Enasarco, minimali e massimali 2026

Dal 1° gennaio 2026, gli importi dei minimali contributivi e dei massimali provvigionali sono così determinati

  • Agente plurimandatario

Il massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 30.478 euro.

Il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 515 euro (128,75 euro a trimestre).

  • Agente monomandatario

Il massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 45.717 euro.

Il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 1.026 euro (256,50 euro a trimestre).

  Agente Plurimandatario Agente Monomandatario
Massimale provviggionale annuo   € 30.478  € 45.717
Minimale contributivo annuo   € 515 (€ 128,75 per trimestre)  € 1.026 (€ 256,50 per trimestre)
Contributo massimo annuo   € 5.181,26  € 7.771,89

 

 

 

 

Gli importi sono stati aggiornati dalla Fondazione Enasarco a seguito della pubblicazione, da parte dell’Istat, del tasso di variazione annua dell’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

I nuovi parametri saranno applicati alle sole provvigioni maturate nel corso del 2026.

Ricordiamo che l’aliquota contributiva Enasarco è rimasta invariata ed è pari al 17%, di cui l’8,50% a carico della mandante e l’8,50% a carico dell’agente.

Per gli agenti di commercio organizzati in società di capitali, l’aliquota contributiva resta al 4%, di cui il 3% a carico della mandante e l’1% a carico dell’agente.

Attenzione: tentativi di truffa

La Fondazione Enasarco ci ha segnalato la presenza di tentativi di truffa (phishing) realizzati tramite profili falsi sui social network, in particolare su Facebook che utilizzano impropriamente nome e logo del nostro Ente.
Tali profili:
-inviano richieste di amicizia;
-avviano conversazioni private tramite messaggistica;
-propongono presunti investimenti finanziari, facendo leva sull’apparente riconducibilità a Enasarco.
 
La Fondazione Enasarco ha chiarito che si tratta di un fenomeno fraudolento più ampio, che coinvolge tra l’altro anche altri enti, ed è attualmente all’attenzione delle autorità competenti.
 Si suggerisce anche di segnalare a Facebook le pagine malevoli.
 
Raccomandiamo pertanto di:
– non accettare richieste di contatto da profili che si presentano come Enasarco;
– non fornire mai dati personali, previdenziali o bancari tramite social o chat private;
– diffidare di qualunque proposta di investimento veicolata a nome dii enti previdenziali;
– segnalare le pagine sospette direttamente alla piattaforma social.
 
Ricordiamo che Enasarco comunica esclusivamente tramite i propri canali istituzionali e non propone investimenti finanziari tramite social network o messaggistica privata.
Invitiamo tutti alla massima attenzione e a condividere questa segnalazione anche con i Colleghi, con particolar riguardo verso i potenzialmente esposti.

Le complessità degli agenti nel settore sanitario tra etica e tecnologia

Vendere Salute: Un Contesto in Profonda Trasformazione: Dai Dispositivi Medici ai Sistemi Sanitari

A cura di Giovanni Di Pietro Presidente Nazionale USARCI

Il settore dei Dispositivi Medici rappresenta un pilastro fondamentale per il benessere della nostra Nazione. Non è un segmento di mercato come gli altri: ogni trattativa, ogni vendita e ogni fornitura fanno la differenza, influenzando direttamente la salute delle persone e l’efficienza del Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

L’agente di vendita che opera in questo settore non è un mero intermediario. È un consulente strategico, indispensabile per l’innovazione delle aziende mandanti ed i clienti è il punto cruciale per l’applicazione pratica, clinica e logistica all’interno di ospedali, cliniche e strutture sanitarie. Questo ruolo richiede una preparazione tecnica di altissima qualità, un aggiornamento continuo e, soprattutto, una condotta professionale eticamente solida.

Oggi, tuttavia, la dinamica sta mutando più velocemente che mai, alimentata da due forze ineludibili: l’imperativo etico della “massima cura del paziente” e l’avanzamento travolgente della tecnologia.

L’idea di “vendere” nel contesto medico per gli agenti è iindubbiamente legata a quella di “servire”, essere indispensabile, Non si tratta di vendere un prodotto, ma di suggerire una soluzione che migliorerà la qualità della vita del paziente o faciliterà il lavoro del personale medico.

La prima e fondamentale difficoltà è di natura etica, consiste nella contrapposizione tra il legittimo desiderio di raggiungere le quote di vendita per mantenere la propria sicurezza finanziaria e l’obbligo morale che deriva dalla natura della transazione: la salute.

Segue la responsabilità dell’agente nel garantire che il dispositivo o il servizio non solo sia conforme alle linee guida, ma che serva anche allo scopo più appropriato per il contesto clinico in cui viene fornito. Pertanto, un vero agente etico non spinge il prodotto più costoso, che gli permette maggiori introiti, ma quello più utile. L’agente deve agire con la piena consapevolezza dell’effetto diretto delle sue azioni sul paziente.

La credibilità è l’arma più preziosa. Essere credibile non significa solo essere aggiornati sul prodotto, ma soprattutto tenersi al passo con le evidenze scientifiche e le sperimentazioni cliniche relative ai prodotti proposti. Una consulenza non informata può essere dannosa per la comunità sanitaria e scredita l’agente stesso.

Esistono, giustamente, normative rigorose (come il Regolamento sui Dispositivi Medici, MDR) che regolano il settore. Gli agenti devono operare in una politica di assoluta legalità e trasparenza, evitando, in particolare, rapporti con il personale sanitario (regali, ospitalità, consulenze) per evitare qualsiasi potenziale o reale conflitto di interessi.

L’Enasarco, che tra i suoi compiti ha quello della formazione, in collaborazione con l’Usarci e gli altri sindacati potrebbe porsi all’avanguardia nella formazione per tutelare i colleghi che operano su questo delicato ed indispensabile settore. Questa è una professione dove la fiducia, la correttezza, l’etica, assumono i massimi valori e queste qualità sono ricambiate dalla fiducia che un medico o un manager ripongono nell’agente al momento dell’acquisto.

La seconda sfida (e la più ardua) è rappresentata dalla velocità del cambiamento tecnologico. Tecnologie come l’IA, la telemedicina, la robotica chirurgica e l’IoT (Internet delle Cose) stanno trasformando tutto il mondo del sistema sanitario e dell’erogazione della salute, e di conseguenza, anche il nostro lavoro.

L’agente del settore sanitario non è semplicemente un venditore di hardware ma un vero consulente che si muove in un labirinto di ecosistemi complessi, ecco perché la sua preparazione deve evolversi.

Non è sufficiente conoscere le specifiche di una nuova macchina per ultrasuoni. È necessario comprendere come essa si integra perfettamente nella cartella clinica elettronica, quali dati produce e come vengono utilizzati dall’IA per la previsione diagnostica e quali implicazioni ha per la struttura dipartimentale. Per questo, è necessaria una transizione di competenze che Enasarco e le associazioni di categoria come l’USARCI devono enfatizzare con percorsi formativi specifici e corsi di sviluppo professionale.

L’agente si trova a negoziare con gli ospedali non solo l’acquisto di macchinari, ma anche piattaforme software, sicurezza dei dati (GDPR) e integrazione dei sistemi. Il processo di vendita, pertanto, diviene più lungo, più tecnico e trasversale.

L’IA introduce anche nuovi dilemmi etici per l’agente. Come garantire la trasparenza e la non discriminazione degli algoritmi diagnostici che stiamo vendendo? Come gestire la responsabilità nel caso in cui un sistema autonomo commetta un errore? La nostra categoria non deve essere solo un venditore, ma un garante dell’uso responsabile delle tecnologie che immette sul mercato.

La nostra eccellenza risiede nella connessione umana, ciò che un algoritmo non potrà mai replicare, le capacità personali, la conoscenza, la preparazione, la predisposizione alla risoluzione dei problemi complessi sul campo, prima, durante e dopo la vendita sono le note vincenti. Portiamo l’esperienza e l’attenzione al dettaglio che un catalogo online non può replicare.

Il futuro delle vendite mediche non è un pericolo, ma una straordinaria opportunità di riqualificazione professionale. L’impegno dei sindacati e dell’Enasarco dovrà svilupparsi su più temi.

Sviluppare pacchetti formativi obbligatori e certificati, in collaborazione con enti scientifici e associazioni di settore, sia per la legislazione del settore (MDR e compliance anticorruzione) sia per le tecnologie emergenti (IA e data health). Dobbiamo formare “Agenti 4.0” consapevoli delle implicazioni etiche e tecniche del loro lavoro.

Collaborare con aziende clienti e istituzioni pubbliche per riconoscere la maggiore professionalità del servizio di consulenza tecnica reso dall’agente, lavorando per garantire che le commissioni riflettano adeguatamente il livello di servizio offerto e aggiornando i contratti di agenzia per le nuove responsabilità legate a software e servizi digitali.

Istituire un chiaro codice di condotta nel settore medico come riferimento etico per gli associati e fornire assistenza legale in caso di controversie sleali, ribadendo che l’etica non è un ostacolo, ma il miglior alleato del successo competitivo.

La vendita nel campo medico richiede integrità, competenza e agilità. L’agente deve essere pronto ad affrontare questa intersezione tra etica e tecnologia, non come venditore di semplici prodotti, ma come partner per il progresso dell’assistenza sanitaria. Mantenere i valori morali e spirituali insieme alla coraggiosa adozione della tecnologia è la via maestra per assicurare la prosperità della nostra categoria e l’eccellenza del servizio offerto al nostro Paese.

Gianni Di Pietro

FONTE ELECTOMAGAZINE

 

L’Agente di Commercio, pilastro dell’economia e l’ombra digitale

Dall’Etica del Contratto al “Patto Digitale”: La Difesa Sindacale della Rappresentanza nell’Economia delle Piattaforme.

A cura di Giovanni Di Pietro, Presidente Nazionale USARCI

Il nostro mestiere è antico quanto il commercio stesso, ma dimostriamo sempre una modalità di adattamento a tutte le evoluzioni ed a tutti i cambiamenti da essere sempre al passo con i tempi.

Per generazioni, l’Agente di Commercio è stato il cuore pulsante del mercato, l’esperto che conosce il territorio, l’imprenditore che investe il proprio tempo e capitale non solo per se stesso, ma anche per conto della mandante, L’AGENTE E’ la persona la cui credibilità è il vero valore.

La nostra figura è prevista in tutte le nazioni del mondo da vari istituti legislativi, in Italia, caso unico al mondo, alle leggi si aggiungono il Contratto Collettivo AEC e l’Enasarco che gestisce la previdenza, l’assistenza ed il Firr. Questo contratto AEC, sottoscritto dai sindacati di categoria, non è solo un pezzo di carta; è il riconoscimento del valore duraturo del nostro lavoro, della stabilità del nostro impegno e del diritto a una compensazione equa e a un’indennità al termine del rapporto che non ha eguali in tutto il resto del mondo.

Oggi siamo al crocevia di una rivoluzione. La forza inesorabile della digitalizzazione sta trasformando il panorama commerciale, introducendo nuove frontiere della rappresentanza: l’e-commerce, i marketplace globali (una piattaforma di commercio elettronico che, mediante l’uso di un sito web o un’applicazione, mette in contatto coloro che offrono un prodotto o un servizio con dei possibili acquirenti. Su questa piattaforma sono presenti più aziende, che offrono un’ampia scelta di prodotti e prestazioni), gli algoritmi di raccomandazione (Un motore di raccomandazione, chiamato anche recommender, un sistema di intelligenza artificiale AI, che suggerisce articoli a un utente) e l’ascesa degli “influencer” e dei gig workers (“Gig worker” si riferisce a un professionista che svolge lavori o incarichi di breve durata, noti come “gig”, in modo autonomo e senza un contratto di lavoro tradizionale. La parola “gig” deriva dal termine inglese che indica uno spettacolo o un’opportunità occasionale, come ad esempio un concerto o una performance) della vendita.

E qui sta la nostra prima, grande preoccupazione sindacale: mentre il mercato si sposta online, i principi di lealtà, trasparenza e, soprattutto, giusta remunerazione, rischiano di essere ignorati o di sparire.

Le grandi piattaforme tecnologiche che noi chiamiamo i nuovi “Mandanti Digitali” vedono il nostro lavoro non come una professione autonoma da rispettare, ma come un mero flusso di dati o, peggio, come una funzione da automatizzare o esternalizzare a tariffe stracciate.

Il risultato è un’ingiustizia intollerabile: il lavoro promozionale che svolgiamo per decenni, creando una banca dati di clienti fedeli e pubblicizzando un prodotto ed il brand, viene cannibalizzato da un clic che bypassa la nostra zona, negandoci la provvigione che abbiamo legittimamente guadagnato. Questo non è progresso; è l’erosione sistematica dei nostri diritti e del nostro sostentamento.

Il nostro dovere sindacale è chiaro: lottare perché i pilastri del Contratto di Agenzia non vengano demoliti, ma vengano adattati e rafforzati in un Patto Digitale a tutela del lavoratore imprenditore.

Come Sindacato non siamo contrari al progresso, ma esigiamo che esso sia equo e sostenibile per i professionisti della vendita. Il “Patto Digitale” che l’USARCI propone e per il quale lotterà in ogni sede legislativa e negoziale poggia su tre pilastri irrinunciabili.

L’agente ha sempre avuto il diritto di conoscere l’andamento degli affari nella sua zona, come garantito dal Contratto di Agenzia. Nel mondo digitale, questo significa il diritto di accesso ai dati generati dalle vendite online nella nostra area di competenza. Le Mandanti Digitali non possono più operare in segreto. Vogliamo sapere:

° Quali sono le vendite generate dall’e-commerce nella nostra zona?

°Come l’algoritmo di raccomandazione ha influito sulla decisione di acquisto?

° Qual è l’effettivo contributo del nostro lavoro promozionale (fisico o digitale) a tali vendite?

Il Patto Digitale deve imporre la trasparenza algoritmica, garantendo che l’agente non sia tenuto all’oscuro sui Parametri di Valutazione, sulle Metriche di Performance che definiscono il suo compenso e il futuro del suo mandato.

Il cuore del Contratto di Agenzia è la provvigione e il diritto di esclusiva. Se l’agente ha promosso il marchio in un determinato territorio, non può essere escluso dalla sua giusta ricompensa solo perché la transazione finale è avvenuta su una piattaforma. Il nostro Impegno Collettivo per il Digitale esige che:

° Sia riconosciuta la provvigione sulle vendite online ai clienti che rientrano nella zona e nella clientela di pertinenza dell’agente.

° Il diritto di esclusiva sia esteso per coprire una “esclusiva digitale”, impedendo al preponente o ai suoi affiliati digitali di bypassare l’agente per le vendite dirette al cliente finale, a meno di una chiara e concordata compensazione.

Non permetteremo che il digitale diventi un cavillo legale per negare i compensi dovuti.

La rappresentanza digitale sta creando nuove figure professionali (i cosiddetti Digital Agents, come gli influencer commerciali con contratti di affiliazione stabili). Questi lavoratori, pur operando in modo autonomo, svolgono una funzione analoga alla nostra e meritano analoghe tutele. Il Patto Digitale deve estendere i benefici fondamentali del Contratto di Agenzia, in particolare il diritto a un’indennità di fine rapporto anche a quei rappresentanti che, sebbene non abbiano un contratto di agenzia classico, hanno creato un significativo valore di avviamento e clientela per i loro mandanti digitali. Non può esistere una categoria di lavoratori di serie B, sfruttati in nome della flessibilità digitale. Il sindacato è qui per difendere tutti gli Agenti e Rappresentanti.

Colleghi, la posta in gioco è alta. Se non agiamo ora, rischiamo che la nostra professione venga ridotta a un lavoro precario, senza tutele, in balia degli algoritmi e delle politiche unilaterali delle piattaforme. Il sindacato non può e non vuole permetterlo.

Stiamo intensificando i nostri sforzi per influenzare le normative su tutti i livelli di governo, spingendo per leggi che equiparino la funzione di rappresentanza fisica e digitale. Lavoreremo per l’introduzione di un “Atto di Giustizia Digitale Commerciale” che renda le Mandanti Digitali responsabili.

Ogni rinnovo contrattuale dovrà includere clausole vincolanti che definiscano in modo inequivocabile le provvigioni sull’e-commerce e che integrino il diritto di esclusiva con le dinamiche della vendita online. I nuovi accordi dovranno contenere clausole che tutelino a nostra categoria sulle vendite on.line.

La tecnologia è anche uno strumento. L’USARCI è impegnata insieme all’Enasarco a fornire agli Agenti la migliore formazione su CRM, e-marketing e gestione del dato, per trasformare ogni agente nel miglior agente digitale possibile. Non vogliamo lasciare indietro nessuno nella corsa al futuro.

La vera frontiera della rappresentanza non è la tecnologia in sé, ma la nostra capacità di governare tale tecnologia con principi di giustizia sociale ed economica. Il Contratto di Agenzia ci ha insegnato che il valore di un rapporto commerciale duraturo e fiduciario è inestimabile. Questo valore deve essere portato intatto nel mondo digitale.

Il Patto Digitale è il nostro impegno per la dignità del lavoro, per la giustizia economica e per il futuro della nostra professione. Uniti, in quanto sindacato, faremo sentire la nostra voce. Non siamo pedine algoritmiche; siamo professionisti, imprenditori e siamo pronti a lottare.

Gianni Di Pietro

FONTE ELECTOMAGAZINE

 

 

 

Quando la legge non basta

I Limiti della Normativa e la Necessità dell’Azione Collettiva

A cura di Giovanni Di Pietro, Presidente Nazionale della USARCI 

Il panorama lavorativo contemporaneo è segnato da una crescente diffusione del lavoro autonomo, che, pur garantendo autonomia e flessibilità, porta con sé nuove sfide e un persistente squilibrio di potere contrattuale tra il singolo professionista e le aziende.

Tra tutte le figure di autonomi, non manca quella dell’agente di commercio, i quali, pur essendo “piccoli imprenditori”, si trovano spesso in una posizione di precarietà e di fronte a un vuoto normativo tra la “la legge e la dura realtà quotidiana”.

In questo contesto, l’azione del sindacato non è un optional, ma diventa una “necessità imprescindibile”.

Il Codice Civile e il quadro normativo nazionale stabiliscono le linee guida fondamentali, ma la legge stabilisce solo il “minimo” sotto il quale non si può andare anche se spesso la legge viene aggirata o giustificata da accordi personali (non sempre validi), lasciando spesso lacune o genericità. Il lavoro autonomo, nella sua eterogeneità (che include liberi professionisti, artigiani, piccoli imprenditori e agenti di commercio, è spesso carente di tutele specifiche in aree cruciali come la previdenza e l’assicurazione contro infortuni o malattie.

Per ciò che attiene all’area previdenziale e assistenziale, l’agente commerciale italiano, unico al mondo, gode della pensione complementare erogata dall’ENASARCO, i cui contributi sono versati per metà dalla casa mandante, anche questo, unico caso nel panorama del lavoro autonomo, mentre per l’assistenza e per la sanità l’agente può disporre di tantissimi contributi erogati direttamente dall’Enasarco o da enti convenzionati, oltre ad indennizzi senza versare alcun contributo per tali prestazioni.

Il singolo agente, al momento della sottoscrizione del contratto, si confronta con aziende dotate di risorse legali e finanziarie enormemente superiori. In queste situazioni, norme riguardanti provvigioni, indennità di fine rapporto (FIRR) o clausole di esclusiva possono essere interpretate, aggirate o applicate in modo restrittivo.

In questi casi subentra il Sindacato come Garante del “Giusto” a tutela della Categoria È in questa lacuna che il Sindacato degli Agenti come l’USARCI, interviene per garantire il “giusto” e assicurare che la professionalità sia rispettata. La sua forza risiede nella capacità di trasformare le criticità individuali in soluzioni strutturali per l’intera categoria.

Il sindacato agisce su più fronti, trasformando la solitudine del libero professionista nella forza di una struttura organizzata. Per gli agenti di commercio, l’azione sindacale è fondamentale in diversi ambiti: • Provvigioni e Tassi Minimi: La legge non fissa tassi provvigionali minimi vincolanti e specifici per settore, benchè l’Usarci si fosse fatta promotrice di una proposta di legge che potesse garantire, all’agente monomandatario, un reddito minimo.

Per tutti gli altri temi è la Contrattazione Collettiva Nazionale (Accordi Economici Collettivi – AEC), frutto di decenni di lotta sindacale, a stabilire i parametri fondamentali che regola in modo equilibrato ogni aspetto del rapporto, incluse le indennità.

Il sindacato interviene in merito all’Indennità di Fine Rapporto (FIRR), gestito dall’Enasarco, ma anche sulle altre componenti dell’indennità di cessazione del rapporto, come l’Indennità Suppletiva di Clientela e l’Indennità Meritocratica. Il sindacato non solo vigila affinché le aziende ottemperino correttamente ai versamenti per tutte le indennità, ma offre anche la consulenza e l’assistenza legale mirata per contestare calcoli errati o tentativi di elusione al momento della risoluzione del mandato.

Anche in materia di preavviso L’Accordo Economico Collettivo stabilisce la durata minima che è sempre superiore a quanto previsto dalla legge. Il sindacato fornisce assistenza contrattuale per assicurare che tale preavviso sia rispettato e, in caso di recesso anticipato da parte della mandante, garantisce che all’agente venga riconosciuta l’Indennità per Mancato Preavviso, calcolata in modo equo e in base a quanto previsto dall’AEC.

 

Di fronte all’imposizione di patti di non concorrenza post-contrattuali, la legge lo consente, il sindacato si è mosso per la modifica della norma che non prevedeva alcun indennizzo, ed ha riportato sugli AEC clausole più eque facendo si che l’indennità per il periodo di non concorrenza sia più equa e proporzionata al sacrificio richiesto all’agente.

La Tutela Individuale e la Sicurezza Collettiva è la vera forza del sindacato, in essa risiede la capacità di trasformare le criticità individuali in soluzioni strutturali per l’intera categoria. Ogni contenzioso che viene seguito, ogni clausola vessatoria rimossa da un accordo, diventa un precedente e un miglioramento per tutti gli agenti. Senza il sindacato, l’AEC non esisterebbe e ogni agente si troverebbe a dipendere unicamente da un contratto individuale “prendere o lasciare” o dal solo codice civile che offre pochissime garanzie all’agente.

Il sindacato agisce come un ponte tra le leggi e le persone, tra le norme e le realtà quotidiane. Quando la legge generale si rivela insufficiente, la forza del numero e l’esperienza della contrattazione sindacale sono l’unica garanzia che l’agente di commercio e il lavoratore autonomo in generale, possa esercitare la propria professione in modo autonomo ma non abbandonato.

Scegliere il sindacato significa investire sulla propria dignità e sulla sicurezza del proprio futuro professionale.

Gianni Di Pietro

FONTE ELECTOMAGAZINE

Chi venda, sa ….

La forza vendita è il vero osservatorio dell’economia reale.

di Giovanni Di Pietro, Presidente Nazionale di USARCI (Unione Sindacale Agenti e Rappresentanti di Commercio Italiani)

Il Venditore come termometro Sociale ed Economico

In Italia, il ruolo dell’Agente e Rappresentante di Commercio è spesso limitato nell’immaginario comune e in alcune istituzioni semplicemente a un ruolo esecutivo: un intermediario, un semplice raccoglitore di ordini. Questo tipo di immagine, che sminuisce non solo la professionalità e il rischio d’impresa della categoria che ho il privilegio di rappresentare, ignora il valore strategico che attribuiamo all’intera rete di vendita per comprendere a fondo il sistema del paese.

Siamo noi, agenti di commercio, i termometri del sistema economico reale. Siamo sempre al lavoro siamo in uno stato di movimento costante, entrando in contatto ogni giorno con migliaia di aziende, piccole, medie e grandi, distribuite in ogni angolo del territorio. Non parliamo solo con grandi acquirenti aziendali o manager multinazionali; il nostro pane quotidiano è il proprietario della piccola azienda manifatturiera provinciale, il gestore del negozio, l’artigiano che lotta per un margine decente.

Questo contatto, questa base solida, ci rende unici.

I dati macroeconomici, le macrostatistiche, i rapporti della Banca d’Italia, le previsioni degli analisti per quanto siano fondamentali ed utili, sono tutti costruiti su dati aggregati con notevoli ritardi rispetto al presente. L’agente di commercio invece, interpreta i segnali con precisione e con un livello di profondità che nessun algoritmo può copiare.

Quando una piccola impresa riduce gli ordini o taglia le scorte, non è più solo un numero in un foglio Excel aziendale; è un campanello d’allarme, un avvertimento, una difficoltà nell’accesso al credito, una preoccupazione legata ai costi energetici o una crisi della domanda. Quando un prodotto innovativo non decolla in una determinata area geografica, l’agente non registra semplicemente un fallimento; traccia la vera causa: logistica inefficiente, un prezzo fuori mercato per quel particolare target, una mancanza di fiducia nel consumatore locale.

Siamo, infatti, il “termometro economico”

La realtà è che, a differenza del Bocconiano che valuta i dati macroeconomici, la conoscenza astratta, l’agente ha la conoscenza “esperienziale”; coinvolge il magazzino che si riempie (o si svuota) di materiali, il bilancio che fatica a chiudere, la cassa che langue, il polso del mercato.

“Chi vende, sa” è più di un semplice slogan, ma è l’enunciazione di un principio economico fondamentale: la Forza Vendita è il vero e più immediato Osservatorio dell’Economia Reale.

Anche la qualità dell’informazione gioca un ruolo cruciale nella comprensione e nell’utilità del territorio. La conoscenza del mercato dipende dai chilometri che la forza vendita ha percorso; l’agente di commercio è, per definizione, un esperto locale. Comprende le dinamiche regionali, le specificità culturali che modellano i consumi, da Nord a Sud, dalla costa all’entroterra, hanno contezza dei processi decisionali che muovono il business in quel particolare distretto. Non si tratta solo di fatti e cifre; è Intelligenza Economica del territorio.

Oggi parliamo molto di Big Data, intelligenza artificiale, analisi predittiva. Ma l’osservazione diretta della piazza e interpretazione del linguaggio del corpo del cliente, sono tutti dati che raccogliamo sul campo, dati che rimangono insostituibili per dare un significato concreto a quei Big Data.

Si potrebbe chiedere a un algoritmo cosa è stato acquistato? l’agente può dire il perché non è stato acquistato, o perché il cliente, nonostante il suo vivo interesse, ha ritardato l’acquisto. È la differenza tra analisi quantitativa e analisi qualitativa, che sono troppo spesso ignorate a favore di numeri freddi.

L’agente aggiunge all’azienda diversi livelli di qualità:

La Conoscenza della Domanda ( il cliente), il comportamento d’acquisto attuale, la fiducia, le aspettative di prezzo e la propensione alla spesa. Non un’agenda generica, ma bisogni specifici.

La Conoscenza della Concorrenza (il Mercato): L’agente è consapevole in tempo reale di quali prodotti i concorrenti stanno introducendo, quali strategie di prezzo vengono attuate e quali promozioni funzionano. Questa è la vera “Intelligenza Naturale”

La Conoscenza del Prodotto (l’Azienda): L’agente è il primo a ricevere il feedback sull’efficacia, sull’efficienza , sulla soddisfazion, sulla qualità e sull’aderenza del prodotto alle promesse. È il nostro “cliente-tipo” quotidiano. In un’epoca di frammentazione del mercato e iper-personalizzazione, è importante essere in grado di intercettare questi segnali deboli. L’Agente non è semplicemente il prodotto fisico, è l’antenna strategica di un’azienda.

In tutto questo si evidenzia un paradosso; molte aziende nostre mandanti, che si aspettano un alto standard di prestazioni, hanno poi difficoltà ad inglobare l’opinione dell’agente nel loro processo decisionale di alto livello (dalla produzione al marketing alla logistica).

L’USARCI ritiene che le mandanti non valorizzano l’Agente di Vendita non solo come specialista delle vendite, ma anche come Consulente Strategico di Mercato seppure la sua consulenza sia a costo zero in quanto direttamente coinvolto alla valorizzazione del prodotto.

Credere e ascoltare il nostro rapporto quotidiano non è solo un riconoscimento dovuto alla nostra professione, ma un investimento nei poteri predittivi e nell’adattabilità delle imprese italiane. Ignorare il venditore significa essere senza bussola, cercando di seguire la rotta semplicemente usando carte nautiche impostate e dipinte su un tavolo.

La nostra voce deve essere presente in tutti i luoghi in cui si prendono decisioni che sono indissolubilmente legate alla produttività del paese. I politici, le associazioni di categoria in tutti i settori e le grandi aziende devono comprendere che un Agente di Vendita in crisi non è solo un venditore che soffre per le commissioni o i territori tagliati, ma è anche sintomo di un malessere più grande nell’economia. Quando avvertiamo il “freddo” nel mercato, la recessione o la stagnazione è alle porte.

Per questo, l’USARCI sostiene un maggiore apprezzamento del nostro know-how, battendosi per avere sempre un agente il più formato possibile, per questo preme acché l’Enasarco, l’ente previdenziale degli agenti di commercio che ha tra i suoi compiti quello della Formazione degli agenti, crei al più presto questa “ Enasarco Accademy “ più volte menzionata, per offrire ai propri iscritti quella preparazione e quella conoscenza di tutti gli strumenti teorici e pratici che saranno di supporto anche all’ Economia delle imprese e quindi del paese.

Dobbiamo adempiere a questo ruolo come osservatori privilegiati. Il lavoro dell’Agente 4.0 non può solo servire come motore di consegna in un mondo in rapida digitalizzazione. Deve diventare un consulente utile, un analista aziendale che può leggere i dati dei clienti, i segnali di mercato, restituirli alla società in una forma intelligibile e comprensibile. Questo richiede: Apprendimento continuo di nuove tecnologie, scienza dei dati e dinamiche di marketing.

La forza vendita italiana è una ricchezza ineguagliabile di competenze, esperienza e relazioni umane. Siamo il ponte tra produzione e consumo, il “volto” dell’azienda nel territorio, e soprattutto, l’orecchio più attento e il sensore più sensibile per conoscere il vero percorso dell’economia.

È tempo per noi di dare alla nostra voce il peso che merita per il bene e lo sviluppo dell’intero sistema italiano.

Gianni Di Pietro

FONTE ELECTOMAGAZINE

 

 

 

Appello urgente al governo e al parlamento per la dignità fiscale degli agenti di commercio

A cura di Giovanni Di Pietro, Presidente Nazionale della USARCI in collaborazione con la Fisascat-Cisl

 

L’automobile non è per noi agenti un benefit o un lusso, ma il nostro ufficio mobile e l’unico vero bene strumentale con cui generiamo reddito per le nostre famiglie e per il Paese.

Percorrere una media di 50.000 km annui è la normalità per chi, come noi, tiene viva la rete commerciale italiana.

Eppure, il Fisco italiano continua a trattarci con una normativa ingiusta, anacronistica e penalizzante, che ignora la realtà economica e l’inflazione degli ultimi vent’anni.

La normativa attuale sulla deducibilità dei costi auto, cristallizzata da decenni, ci impone due pesanti vincoli:

1. La Deducibilità all’80%

La legge presuppone che il 20% dell’utilizzo del nostro veicolo sia a uso privato. Questo si traduce in una deducibilità dei costi limitata all’80%. Potremmo dibattere a lungo sull’effettiva strumentalità totale, ma è il secondo punto che si configura come una vera e propria ingiustizia.

2. Il Tetto Massima di detraibilità è Fermo al 2002

Il limite più grave e intollerabile è l’ammortamento del costo di acquisto. Esso è fissato a un valore massimo di € 25.822,84 (risalente all’equivalente di 50 milioni di lire convertito in Euro).

Quindi, l’importo massimo deducibile dall’acquisto di un’auto è € 25.822,84 e viene ulteriormente ridotto all’80% riducendo così il valore ad € 20.658,27

Nonostante che l’inflazione abbia aumentato il costo della vita e dei veicoli e le richieste di USARCI e Fisascat e di molti esponenti politici per l’adeguamento ISTAT, questo massimale è rimasto bloccato. Oggi, un’auto moderna, sicura, ibrida o elettrica, che possa sostenere i ritmi di 50.000 km annui, ha un costo di acquisto che supera abbondantemente questa soglia.

Siamo costretti ad ammortizzare fiscalmente l’acquisto di un veicolo ben al di sotto del suo valore reale, subendo una tassazione sul reddito effettivo strumentale e vedendo l’efficacia della nostra deduzione annientata.

La mancanza di copertura finanziaria è inaccettabile quando si parla di giustizia e di adeguamento alla realtà economica.

Le Nostre Proposte di Soluzione

USARCI e Fisascat non si limitano alla protesta, ma avanzano proposte concrete per risolvere questa distorsione fiscale:

È necessario e doveroso lo sblocco immediato del tetto massimo di spesa deducibile (€ 25.822,84) attraverso l’applicazione retroattiva e cumulativa degli indici ISTAT dal 2002 a oggi.

L’Obiettivo è riportare il massimale a un valore che rifletta l’attuale costo di mercato di un veicolo strumentale (stimabile, al minimo, in un importo superiore ai € 35.000).

Per incentivare il rinnovo del parco auto, la sicurezza stradale e la transizione ecologica (in linea con gli obiettivi europei), proponiamo la deducibilità al 100% per l’acquisto di veicoli a zero o basse emissioni (elettrici, plug-in ibridi), eliminando la limitazione dell’80%.

In assenza di un intervento legislativo immediato, l’USARCI e Fisascat stanno valutando con l’ausilio dei propri esperti fiscali e legislativi, l’opportunità di intraprendere tutte le strade legali per tutelare i diritti della categoria, cercando di coinvolgere anche l’ente previdenziale degli agenti, l’ENASARCO. Le strade da intraprendere potrebbero essere:

a. Ricorso per Incostituzionalità

In collaborazione con esperti fiscali, stiamo valutando la possibilità di sostenere ricorsi pilota basati sul principio di capacità contributiva (Art. 53 della Costituzione). Una norma che fissa un tetto deducibile palesemente inadeguato non rispetta la reale capacità contributiva dell’Agente, tassando un costo che è a tutti gli effetti strumentale alla produzione di reddito.

b. Istanze di Rimborso e Ricorsi Individuali

I colleghi potrebbero avviare individualmente:

• Istanza di Rimborso: Presentare all’Agenzia delle Entrate istanza di rimborso per gli anni non caduti in prescrizione, basandosi sul costo effettivo del veicolo (superiore al massimale) e invocando l’illegittimità del tetto massimo per mancato adeguamento.

• Ricorso in Commissione Tributaria: In caso di diniego dell’istanza o di accertamento, impugnare l’atto in Commissione Tributaria, mettendo in discussione la legittimità del massimale bloccato.

Colleghi, la battaglia per l’adeguamento fiscale della nostra auto è la battaglia per la nostra dignità professionale. USARCI e Fisascat continueranno a battersi in ogni sede istituzionale, ma è fondamentale l’unità e il sostegno di tutta la categoria.

USARCI-FISASCAT CISL

 

FONTE ELECTOMAGAZINE

 

 

Protesta degli agenti di commercio sulla A14: USARCI chiede interventi urgenti

Protesta degli agenti di commercio sulla A14: USARCI chiede interventi urgenti 

Gli agenti di commercio che operano lungo la dorsale adriatica hanno espresso una protesta formale contro Autostrade per l’Italia. Il Presidente USARCI Giovanni Di Pietro denuncia disservizi, ritardi e pericoli dovuti ai cantieri e ai lavori di manutenzione che da anni interessano il tratto abruzzese dell’autostrada A14 . Secondo l’associazione USARCI, la situazione è divenuta insostenibile: le code croniche e i restringimenti di carreggiata si traducono in ore di ritardo, con perdita di fatturato e produttività per agenti di commercio e aziende committenti .

Oltre ai danni economici, la frequenza degli incidenti – spesso gravi – in corrispondenza dei cantieri mal segnalati mette a rischio la sicurezza degli utenti , mentre l’incremento dei consumi di carburante, l’usura dei mezzi e i pedaggi non ridotti accrescono i costi operativi. È necessario – aggiunge il Vice Presidente Mauro Ristè – istituire meccanismi di ristoro per agenti di commercio, anche valutando la gratuità del pedaggio nelle tratte più problematiche.

Servizio del TGr Marche del giorno 13/11/2025

Le richieste di USARCI 

Gli agenti chiedono ad Autostrade per l’Italia di:

Accelerare i lavori, aumentando drasticamente i turni e prevedendo interventi notturni e nei weekend .

Mitigare subito i disagi, sospendendo i cantieri nei periodi di maggiore afflusso (festività o fine settimana) e migliorando la viabilità alternativa .

Indennizzare le categorie colpite, istituendo meccanismi di ristoro per agenti di commercio e autotrasportatori e valutando la gratuità del pedaggio nelle tratte più problematiche .

Scegli il tuo welfare

Dal 15 al 30 novembre 2025, se sei un agente in attività o una ditta mandante, potrai votare le nuove prestazioni assistenziali da introdurre nel prossimo programma e indicare quali sono, secondo te, i servizi welfare più utili alla categoria.

Potrai votare dalle ore 9.00 di sabato 15 novembre alle ore 18.00 di domenica 30 novembre, ricevendo un sms da cui sarà possibile accedere direttamente alla piattaforma di voto. In alternativa si potrà votare anche tramite email o pec.

Il futuro di Enasarco continua con te: scegli il tuo welfare. 

Fonte Enasarco

Agenti di commercio: una categoria senza “Indennità di disoccupazione” ma con mille battaglie aperte

Il Paradosso della Parasubordinazione

Gli Agenti ed i rappresentanti di commercio rappresentano il volto umano dell’azienda sul territorio, collegano, le linee di produzione dei prodotti finiti con il mercato.

Questa figura professionale pur godendo di numerosi diritti e tutele, è priva di una vera e propria protezione sociale; l’agente opera quale lavoratore autonomo indipendente essendo registrato alla CCIAA come piccolo imprenditore ed anche presso la Gestione Commercianti INPS e la Fondazione ENASARCO rientra quindi in un’area grigia per quanto riguarda la protezione sociale.

Il rischio è maggiormente evidente quando c’è una crisi finanziaria o uno shock esterno, ad esempio, una pandemia, un calo settoriale o il facile recesso di un contratto di agenzia da parte della mandante. Mentre i lavoratori dipendenti possono utilizzare il Fondo di Garanzia Salariale (CIG) – una rete di sicurezza fondamentale per offrire sollievo finanziario ai lavoratori che subiscono una perdita di reddito a causa di una sospensione temporanea del lavoro o riduzione – gli agenti di commercio sono sistematicamente esclusi dalla CIG a differenza del dipendente,  pur essendo l’agente un lavoratore para-subordinato in quanto deve sottostare alle direttive impartite dalla proponente: questa condizione assume aspetti più gravi quando parliamo di un agente che opera in forma di mono-mandato.

La condizione di mono-mandato, troppo spesso abusata dalle mandanti, sovente nasconde un rapporto di lavoro dipendente e contrasta con l’autonomia imprenditoriale che dovrebbe essere naturale nel del rapporto di agenzia.

Data l’assenza di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione nel nostro settore, la risoluzione del contratto di agenzia da parte della mandante espone l’agente di vendita, specie se mono-mandatario, alla perdita totale del reddito. Trovare prontamente una nuova mandante può risultare difficile, soprattutto per gli agenti con un’età più avanzata.

USARCI (il sindacato degli agenti tra i più rappresentativi a livello nazionale) sostiene da anni la necessità che anche l’agente disponga di un sistema di sicurezza sociale dedicato o, in alternativa, di una ridefinizione dei fondi esistenti per supportare il reddito in caso di interruzione prolungata o perdita involontaria del mandato, anche in assenza di giusta causa o volontà dell’agente.

L’ENASARCO, l’ente previdenziale degli agenti, oltre a gestire il fondo pensione, eroga una serie di prestazioni assistenziali per la categoria (quali sussidi per maternità, infortuni, calamità naturali, ecc.). Tali benefici sono finanziati dagli interessi del FIRR (Trattamento di Fine Rapporto) e da altri proventi non a carico del singolo agente.

Purtroppo, la Fondazione non ha il potere di intervenire come alternativa alla Cassa Integrazione Guadagni (CIG) in caso di interruzione del rapporto con la mandante. La Fondazione è preposta principalmente alla pensione integrativa obbligatoria (Fondo Pensione) e al Trattamento di Fine Rapporto (FIRR), ma non è istituita né dispone dei fondi necessari per coprire la perdita di reddito derivante da avverse condizioni economiche.

Il fronte sindacale USARCI, che si concentra esclusivamente sugli agenti di commercio, è in costante fermento. L’obiettivo primario è ampliare sia l’ambito delle tutele economiche sia la dignità professionale della categoria.

L’azione di USARCI va oltre la semplice protezione degli agenti. L’associazione si impegna nella firma degli AEC (Accordi Economici Collettivi) per offrire garanzie e diritti sempre migliori, con l’ambizione di assicurare all’agente italiano il più alto livello di tutela a livello mondiale, in collaborazione con IUCAB (l’unione internazionale dei sindacati degli agenti di commercio).

Oltre a queste attività sindacali, USARCI è specializzata nella gestione delle controversie sindacali, mirate a garantire che l’agente ottenga il pieno riconoscimento di tutti i propri diritti, dalle indennità alle provvigioni non riconosciute oltrte al mancato rispetto delle clausole contrattuali, offrendo al contempo una serie infinita di servizi collaterali.

Un’altra battaglia fondamentale riguarda il riconoscimento della dipendenza economica, o quasi-subordinazione, che è endemica tra molti agenti, in particolare i Monomandatari (coloro che operano per un unico preponente). Nonostante la loro autonomia formale, la loro attività dipende interamente da una singola azienda, rendendoli di fatto dipendenti da un unico reddito e, di conseguenza, esposti a elevati rischi d’impresa.

Il sindacato chiede quindi maggiori tutele contrattuali, proponendo di trattare la loro posizione in modo equivalente a quella di un dipendente, pur preservando l’autonomia che garantisce flessibilità in special modo a vantaggio della proponente.

Gli agenti di vendita non possono limitarsi ad attendere riforme dall’alto che li avvicinino sotto il profilo delle garanzie, ai lavoratori subordinati. È necessario sviluppare specifiche disposizioni di welfare che rispondano alle loro esigenze individuali, considerando che sono allo stesso tempo imprenditori di sé stessi e legati da un rapporto di mandato. Le richieste principali includono…:

Fondo di Solidarietà Bilaterale Alternativo: considerato il legame tra agente e mandante si può creare un fondo di solidarietà bilaterale che potrebbe essere gestito dall’Enasarco, il quale garantirà per un periodo determinato un flusso di cassa al lavoratore.

Sviluppare il ruolo dell’AEC: Gli Accordi Economici Collettivi stipulati tra sindacato degli agenti e quelli delle ditte mandanti, dovrebbero avere un ruolo più vicino alla contrattazione collettiva dei lavoratori subordinati.

Riforma fiscale: Un nuovo sistema fiscale che riduca il carico ma riconosca il rischio aziendale con dipendenza finanziaria e rivalutazione del montante di detraibilità del costo auto.

Questo è il modo in cui l’agente di vendita italiano opera come interlocutore tra libertà imprenditoriale e vulnerabilità sociale. L’assenza di meccanismi come il Fondo di Garanzia è una ferita che deve guarire. Solo insieme, attraverso un’azione sindacale congiunta e una riflessione politica sull’imperativo strategico di questa categoria, che saremo in grado di porre fine alle “mille battaglie aperte” e stabilire un futuro professionale più supportato e giusto e rilanciare l’attività di agenzia.

FONTE ELECTOMAGAZINE