Usarci boccia il bilancio preventivo Enasarco. Ed avanza dubbi sulla correttezza dei rapporti bancari

Non è andato leggero Giovanni Di Pietro, presidente dell’Usarci, nella sua dichiarazione di voto  all’assemblea dei Delegati Enasarco.

Al di là  dei due voti favorevoli ed uno contrario, si può notare – nella dichiarazione che riportiamo integralmente più sotto – che è la bocciatura politica quella che emerge. Politica non nel senso di appartenenza partitica, ma nel senso di una gestione dell’ente per nulla trasparente e che ha sollevato i dubbi di Di Pietro anche in merito alla correttezza di alcuni comportamenti.

Dunque un voto favorevole al bilancio consuntivo ma solo ed esclusivamente a tutela degli agenti di commercio, ma voto contrario al bilancio preventivo proprio per sottolineare le gravissime mancanze dell’attuale presidenza Enasarco. Nel merito, per tutte le iniziative a favore degli agenti “dimenticate” e per “strani” rapporti con il mondo bancario, ma anche nel metodo, nei comportamenti.

Uno scontro durissimo che, sicuramente, è destinato a proseguire.

Dichiarazione di Voto dei Delegati USARCI

Signore e signori delegati,Signor Presidentemembri del collegio sindacale e degli organi di controllo,

In questa sede odierna siamo chiamati ad approvare il bilancio,il budget e il codice etico: punti sui quali intendo preannunciareil voto favorevole dell’ USARCI per quanto concerne il bilancioconsuntivo solo ed esclusivamente per ragioni di responsabilitàverso gli agenti, mentre il voto per il bilancio preventivo èassolutamente negativo; mentre, per ciò che attiene il codiceetico, seppure con qualche riserva dichiariamo il votofavorevole.Tali voti però, vengono espressi con delle qualificazioni cheriteniamo necessarie e quantomai opportune.In questo esercizio, abbiamo apprezzato un comportamentonon lineare del Presidente, e riteniamo che egli, spesso, si siasottratto ai doveri di probità, correttezza e diligenza alla cuistretta osservanza egli è viceversa obbligato.Non è mia intenzione in questa sede ripercorrere dibattiti ediatribe che si sono svolte in consiglio di amministrazione – e intale sede saranno ovviamente risolte -, come il caso dellamancata adozione del regolamento del Cda, della mancatatrasparenza su incarichi nei comitati e legali, sulle autodesignazioni illegittime cui pure abbiamo assistito con un certonegativo stupore. Che dire poi della mancata convocazionedelle parti sociali, la mancata perequazioni delle pensioni, visono circa 130 mila pensionati che attendono, che dire dellamancata valutazione di metodi e strategie per l’allargamentodella base contributiva nonostante la forte sofferenza dellafondazione sul fronte dei requisiti di legge causata dall’ormaidifficile rapporto attivi/pensionati,Infine cosa dire della mancata comunicazione della informativaministeriale 195 del 22 aprile 22 sull’ irrituale e sistematicorinnovo della commissione elettorale in contrasto conl’ordinamento?Sig. Presidente, intendo lasciare a verbale tre quesiti a lei rivoltisulla base di dati emersi da fonti pubbliche.

Il nuovo codice della strada aumenta i rischi per gli agenti di commercio

Il Nuovo Codice della Strada comporta una serie di importanti cambiamenti nelle regole della guida in Italia. Tra le modifiche più significative vi sono sanzioni più severe per comportamenti pericolosi dei conducenti oltre a nuove norme.

Cambiamenti che incidono direttamente sulla quotidianità degli agenti di commercio che dipendono dalla patente per svolgere il loro lavoro.

Pubblichiamo dunque una prima analisi dell’Usarci di Teramo che può essere di utilità per gli agenti.

1. Cellulari alla guida:

Le multe per l’uso del cellulare durante la guida sono state notevolmente aumentate, con la possibilità di sospensione della patente e decurtazione dei punti. Gli agenti di commercio che sono costantemente in viaggio potrebbero dover prestare particolare attenzione a rispettare questa normativa. L’uso di kit vivavoce e dispositivi di vivavoce è fortemente consigliato per evitare multe e garantire la sicurezza stradale.

2. Eccesso di velocità:

Le sanzioni per l’eccesso di velocità sono state ulteriormente rafforzate, e i conducenti che sono spesso in movimento per motivi di lavoro dovrebbero essere consapevoli dei limiti di velocità e delle conseguenze delle infrazioni ripetute. È importante prestare attenzione alla segnaletica stradale e utilizzare dispositivi GPS che segnalano i limiti di velocità.

3. Sosta nei posti riservati ai disabili:

Le multe per la sosta in spazi riservati ai disabili sono aumentate notevolmente, un aspetto che interessa direttamente gli agenti di commercio che devono spesso cercare parcheggio nelle zone adibite alla sosta. È fondamentale rispettare le segnalazioni stradali e cercare parcheggio nelle aree designate.

4. Piste ciclabili:

La normativa prevede anche l’espansione delle piste ciclabili, il che significa che gli agenti di commercio dovranno fare attenzione alle nuove regole quando attraversano queste strade per effettuare consegne o visite ai clienti. Mantenere una distanza di sicurezza dai ciclisti e rispettare le norme di precedenza è essenziale.

5. Revoca a vita della patente:

Nel caso di reati gravi al volante, come la fuga dopo un incidente, si prevede la revoca permanente della patente, una conseguenza grave per chi dipende dalla guida per lavoro. Gli agenti di commercio devono essere consapevoli dei rischi e adottare comportamenti responsabili alla guida.

È fondamentale che gli agenti di commercio si informino sulle nuove normative e le rispettino scrupolosamente per evitare sanzioni e mantenere la loro patente, essenziale per il loro lavoro. La sicurezza stradale è una priorità, e le sanzioni più severe mirano a ridurre gli incidenti e a garantire una maggiore tutela per tutti gli utenti della strada. Inoltre, potrebbe essere utile considerare corsi di formazione sulla sicurezza stradale per aggiornare le competenze e ridurre il rischio di infrazioni.

Fonte Electomagazine

Milano, dove gli agenti di commercio sperimentano il futuro

Milano, la Terra Promessa per gli agenti di commercio. O forse no? Indubbiamente il capoluogo lombardo è la città più dinamica d’Italia. Con una crescita superiore, nettamente superiore, a quella della media nazionale. Dunque la vetrina è estremamente affascinante. Però con alcuni aspetti decisamente meno positivi. Il primo è senza dubbio quello dei costi. A Milano si guadagna più che nel resto del Paese, anche a parità di attività (per la felicità di Enasarco), ma il prezzo di acquisto di un’abitazione o di un ufficio spegne subito ogni entusiasmo.

E, considerando il tipo di lavoro degli agenti di commercio, anche il pranzo fuori casa rappresenta un costo non indifferente. A questo si aggiungono i problemi di viabilità. Va bene che le linee di metropolitana sono decisamente più utili ed efficienti rispetto a Roma o all’unica linea torinese, ma gli agenti di commercio hanno quasi sempre la necessità di spostarsi in auto e Milano non è proprio il massimo.

Inoltre confrontarsi con Milano significa avere la capacità di cambiare in continuazione e con estrema rapidità. L’industria “pesante”, quella che era difficile da spostare e garantiva stabilità, è di fatto scomparsa o è stata confinata fuori dalla città.

Che è diventata la capitale della moda, della leggerezza anche mentale. Software e non hardware. Il terziario avanzato, i servizi, la settimana dell’arredamento ma senza le industrie dell’arredamento che restano all’esterno. L’informatica, l’intelligenza artificiale. Ed i ristoranti alla moda anche quando sono soltanto fuffa, tanta immagine e nessuna sostanza. Ma un agente di commercio non è un critico gastronomico e vende anche a chi bluffa. Magari con la consapevolezza che si sta costruendo un modello economico senza grandi fondamenta. Magari con il timore che la bolla, prima o poi, possa esplodere.

Nel frattempo, però, Milano cresce ed attrae sempre più persone in cerca proprio di questo modello di società. Più influencer e meno insegnanti che non possono permettersi un costo della vita così elevato. Più manager e meno impiegati trasformati in pendolari.

In fondo è una sfida anche questa. Affrontare la città del futuro con gli strumenti del presente. Ed il modello degli agenti di commercio milanesi diventa un simbolo del cambiamento italiano.

Fonte Electomagazine – Enrico Toselli

 

Conservatori incerti.Gli agenti di commercio si confrontano con il futuro

Conservatori incerti. Per usare le espressioni tipiche del Censis, potrebbe essere questa la definizione degli agenti di commercio che emerge dell’inchiesta condotta dall’Osservatorio Usarci relativo categoria. Il quadro, nel complesso, non è particolarmente negativo ed anche alcune delle rimostranze più frequenti si scontrano, poi, con un dato di realtà decisamente più favorevole. Basti pensare che più di metà delle migliaia di agenti che hanno risposto al questionario ammette di non essersi mai trovato alle prese con un contenzioso con la mandante. Una situazione invidiabile, per altri settori.

Le contraddizioni, comunque non mancano. Il timore per un cambiamento radicale della categoria riguarda quasi il 90% degli agenti e il 45% è convinto che si arriverà ad una drastica contrazione della categoria. Poi, però, la maggioranza degli agenti (65%) ammette che il commercio online ha influito poco o niente sulla propria attività. E di fronte alla prospettiva di lavorare per un’azienda internazionale solo il 35% si dichiara interessato. La massima concessione è di poterci eventualmente pensare. Ma senza il minimo entusiasmo.

Così come solo metà del campione potrebbe essere interessato al noleggio a lungo termine per l’auto utilizzata per lavorare. E la percentuale di chi non ci pensa proprio è identica a quella di chi ha una vettura di proprietà: dunque nessun motivo per cambiare. Con la conferma di una percorrenza annuale tra i 30 ed i 60mila km con vetture con una cilindrata concentrata soprattutto tra i 1.500 ed i 2.000.

Un vero plebiscito si registra invece nei giudizi negativi sull’Enasarco e prevale anche lo scetticismo sull’effettiva possibilità di cambiare radicalmente l’ente previdenziale, considerato lontano dagli interessi degli agenti.

Curiosa, infine, la risposta relativa ai temi da approfondire. Esclusi senza appello i rapporti con i colleghi – un atteggiamento che indebolisce la categoria – e scarso l’interesse per il dialogo con le aziende, si sente soprattutto la necessità di maggiori conoscenze in ambito sindacale. Peccato che però, tra le informazioni che si vorrebbe ricevere, quelle sindacali finiscano in coda. Precedute da quelle sui servizi a disposizione.

C’è comunque la consapevolezza che, per affrontare il cambiamento in atto, occorra una maggior informazione sulle prospettive della categoria e su ciò che sta succedendo nel Paese. Perché gli agenti di commercio non sono una componente avulsa dalla realtà.

Fonte ElectoMagazine – Enrico Toselli

Auto elettrica? No, grazie! Gli Agenti la bocciano

Percorrono, ogni anno, 60/70mila km in auto. Gli agenti di commercio sono, dunque, una delle categorie più autorevoli e con maggior esperienza diretta per esprimere una valutazione sulle vetture elettriche. 

Se ne parlerà nella terza e ultima puntata del ciclo di webinar dedicati al noleggio a lungo termine dell’autoveicolo, organizzati da Usarci, che si terrà il 27 aprile ore 17.00. Un tema che sta facendo discutere molti colleghi all’interno della categoria e non solo. Soprattutto alla luce delle imposizioni dell’Unione europea per l’abbandono dei veicoli a combustione entro il 2035 in tutta Europa.

Ma anche prima del webinar si può tranquillamente affermare che le perplessità della categoria sono nettamente prevalenti rispetto alle opinioni positive. Perché l’auto elettrica sembrerebbe, a prima vista un’ottima soluzione, ma non è così perché in realtà spesso è solo uno specchietto per le allodole, legato alle tematiche green e alla possibilità di autosostentamento energetico, per non parlare delle questioni connesse alla guerra in Ucraina e all’aumento delle materie prime di produzione e all’aumento dei costi della benzina.

Ma, soprattutto, emergono evidenti problemi. A partire da quelli relativi  all’autonomia, che non è ancora adeguata in assoluto ed in particolar modo per chi, come gli agenti di commercio, deve affrontare lunghi e continui spostamenti.  E poi, inevitabilmente, problemi legati all’approvvigionamento di elettricità, distribuita tramite le colonnine che non sono ancora sufficienti lungo il territorio nazionale e sono carenti soprattutto nelle lunghe tratte. Senza dimenticare i seri problemi provocati dal deterioramento progressivo delle batterie che generano automaticamente un calo dell’autonomia. 

Per gli agenti di commercio, dunque, l’auto elettrica non appare per il momento una soluzione efficace: percorrono tantissimi chilometri e dovrebbero cambiare molto spesso la vettura, senza contare poi i costi di acquisto elevati, non certamente inferiori rispetto all’auto tradizionale.

Il noleggio dell’auto benzina o diesel invece consente alla categoria di cambiare l’auto in tempi brevi, di avere formule all inclusive senza sobbarcarsi gli oneri legati all’acquisto del mmezzo. A questo proposito si può consultare il sito https://www.fenyci.it/ per vedere le offerte del mese dedicate alla categoria.

Per maggiori informazioni sulle due precedenti puntate del webinar organizzato da Usarci, si può cliccare sui link: 

https://youtu.be/xM-PUkSp-Xo

https://youtu.be/pGD9X5YyV-I

e vedere gli incontri registrati. Gli associati Usarci riceveranno nei prossimi giorni via mail il link per seguire l’ultima puntata del webinar gratuito.

Fonte ElectoMagazine

USARCI incontra l’Arte

Con piacere diamo notizia del concorso “L’USARCI INCONTRA L’ARTE” organizzato dalla sede di Pescara.

L’evento, a carattere nazionale, è rivolto a tutti gli agenti e rappresentanti appassionati di pittura, scultura o fotografia che potranno esporre le proprie opere in una mostra che si terrà dal 11 al 14 aprile 2024 presso lo storico edificio l’Aurum.

Alleghiamo a fondo pagina il regolamento del concorso e il modulo per partecipare

L’intelligenza artificiale modificherà il lavoro degli agenti di commercio?

Oltre 100mila esercizi commerciali svaniti, in Italia,  negli ultimi 10 anni.  Una realtà con cui gli agenti di commercio sono obbligati a fare i conti. E non solo chi, tra loro,  ha direttamente a che fare con le varie tipologie di negozi.  Perché è in atto un radicale cambiamento nel mondo del lavoro,  ed anche un cambiamento radicale nella vita quotidiana,  nelle abitudini degli italiani che perdono le peculiarità a cui tutti erano abituati.

Si è passati dall’accettazione della sostituzione degli operai, con l’introduzione di macchinari sempre più sofisticati, alla crescita esponenziale degli acquisti online per sostituire l’attività dei negozi tradizionali.  Ma ora sta arrivando a velocità incredibile l’intelligenza artificiale che cancellerà un numero impressionante di professionalità divenute, improvvisamente,  obsolete. Non tra 10 anni, ma tra pochi mesi.  Proprio perché le nuove macchine hanno una velocità tale di apprendimento e di inserimento nel mondo reale da rendere del tutto inutile il lavoro di intere categorie.

La macchina è in grado di scrivere un libro in tempi ridottissimi e con uno stile che può essere adattato al target di lettori che si ritiene più interessante.  Le ricerche in ambito legale possono essere svolte in un attimo,  l’attività di una filiale assicurativa o bancaria avrà bisogno di un responsabile e poco più: tutto il lavoro d’ufficio potrà essere affidato ad una macchina. E lo stesso fenomeno si riprodurrà negli uffici tecnici,  nell’ambito della ricerca, nelle varie fasi della produzione.

Paradossalmente sarà più difficile sostituire un agente di commercio,  così come le attività che richiedono un rapporto umano. Ma con chi si confronterà l’agente se, dall’altra parte, troverà una macchina?  Ovviamente cambieranno stili di vita e consumi.  E, di conseguenza,  tutto ciò che ne deriva.

Appare dunque fuori luogo l’ottimismo di facciata dell’Ascom Confcommercio di Torino,  a fronte di un modesto 17% di commercianti che prevede un miglioramento della situazione economica italiana.  La realtà è molto diversa e saranno pochi quelli che riusciranno a salvarsi senza un radicale cambiamento del proprio modo di lavorare.

Fonte ElectoMagazine

Forfettario o semplificato?

Scegliere il regime forfettario o quello semplificato? Per gli agenti di commercio non si tratta di una decisione da prendere a cuor leggero. Occorre una attenta valutazione della propria realtà e della propria attività.  Pensando anche alle eventuali prospettive nei prossimi anni.

A livello generale il regime forfettario si differenzia da quello semplificato perchè tutti i costi sono indeducibili e il fatturato viene ridotto ad una percentuale forfettaria (62% per gli agenti) a titolo di costi presunti; sul valore ottenuto inoltre si deduce la previdenza versata nell’anno (INPS ed Enasarco) e sul netto si paga un’imposta del 15%. Quest’ultima si riduce al 5% nel caso di agente che inizi l’attività e vale i quatto anni successivi. 

Un requisito base per adottare il regime forfettario è non avere avuto nell’anno precedente un fatturato superiore a euro 85.000.   Merita segnalare che il regime forfettario consente di chiedere la riduzione dei contributi INPS a proprio carico del 35%, scelta da valutare con ponderazione perché inciderà sulla  pensione INPS.  

Per questo si diceva che occorre valutare non solo la situazione attuale,  ma anche in prospettiva futura.

Il regime semplificato, invece, prevede che il reddito imponibile sia calcolato come differenza tra il fatturato e i costi sostenuti (determinati con i criteri fiscali e quindi in alcuni casi con parziale o totale indeducibilità).

I principali aspetti che entrano in gioco nella valutazione sono:

1. L’incidenza dei costi dell’attività in proporzione al fatturato;

2. La presenza di detrazioni di imposta o deduzioni dal  reddito personale che vengono perse in caso di regime forfettario;

 3. Nel regime forfettario non si è soggetti al controllo fiscale tramite gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità), non si hanno più gli adempimenti previsti dalle disposizioni IVA ed entro certi limiti non si è soggetti all’obbligo di fatturazione elettronica (ma dal 1/1/2024 tutti i forfettari dovranno adottare la fatturazione elettronica).

La scelta del regime forfettario in luogo di quello semplificato non è scontata e richiede una valutazione attenta della propria  situazione da parte di un professionista in grado di guidare nella comprensione di tutti gli interessi in gioco per fare la scelta giusta.

Gli agenti di commercio possono affidarsi all’ufficio CAAF Usarci specializzato nella tenuta della contabilità proprio per gli agenti di commercio. In questo modo si potrà decidere  insieme ai consulenti Usarci quale sia  il regime più indicato per ogni singolo caso.

Ci si può rivolgere al numero fisso 800 616191 oppure scrivere all’indirizzo: info@aparc.it

Su questo tema è anche disponibile una videopillola a cura del responsabile dell’ufficio Caaf Usarci al link qui sotto

https://fb.watch/iP06e5Z9rK/

 

Fonte Electomagazine

 





Noleggio a lungo termine?

Ci sono molte ragioni per scegliere il noleggio a lungo termine invece dell’acquisto di un’auto. Per gli agenti di commercio è il bene strumentale per eccellenza e, per questo motivo,  l’Usarci ha raggiunto un accordo con l’agenzia EPB di Desio e la piattaforma Fenyci. Con un’offerta particolarmente conveniente e che vale per tutta Italia dove il gruppo opera da parecchi anni. E nell’offerta rientra anche un team che l’agenzia mette a disposizione degli agenti Usarci per una consulenza professionale con vantaggiose quotazioni ad hoc.

Il noleggio Fenyci è davvero ALL INCLUSIVE: Rc Auto / Kasko / Furto Incendio/ Cristalli Atti vandalici e naturali Furto Parziale e Cristalli con franchigie a ZERO/ Pneumatici/ Manutenzione/ Auto sostitutiva/ Veicolo in preassegnazione.

E Daniele Edalini, titolare dell’agenzia di Desio, sottolinea come la preassegnazione rappresenti un vero fiore all’occhiello dell’offerta. Perché in una fase caratterizzata dalla difficoltà di approvvigionamento di vetture, anche a causa della situazione geopolitica e della carenza di alcune parti come i microchip, l’agente può ottenere un’auto dello stesso segmento in attesa dell’arrivo della vettura prescelta.

Una possibilità,  non un obbligo. Edalini spiega che qualcuno preferisce tenere la propria auto, nell’attesa, ma altri hanno assoluta necessità di un veicolo, magari perché il proprio automezzo ha avuto un incidente o si è fuso il motore.  In tal caso ricorrere al noleggio a breve termine avrebbe costi esorbitanti mentre il noleggio a lungo termine permette un notevole risparmio.

Ma è davvero conveniente rivolgersi al noleggio invece di procedere con l’acquisto? “Sicuramente sì. Proprio perché  – prosegue Edalini  – gli agenti di commercio hanno un utilizzo estremamente intenso dell’auto che si svaluta rapidamente. E non bisogna sottovalutare tutti i costi connessi, dalla manutenzione all’assicurazione Kasko integrale, dalle gomme all’auto sostitutiva sempre inclusa”. In pratica con il noleggio si evita una spesa media annuale di circa 3mila euro, senza contare eventuali imprevisti. A cominciare da incidenti che danneggiano la vettura anche in modo irreparabile.

E questo non vale solo per gli agenti di commercio.  Edalini sottolinea come il noleggio rappresenti un vantaggio sia per chi ha una partita IVA sia per chi ama cambiare spesso l’auto. Senza dimenticare i neo patentati o gli anziani che hanno una “incidentalità” elevata.

“La dimostrazione del crescente interesse per il noleggio a lungo termine  – conclude Edalini  – è proprio nell’accordo appena stipulato con l’Usarci. In soli due giorni le telefonate o le mail per chiedere informazioni sono già state molto numerose”. E se il buon giorno si vede dal mattino…

Fonte Electomagazine – Autore Enrico Toselli

 

 

Di Pietro: per il 2023 vogliamo un nuovo patto sociale per gli agenti di commercio

Da troppo tempo oramai i partiti politici, ma anche i sindacati, difettano di programmi a lungo termine: si ragiona, si legifera, si approntano programmi solo per il contingente, il futuro lo si vive alla giornata, non si progetta, non si legifera per le generazioni future, l’usa e getta è entrato anche nell’uso delle norme. Al momento ci interessa solo il pensiero di chi è deputato a tutelare i lavoratori, siano essi dipendenti, siano essi autonomi e, nel nostro caso, gli agenti di commercio. 

Anche qui, le Associazioni vivono solo di quotidiano, si sostiene solo tutto ciò che è populista, ovvero tocca la pancia di ognuno di noi; poco interessa il futuro, non importa mediare sui valori di solidarietà fra i lavoratori, il concetto di equità viene confuso con quello di eguaglianza, si guarda esclusivamente al proprio interesse puntando sulla demagogia. Non si appartiene più ad un gruppo dove si condividono ideali, scelte, progetti; si è solo tifosi del proprio gruppo, e come ogni tifoso la decisione arbitrale è accettata solo se favorisce la propria squadra. 

Tutto ciò provoca un rigetto verso le varie associazioni, una diffidenza verso chi è chiamato a rappresentarci additandoli non come propri paladini ma, come una casta che occorre combattere.

E’ innegabile che in questo paese i modelli di “furbizia” e di opportunismo, non mancano, complice le leggi permissive, i giudici corrotti e compiacenti ed avvocati senza scrupoli. Eppure, come in tutti i settori, le persone che operano con onestà, rappresentano la quasi totalità dei vari organismi, e sono questi i modelli che devono rappresentarci, quelli ai quali dovremmo dare il nostro appoggio sia morale che materiale. 

Se non invertiamo questo percorso insensato di sfiducia e di acredine verso i sindacati, si rischia di provocarne uno sfaldamento che va a vantaggio solo ed esclusivamente delle nostre controparti che già hanno troppo potere ma rischiamo di fornir loro ulteriori motivi per rinforzarsi ulteriormente per mancanza di contrasto.

Certo, anche i sindacati devono fare la loro parte, è necessario riconquistare fiducia ma nello stesso tempo è importante dare fiducia, è indispensabile avvicinarsi di più agli agenti, non sono sufficienti social radio o webinar, anzi, spesso sono controproducenti. In molti casi manca un moderatore che possa regolare lo scambio di idee oppure il moderatore censura le voci di dissenso, o si danno false informazioni ad hoc, le cosiddette fake news.

In tutti i casi è il dialogo che viene a mancare, la dialettica è indispensabile per la crescita socioculturale e la comprensione delle vere necessità. I campioni presenti sui social, seppure nutriti, non rappresentano tutto il mondo dell’agenzia ma solo una parte infinitesimale, mentre occorrerebbe dar voce, confrontarsi con la massa assente. Occorre tornare alla partecipazione attiva, solo così si potrà avere il riconoscimento delle rappresentanze e queste potranno ricondurre il sindacato ad una nuova e più moderna concertazione.  

Occorrerebbe porre l’accento sull’economia, sulla distribuzione, sulle nuove esigenze sociali, sulla funzione dell’agente in questo nuovo assetto socioeconomico dove la crescita dell’e-commerce è galoppante, ma in tutto questo dovrebbero essere di supporto i sindacati datoriali (Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Confapi) i quali dovrebbero offrire ai loro aderenti nuovi indirizzi di marketing, nuovi sistemi commerciali.

Solo così si potrà porre un freno alla crescita delle vendite internet. Fin quando un cittadino potrà ordinare stando comodamente seduto allo stesso prezzo del negozio, ma spesso a meno, ricevere a casa l’articolo prescelto nel giro di 24 ore, decidere se tenerlo o meno avendo 30 gg di tempo, rispedirlo a spese del destinatario ed ottenerne il rimborso totale, difficilmente il commerciante potrà competere con questo sistema.

Il metodo commerciale tradizionale è datato, non si sostituiscono gli articoli acquistati, mai viene reso il denaro, duemila difficoltà per la eventuale sostituzione, orari o giorni prestabiliti, subire l’interrogatorio del perché e per come lo si vuole cambiare, tutto ciò non aiuta. 

Occorrerebbe una nuova piattaforma unitaria tra tutte le parti sociali, sia dei lavoratori che datoriali, una piattaforma che individui nuove strategie per un modello di società organico e solidale dove l’imprenditore, come affermava Olivetti, non deve guardare solo l’indice dei profitti ma deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia.

«La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica, giusto? (…) In fabbrica si tengono continuamente concerti, mostre, dibattiti. La biblioteca ha decine di migliaia di volumi e riviste di tutto il mondo. Alla Olivetti lavorano intellettuali, scrittori, artisti, alcuni con ruoli di vertice. La cultura qui ha molto valore».

Sembrerebbero concetti banali, molto semplici, se distribuisci ricchezza gira una maggiore quantità di denaro da utilizzare per soddisfare ulteriori bisogni o anche sfizi, tutto ciò crea un circolo virtuoso che produce ancora più ricchezza. Ma si ha l’impressione che tutto ciò sia di difficile comprensione, il comportamento dei nostri “imprenditori” ricorda quello dei Baroni calabresi i quali pur di non assumere nuova manovalanza e pagarla meglio, rifiutavano di guadagnare di più installando i frantoi oleari preferendo la produzione dell’olio lampante.

Per poter attuare ciò è però necessario un protagonismo, una nuova adesione al sindacato, una nuova presa di coscienza dei propri diritti e dei propri doveri. Troppi agenti si ritengono dipendenti delle loro mandanti e troppe mandanti pensano di trattare i propri agenti come dipendenti. Occorre prendere coscienza del proprio ruolo.  E’ necessario un nuovo protagonismo per ridare futuro alla categoria e riconquistare dignità e partecipazione.     

 Questo è il momento di riaffermare solidarietà, partecipazione, dialogo, formazione, e tutto ciò può essere attuato solo riaggregandosi intorno alla propria associazione di categoria. Ma tutto ciò non è sufficiente, è necessario riaggregare le varie sigle sindacali che abbiano gli stessi scopi, gli stessi interessi, uscendo dal proprio isolamento, dai propri piccoli centri di potere, tornando a fare solo gli interessi della categoria.

Il declino politico culturale dei nostri parlamentari, dei dirigenti sindacali, della classe imprenditoriale fatta di soli arrivisti ha portato ad una riduzione dei diritti anche degli agenti di commercio. A livello normativo in materia di agenzia siamo ancora il paese più avanzato del mondo, ma è l’interpretazione di queste norme, è la loro applicazione da parte delle imprese che sta mettendo in serio pericolo  questo primato. Solo con una seria concertazione tra sindacati datoriali e degli agenti possiamo evitare contenziosi colossali che sono a discapito di tutti, sia dell’agente che della mandante e tornare ad essere i Principi dell’economia

Il nostro sindacato, l’USARCI, ha iniziato il nuovo anno operando su più fronti: quello previdenziale per assicurare una migliore pensione all’agente; quello assistenziale, per essere di supporto anche economico in alcuni momenti della vita dell’agente; quello contrattuale per garantire maggiori diritti; ed infine su quello fiscale dando rilevanza all’adeguamento della deduzione del costo della vettura, ed al costo del carburante che ha raggiunto costi non più sostenibili.

Proprio su questo tema abbiamo contatti con parlamentari per cercare di ottenere dei bonus sul carburante come quello che già godono i camionisti e stiamo mettendo in atto strumenti di protesta più diretti.


Fonte Electomagazine