gli Agenti. Le misure adottate dal Governo non sono sufficienti. Non coprono le perdite subite dagli Agenti. Non possono essere nient’altro che un sostegno simbolico in attesa di vere misure che possano aiutare a far ripartire questa Categoria che è il vero motore dell’economia italiana”. 

Oltre all’indennizzo agli autonomi viene riconosciuta la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa per chi autocertifica di aver registrato nei tre mesi successivi al 21 febbraio 2020 un calo superiore al 33% del proprio fatturato rispetto agli ultimi 90 giorni del 2019. Rinviati al 31 maggio il saldo delle ritenute, l’Iva annuale e mensile, i contributi previdenziali e i versamenti Inail. Il pagamento di questi potrà essere fatto con un’unica soluzione o con la rateizzazione in 5 versamenti. Infine, ai liberi professionisti viene riconosciuto il congedo parentale oppure un voucher per babysitter per chi ha figli fino a 12 anni.

Fonte ElecToMag – Autore Enrico Toselli

Di Pietro: a fianco degli agenti di commercio per superare l’emergenza

Il coronavirus, unito ai quotidiani e confusi decreti ministeriali, sta avendo pesanti ripercussioni sulla categoria degli agenti di commercio. Lo conferma Giovanni Di Pietro, vicepresidente vicario Usarci.

Come stanno vivendo gli Agenti di Commercio l’emergenza sanitaria?

“Dipende un po’ dalle categorie merceologiche. I beni non essenziali sono bloccati e quindi anche gli ordini. Si salva in parte il settore alimentare dove, a parte ristoranti e alberghi chiusi, si continua a lavorare. Quello che preoccupa è che molti negozianti stanno annullando gli ordini per il periodo pasquale e chi ha già ricevuto la merce ora sta chiedendo di poterla restituire. In alcuni settori che non sono stati toccati dal decreto si riesce ancora a lavorare ma con i negozi chiusi la difficoltà è sempre maggiore. Anche gli informatori medici o di prodotti elettromedicali e farmaceutici hanno serie difficoltà in quanto non sono ricevuti dai medici. Infatti alcuni fanno le ricette dalla finestra o attraverso la porta socchiusa. E le farmacie pur se aperte non ricevono gli agenti”.

Riguardo all’ultimo (per ora) decreto, un Agente può ancora circolare e in quali circostanze? 

Anche su questo dipende molto dal tipo di merce trattata. Se quasi tutte le attività commerciali sono chiuse non è che ci sia tanto da girare ed è meglio restare a casa principalmente per scopi sanitari ma anche perché si evitano inutili spese. Mentre l’agente che si sposta per fare una tentata vendita principalmente di prodotti alimentari può sicuramente circolare, anche quelli che operano non in tentata vendita ma rappresentano prodotti primari possono circolare ma è indispensabile indicare dove si sta andando sull’autocertificazione in caso di controllo. Ormai la quasi totalità si sposta solo se ha un appuntamento”.

Cosa sta facendo l’Usarci per assistere la Categoria in questo momento?

Al momento Usarci è in contatto con i vari Ministeri per rappresentare le difficoltà della Categoria e sta cercando di ottenere qualche iniziativa di sostegno in favore degli Agenti di Commercio. Per esempio la sospensione del pagamento di imposte e tributi, specie quelli che scadranno a breve. Oltre alla mancanza di liquidità per alcuni è un problema logistico in questi giorni recarsi in banca a pagare le bollette! In Enasarco, inoltre, Usarci sta promuovendo alcune sue proposte. Una di queste è l’anticipo del Firr, in pratica un tfr per gli Agenti, anche se per fare questo serve il consenso delle mandanti. È vero che sono soldi già accumulati dagli Agenti, ma in questo momento un po’ di liquidità immediata per qualcuno può già fare la differenza.

Fonte ElectoMag – Autore Enrico Toselli

Autonomi in corsa non per l’oro del Klodinke ma per la mancia

Ma quanto è bello ed elettrizzante lanciarsi in una nuova corsa per accaparrarsi i terreni del selvaggio West. O le concessioni per la ricerca dell’oro nel Klondike. Si può ritornare bambini ricordando i tanti film che raccontavano le gesta di uomini alla ricerca di un sogno.

È strano che oggi non ci sia il medesimo entusiasmo nella caccia alla mancia che il governo è generosamente disposto ad erogare ai lavoratori autonomi, agenti di commercio compresi.

Poche centinaia di euro che possono cambiare la vita, aprire nuovi orizzonti di ricchezza sconfinataDunque è inevitabile che si debba faticare per conquistare la ricca mancia. Già la banda di Giuseppi ha evitato il click day che tanto avrebbe ricordato il duello all’Ok Corral. Ma almeno la corsa per arrivare tra i primi era inevitabile. 

Una corsa, perché l’Inps ha fatto sapere di non essere certa che i soldi sarebbero bastati per tutti. Dunque si premierà chi arriva prima. Poi il governo è intervenuto, promettendo che il fondo verrà rifinanziato. Ma chi crede ancora alle parole di Giuseppi e complici?

Insomma, questi maledetti autonomi che cosa vogliono ancora? Sono in vacanza, seppur leggermente forzata, e vorrebbero persino la mancia? Come se fossero dei lavoratori in nero? Loro sì, i lavoratori in nero, i renitenti alla vanga, i divanisti indefessi, che devono essere tutelati e garantiti. Non avendo mai lavorato, o avendo lavorato senza mai versare un centesimo di tasse, si troverebbero senza sostegno economico. E da fancazzisti irriducibili non avrebbero l’abitudine a correre. Dunque per loro la mancia deve essere garantita, portata a casa, scusandosi anche per il disturbo di alzarsi ad aprire la porta.

Gli autonomi, invece devono correre. Così imparano ad aver appeso nei loro uffici, nei loro locali, il maledetto manifesto dell’antilope e del leone che ogni mattina si svegliano in Africa e devono correre. Magari gli agenti di commercio vorrebbero che a correre fossero anche i vertici Enasarco. O anche solo a camminare, ad alzarsi dal divano per spiegare cosa intendono fare.

Fonte ElecToMag – Autore Enrico Toselli