Made in Italy e Commercio 4.0

L’Italia vanta un patrimonio culturale e produttivo inestimabile: ma il settore vitivinicolo e la moda dominano.

Per mantenere e accrescere la competitività è cruciale investire nella formazione delle nuove generazioni: bisogna fornire loro le competenze necessarie per affrontare le sfide del mercato globale.

Martedì 19 marzo presso il suggestivo scenario del Lanificio di Torino di via Bologna 220, antica fabbrica trasformata in incubatore di idee e creatività, gli studenti dell’Istituto comprensivo Sella Aalto Lagrange di Torino hanno fatto visita agli showrooms della moda riuniti nell’associazione Moda e Sport.

“Siamo soddisfatti dei risultati che stiamo ottenendo da un progetto che abbiamo replicato ma attualizzato nel corso degli anni, con una attenta collaborazione con la Camera di commercio di Torino, l’Associazione Moda e Sport e la rete delle scuole coinvolte: è importante sensibilizzare imprese e cittadini al ruolo degli agenti di commercio in Piemonte in questa nuova evoluzione delle professioni e del cambiamento veloce del settore commerciale”, dichiara il Segretario Regionale di APARC USARCI Antonello Marzolla.

“Made in Italy e Commercio 4.0” il tiolo del progetto che mira ad inserirsi nel processo di innovazione innescato dal Governo nazionale nei settori chiave dell’economia.

Gli agenti di commercio, l’APARC USARCI, Moda e Sport, la Miravalle 1926 e gli studenti hanno creato una sinergia volta alla collaborazione tra istituzioni educative, settore privato e associazioni del territorio.

Attraverso un approccio pratico alla formazione imprenditoriale, si gettano solide basi per il settore commerciale nel futuro del Made in Italy.

APARC USARCI ha giocato un ruolo fondamentale nel progetto, mettendo a disposizione la propria esperienza nel mondo dell’agenzia commerciale e creando ponti tra gli studenti e le realtà imprenditoriali del territorio. Gli agenti di commercio, con la loro competenza e rete di contatti, offrono un supporto prezioso nel processo di apprendimento e inserimento nel mondo del lavoro.

Fonte Electomagazine

 

 

L’iniziativa, promossa dalla Camera di commercio di Torino e dall’associazione APARC USARCI nell’ambito del protocollo Alternanza scuola-lavoro per i progetti di orientamento al lavoro, mira a fornire agli studenti competenze pratiche e teoriche indispensabili per affrontare il mondo del lavoro.

Bisogna intervenire subito sui limiti di deducibilità dell’auto!

Ogni anno gli agenti di commercio percorrono, in media, 60.000 km. L’auto è dunque quasi una prima casa, oltre ad essere il bene strumentale fondamentale e da salvaguardare. Eppure sembra che, nel corso dei decenni e con governi di ogni colore, i politici italiani non se ne siano accorti. Ed abbiano conservato dei limiti di deducibilità dei costi della vettura semplicemente anacronistici.

Dal 1986 – sì, da quasi 40 anni – questo tetto di costo per la deducibilità non è più stato aggiornato e adeguato, ma è solo stato oggetto di una conversione in euro (25.822 euro). Cifra ora assurda, fuori dal mondo, molto lontana dalla realtà odierna ed in grado solo di creare problemi economici scaricati sulla pelle degli agenti di commercio. 

La politica, così attenta ai propri privilegi, finge di non essersi accorta che i prezzi delle auto negli ultimi 20 anni sono saliti del 50%. Negli ultimi anni la situazione è peggiorata, con un mercato dell’automotive sempre più imprevedibile, con incrementi di prezzo insostenibili e con tempi di consegna delle auto che aumentavano a dismisura e privi di ogni certezza.

Per questo le principali organizzazioni sindacali degli agenti e rappresentanti si stanno muovendo presso le istituzioni per proporre un emendamento alla legge che disciplina questo tema e per richiedere agli organi competenti un intervento sul problema.

“L’Usarci – spiega il presidente Giovanni Di Pietro – si è attivata presso le opportune sedi istituzionali governative e della Camera dei Deputati. In particolare abbiamo avviato un dialogo con la Commissione Finanze della Camera, in persona degli onorevoli Guerino Testa (FdI) e Luciano D’Alfonso (PD), e con la Commissione Bilancio in persona dell’on. Andrea Tremaglia (FdI), che cercheranno di mettere mano al problema attraverso la presentazione di un emendamento al d.p.r. del 1986, per ottenere l’adeguamento dei costi relativi alla deducibilità dell’auto per tutta la categoria degli agenti e rappresentanti di commercio”.

“La situazione – prosegue il presidente dell’Usarci – è in costante evoluzione, ma resta delicata, soprattutto riguardo al reperimento delle risorse finanziarie da destinare all’intervento”.

“La situazione – prosegue il presidente dell’Usarci – è in costante evoluzione, ma resta delicata, soprattutto riguardo al reperimento delle risorse finanziarie da destinare all’intervento”.

Fonte Electomagazine


Indennità meritocratica, assicurazione sanitaria integrativa

Il Gruppo QueenCar e l’Organizzazione Sindacale Aparc-Usarci annunciano la firma di un importante contratto integrativo aziendale destinato agli Agenti e Rappresentati di commercio in forza alla concessionaria ufficiale di Fiat, Lancia, Abarth e Spoticar presente sul territorio piemontese e iscritti all’Associazione Piemontese Agenti e Rappresentanti di Commercio (Aparc) – Unione Agenti e Rappresentati di Commercio Italiani (Usarci).

Valido sino al 21 marzo 2026, l’accordo assume una portata storica nel settore poiché pone in evidenza il ruolo primario della rete di vendita valorizzandone la professionalità e la competenza, tanto da rappresentare un asset strategico da curare e preservare nel tempo, ancor più oggi che il settore dell’automotive sta vivendo profondi cambiamenti dovuti alla transizione digitale ed energetica.

Nello specifico, il contratto integrativo stipulato tra il Gruppo QueenCar e l’Usarci punta a migliorare il trattamento contrattuale previsto dagli Accordi Economici Collettivi (AEC) e i meccanismi di riconoscimento delle indennità e del welfare, integrando quanto già previsto dall’Enasarco. Inoltre, per la prima volta in assoluto, agli Agenti della QueenCar aderenti all’Usarci sarà liquidata una percentuale di indennità meritocratica, commisurata alla durata del rapporto, anche nel caso in cui sia l’agente a sciogliere il contratto.

Ulteriore novità del contratto di secondo livello è la stipula da parte del Gruppo QueenCar di una polizza assicurativa sanitaria integrativa in favore dei propri Agenti, in aggiunta a quella sottoscritta dalla Fondazione Enasarco.

“Entrambe le parti – ha sottolineato Mario Verna, General Manager di QueenCar Torino – hanno dimostrato un uguale impegno per raggiungere un accordo storico per il settore, a conferma che un lavoro sinergico tra il mondo imprenditoriale e le organizzazioni sindacali possa giocare un ruolo di primo piano per affrontare la particolare situazione congiunturale che sta vivendo il comparto automotive”.

“Come imprese della filiera – aggiunge Fabrizio Mussino Presidente e AD di Queen Car – sappiamo bene che l’efficienza dei processi sia l’arma vincente per raggiungere i target aziendali. E l’accordo integrativo sottoscritto va proprio in questa direzione, in quanto rende la nostra forza di vendita più performante e motivata creando un circolo virtuoso dove la maggiore serenità dei nostri collaboratori rafforza il loro impegno verso l’eccellenza quotidiana e, di conseguenza, la massima soddisfazione del cliente finale”.

Antonello Marzolla, segretario generale Usarci dichiara: “Devo dire, con molto orgoglio, che il sistema sindacale piemontese, ancora una volta, si pone all’avanguardia nelle relazioni sindacali e ciò grazie ad imprenditori la cui visione sa compenetrare il profitto con la socialità traducendo in fatti il valore delle risorse umane”.

Fonte Electomagazine

 

 


Successo di pubblico per la mostra “L’ Usarci incontra l’Arte”

È andato oltre le aspettative il successo della mostra “L’Usarci incontra l’Arte”, rassegna nazionale di opere di pittura, scultura e fotografia che ha animato nell’ultimo fine settimana gli spazi dell’Aurum ed è stata patrocinata da Comune e Regione. Agenti di commercio da tutta Italia hanno infatti raggiunto Pescara per esporre le proprie opere e partecipare al concorso, ma è stato possibile aderire anche per quanti non esercitino la professione. 

Protagonista dell’evento è stata dunque, per iniziativa di Usarci-Larac Abruzzo-Molise (Unione sindacati Agenti e Rappresentanti di commercio italiani), una categoria professionale che conta in Italia un numero straordinario di operatori e che si distingue per un forte senso di appartenenza e per l’apertura a iniziative sociali, culturali e di solidarietà.

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Di Pietro: costruiamo insieme il nuovo Enasarco

L’Enasarco è costantemente sotto attacco. Un ente considerato quasi come una sanguisuga che si abbevera con il sangue degli agenti di commercio.

Giovanni Di Pietro, presidente di Usarci, è davvero così? 

No. L’Enasarco  rappresenta da oltre 70 anni, l’ente previdenziale integrativo degli agenti di commercio ed è l’ente che  che identifica l’intera Categoria nella Società e nel mondo delle Istituzioni.

In quanto “Istituzione”  subisce da parte degli Agenti di commercio la stessa scarsa considerazione che  viene riservata a tutte le strutture impositive di un pagamento obbligatorio; esso il più delle volte viene giudicato distaccato dalla Categoria, incapace di interpretare le reali esigenze della stessa, erogatore di prestazioni a basso valore aggiunto e talvolta inutile. 

Non dobbiamo guardare all’Enasarco come un ulteriore ente che ci succhia denaro, non esiste nel mondo un Ente come il nostro che eroghi la doppia pensione, i colleghi delle altre nazioni ce lo invidiano, infatti non vi sono altri esempi di lavoratori  autonomi che ricevano un contributo pensionistico  del 50% pagato dalle mandanti.

Perché questa ostilità, allora?

L’ostilità da parte di uno sparuto numero di agenti, verso la Fondazione, si ha perché la si reputa, a torto,  il reale soggetto che dovrebbe riportare e risolvere le numerose istanze di una Categoria che si ritiene non considerata, e abbandonata a se stessa. 

Ciò non risponde assolutamente al vero, fatto è che l’Italia è il primo paese al mondo che, grazie proprio ai sindacati di categoria, si è data  una normativa considerata la più avanzata al mondo, e di ciò dobbiamo prenderne atto. Ciò non vuol dire che tutti i problemi sono risolti, anzi, grazie alla “furbizia” delle mandanti, occorre sempre stare all’erta e cercare di parare i colpi bassi che ci vengono continuamente inflitti.

In Italia la situazione degli agenti di commercio è molto diversa rispetto al resto d’Europa. 

Il nostro paese, rispetto al resto del mondo, presenta diverse  anomalie in materia di agenzia, siamo il paese europeo con più agenti di tutti,  210 mila circa contro i  40mila della Germania, 25 mila della Francia, solo la Spagna ci segue a ruota con 165 mila agenti, tutte le altre sono ben al di sotto dei 25 mila. 

In contrapposizione a questi dati dove deteniamo il primato, troviamo che il reddito pro capite degli agenti italiani è posizionato all’ultimo posto con 41.976 euro in media pro capite contro i 265 mila della Germania, i 311 mila della Norvegia, i 226 mila della Svezia, gli 83 mila euro della Spagna, e gli 85 mila della Francia. A livello di provvigioni, di reddito, siamo il fanalino di coda di tutta l’Europa. 

L’Enasarco, e con esso la categoria degli agenti, poggia su presupposti organizzativi e lavorativi ormai superati. L’evoluzione informatica ha stravolto la distribuzione commerciale e con essa anche il mondo degli agenti è in continua evoluzione, è cambiato il modo di approcciarsi ai clienti, al sistema di vendita, dove il compito dell’agente non è più quello di vendere, ma di offrire servizi al cliente, consulenza, soluzioni, nonostante ciò, però, veniamo pagati solo per quello che risciamo a vendere, non ci viene riconosciuto dalle mandanti questo plusvalore. 

Anche la forma giuridica dell’agenzia sta mutando profondamente, da agenti ditte individuali, abbiamo visto prima nascere le società di persona, ma poi, da qualche anno, vi è un fiorire di agenti sotto forma di società di capitali, ed a questi non vengono riconosciuti pensioni e assistenza come per tutti gli altri agenti.

È cambiato il mondo esterno, ma la categoria non ha reagito in modo adeguato. Con quali conseguenze? 

Nell’ultimo decennio la Categoria censita dall’Enasarco ha subito un calo numerico costante, al contrario sono aumentate a dismisura altre figure professionali come ad esempio i procacciatori d’affari che si stima abbiano raggiunto la cifra considerevole di oltre 80 mila unità. Ciò  ha provocato una sempre più crescente evasione contributiva ed una tutela inesistente sia previdenziale che commerciale di questi nuovi. 

E’ necessario ricondurre tutte quelle nuove figure professionali “incaricate di promuovere la conclusione delle vendite” nel naturale solco del rapporto di agenzia.

E’ necessario ripensare ad un nuovo welfare per gli agenti di commercio come lo si sta facendo per tutti i lavoratori integrando ed attualizzando quello esistente, rivedendo la parte assistenziale gestita dall’Enasarco  non in linea con le reali esigenze.

L’attuale metodo di contribuzione Enasarco risulta essere inadeguato in particolare per tutti gli Agenti  monomandatari, in quanto l’imponibile previdenziale, conseguenza di un massimale inadeguato, li costringe ad una aspettativa pensionistica completamente scollegata al reale reddito.

Il meccanismo attuale degli investimenti Enasarco è composto prevalentemente da asset immobiliari, ciò non consente alla Fondazione di svolgere quel ruolo di “cerniera” utile ed indispensabile alla Categoria. 

Proprio per questi motivi, il calo degli agenti ed il bassissimo reddito, si rende necessario una riforma strutturale del nostro ente Pensionistico.

Presidente, come immagina il “nuovo Enasarco”?

Il “nuovo” Enasarco deve porsi come obiettivo quello di tornare ad essere un ente che sia veramente degli agenti di commercio, come lo è stato negli anni della sua fondazione, un orgoglio della Categoria, un plusvalore invidiabile di chi svolge un’attività tra le più difficili ed in perenne evoluzione.

Deve riprogrammare le proprie prestazioni, limitandone il numero ma migliorandone i contenuti adeguandoli alle attuali aspettative della Categoria e ciò coinvolgendo gli attori che insieme ad esso rappresentano la Categoria, ovvero le forze sociali.

Il “nuovo” Enasarco deve avvicinarsi alla Categoria, entrando nel merito dei bisogni e delle aspettative, deve essere quel “catalizzatore” di interessi specifici che riguardano il mondo dei propri contribuenti rivedendo il sistema della contribuzione per renderlo più equo e aderente alla realtà, ad esempio prevedendo la contribuzione anche per gli amministratori delle società di capitali, in linea con quanto fatto dall’Inps.

Il “nuovo” Enasarco deve promuovere un welfare adeguato, deve concentrare le risorse disponibili e promuovere tavoli di confronto con le forze sociali su argomenti strategici quali il welfare stesso e la formazione.

Il “nuovo” Enasarco deve informatizzare i propri processi, in modo che vi sia un rapporto diretto con i propri assistiti, occorre rivedere il ruolo e la distribuzione dei propri uffici periferici per essere sempre più accanto agli assistiti ed alle aziende mandanti.

Il “nuovo” Enasarco deve rivoluzionare il proprio metodo degli investimenti, occorre impiegare le risorse a vantaggio del Paese e del mondo delle imprese senza le quali non esisterebbero gli Agenti di commercio. Il “nuovo” Enasarco deve essere coerente con le politiche economiche del Paese, ma chi Governa ed ha necessità dell’Enasarco,  deve  rendere facile il lavoro di chi ha come obbiettivo quello di far crescere le aziende ed il Paese.

Il nuovo Enasarco deve garantire ai propri iscritti, gli agenti, la certezza dei versamenti contributivi creando, se necessario, un apposito fondo. Non è pensabile che l’agente versi  e la mandante si appropri dei versamenti ed in caso di fallimento o concordato l’agente perda tutto con il doppio, aver perso i soldi e la pensione. 

Il nuovo Enasarco deve garantire una pensione che sia in linea con i contributi versati, occorre ridurre drasticamente il contributo di solidarietà, contributo istituito dalla  la cosiddetta legge Fornero che ha portato da 30 a 50 anni la sostenibilità degli enti previdenziali, ma per fare tutto ciò occorrerebbe una forte coesione tra i vari  sindacati degli agenti, tralasciando i personalismi, i dualismi, gli interessi di bottega e combattendo senza se e senza ma chi vorrebbe gestire il nostro ente solo per proprio tornaconto, i cosiddetti gruppi di interesse e di camarille, questi devono essere allontanati e spazzati via.  

Non è certamente facile attuare un programma così complesso, ma occorre iniziare, e noi dell’Usarci siamo già impegnati su questo fronte.

Fonte ElectoMagazine – Autore Enrico Toselli



L’importanza di far di conto

Uno dei momenti più importanti del rapporto di agenzia è… quello in cui esso è terminato!Si, perché è in quel momento che l’agente potrà richiedere le indennità di fine rapporto, istituti contrattuali che – insieme alle provvigioni ed agli altri compensi percepiti – costituiscono il controvalore della professionalità e dell’impegno che egli ha messo a disposizione della mandante, ed in un certo senso rendono soddisfacente la sua attività e lo ripagano degli sforzi profusi.

Paradossalmente, anche dopo un rapporto di collaborazione sereno e proficuo, può sorgere contenzioso al momento di “separarsi”…

Le norme in materia (Codice Civile ed Accordi Economici Collettivi) regolano la materia delle indennità di fine rapporto in modo diversificato, prevedendo altresì formule di calcolo e requisiti per aver diritto alle medesime.

Vi sono infatti indennità spettanti in ogni caso (vedasi il F.I.R.R., spettante anche nel caso di recesso ad iniziativa dell’agente), altre che spettano solo in presenza di determinati requisiti (l’indennità suppletiva di clientela, che spetta normalmente solo in caso di recesso da parte della preponente), altre ancora che presuppongono, da parte dell’agente, l’onere di provare il proprio merito ecc…

E’ molto importante allora conoscere sia a quali indennità si ha diritto, sia l’esatto ammontare delle medesime, altrimenti si rischia di non poter percepire quanto si è meritato.

Nella maggior parte dei casi i conteggi non vengono affatto prodotti dalla preponente, per l’ovvia motivazione che il debitore non ha alcuna “fretta” a pagare il suo debito, né tantomeno a sollecitarne la richiesta da parte del creditore!

Altre volte può capitare che la preponente invii un conteggio di indennità inferiore a quello a cui l’agente potrebbe aver diritto; oppure un conteggio che non ricomprenda una o più indennità, magari condizionando il pagamento delle stesse alla firma di un accordo “tombale”, che priverà l’agente del diritto a richiedere spettanze ulteriori.

In certi casi ancora, l’agente riceverà una comunicazione con la quale la mandante gli indica l’importo totale che ritiene opportuno corrispondergli a titolo di indennità, senza però precisare la base di calcolo, né quale formula sia stata utilizzata per ottenere tale somma.

In queste situazioni l’agente avrà due scelte: accettare gli importi suddetti (confidando che siano corretti); oppure calcolare autonomamente ciascuna indennità e gestire così il contraddittorio con la mandante.

Quando si tratta di calcolare le indennità, troppo spesso gli agenti ricorrono al “fai-da-te”, magari usando formule di calcolo reperite su INTERNET (che, pur esatte, non sono applicabili al caso di specie); oppure “copiando” richieste analoghe fatte da altri colleghi (il cui rapporto lavorativo, magari, è stato differente).

Le variabili che condizionano non solo il calcolo delle singole indennità, ma anche il diritto o meno ad ottenerle, sono numerose: la merceologia trattata, gli eventi che hanno caratterizzato il rapporto, la durata del contratto e la sua tipologia, le circostanze in cui è stato esercitato il recesso ecc… sono soltanto alcune di queste.

La soluzione? Tanto semplice quanto efficace: rivolgersi alle sedi U.S.A.R.C.I. e ai loro esperti, che conoscono in modo approfondito gli agenti di commercio e le norme che riguardano la loro professione.

Dopo aver esaminato l’intero rapporto intercorso, le clausole del contratto di agenzia sottoscritto, gli accadimenti che possano influire sul diritto alle indennità e sulla loro quantificazione, le fatture provvigionali emesse, i professionisti del Sindacato saranno in grado di redigere in modo formale – su carta intestata sindacale – i conteggi di ciascuna indennità spettante, producendo un documento riportante i riferimenti normativi, le basi imponibili, le formule di calcolo ed i relativi risultati.

Il documento così circostanziato potrà essere utilizzato in tutte le fasi della controversia, dalla prima richiesta bonaria formulata dall’agente alla mandante, fino a poter essere prodotto in giudizio in caso di approdo della vertenza nelle sedi giudiziali.

Ma nonostante il diritto alle indennità di fine rapporto maturi soltanto a rapporto terminato, l’esperienza insegna che il conoscere in anticipo l’ammontare (almeno potenziale) di queste in un dato momento risulta assai utile all’agente anche in costanza di rapporto: servirà per compiere scelte – anche importanti – riguardo alla sua organizzazione aziendale ed alla sua attività.

Egli potrà, ad esempio, valutare se mutare la sua forma in società, assumere un subagente, accettare un nuovo incarico di agenzia, rescindere un rapporto di agenzia non soddisfacente, ecc…, ponderando quanti quattrini potrà percepire – o a quanti di essi dovrà rinunciare – in conseguenza della sua scelta.

Nelle vicende mai ripetitive che fanno della professione di agente un’attività difficile ma entusiasmante, determinate certezze non possono che giovare.

Fonte ElectoMagazine

Nullità delle clausole che attribuiscono il potere di modifica unilaterale

Nullità delle clausole inserite nel contratto di agenzia che attribuiscono al preponente il potere di modifica unilaterale della base di calcolo delle provvigioni

Con l’ordinanza n. 9365/2023 resa in data 05/04/2023 la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, ha confermato il principio di diritto espresso con le precedenti pronunce (Cass. n. 11003 del 1997 e Cass. n. 4504 del 1997) in tema di nullità delle clausole dei contratti di agenzia che attribuiscono al preponente il potere di modificare unilateralmente la base di calcolo delle provvigioni.

L’ordinanza della Corte di Cassazione trae origine dalla domanda proposta da un agente per ottenere la condanna del preponente al pagamento delle differenze provigionali stornate in base a due clausole inserite nel contratto di agenzia che attribuivano allo stesso preponente la potestà di dedurre dalla base di calcolo delle provvigioni gli extra sconti concessi al cliente.

Il Tribunale aveva accolto parzialmente le domande dell’agente ma, a seguito dell’impugnazione della pronuncia di primo grado da parte del preponente, la Corte d’Appello di Genova, in parziale riforma della sentenza di primo grado, pur riconoscendo l’effettiva genericità e indeterminatezza delle clausole in questione, le ha ritenute legittime accertando il diritto del preponente di modificare di conseguenza l’ammontare degli affari su cui calcolare le provvigioni.

Avverso la pronuncia della Corte d’Appello l’agente ha proposto ricorso in Cassazione deducendo l’illogicità, la contraddittorietà e l’insufficienza della motivazione con cui la Corte di Appello ha escluso la nullità denunziata. In particolare, ha sostenuto che con l’applicazione di tali clausole era rimessa esclusivamente alla volontà del preponente sia la scelta dei clienti a cui destinare gli extra sconti, sia l’entità economica degli stessi, così da concedere al preponente il potere di modificare unilateralmente la base di calcolo delle provvigioni senza alcun limite.

La Suprema Corte di Cassazione, seguendo l’orientamento delineato nelle sentenze summenzionate, ha chiarito che il codice civile riconosce la possibilità di modificazioni unilaterali del contratto, ma è necessario che tali modifiche siano già predeterminate, attraverso caratteristiche intrinseche o limiti esterni, così da rendere possibile la formazione del consenso al momento della sottoscrizione del contratto su più oggetti determinati previsti come alternativi. La possibilità di modificare talune clausole del contratto non si deve tradurre in un sostanziale aggiramento della forza cogente del contratto ed è perciò necessario prevedere dei limiti a tale potere e, in ogni caso, che sia esercitato in osservanza dei principi di correttezza e buona fede.

Alla luce di tali considerazioni, la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’agente, cassando la sentenza impugnata e rinviando alla Corte di Appello di Genova, affinché si attenga al seguente principio di diritto: nel contratto di agenzia, devono considerarsi nulle, ai sensi degli artt. 1346 e 1418 c.c., le clausole formulate in modo tale da attribuire al preponente un potere illimitato di modifica unilaterale della base di calcolo e quindi dell’importo delle provvigioni, attraverso la facoltà di concedere extra sconti in misura non prestabilita e a un numero di clienti imprecisato, così rendendo non determinato e non determinabile un elemento essenziale del contratto, quale appunto la controprestazione dovuta dalla società all’agente.

Avv. Luca Tabellini

Ristè (USARCI): alle aziende servono più donne agenti

“Le agenti di commercio donna rappresentano una risorsa importante per le aziende e il mondo del lavoro. Con la loro professionalità e determinazione, contribuiscono a promuovere il commercio e l’economia.

Per incrementare questa figura è necessario intervenire su diversi fronti, sia a livello culturale che a livello pratico”.Mauro Ristè, vicepresidente vicario Usarci, non ha dubbi sulla fondamentale importanza della componente femminile nel mondo degli agenti di commercio. E, dunque, sulla necessità di rafforzare questa presenza.

“A livello culturale – aggiunge – è importante promuovere un’immagine positiva della figura dell’agente di commercio, in particolare tra le giovani donne. È necessario far conoscere le opportunità offerte da questa professione, sottolineando i suoi aspetti positivi, come l’autonomia, la flessibilità e la possibilità di guadagni elevati”. Secondo Ristè occorre combattere gli stereotipi che associano l’agente di commercio a una figura maschile, far conoscere le donne che hanno successo in questa professione, per dimostrare che anche loro possono essere agenti di commercio di successo.

“A livello pratico, è necessario facilitare l’accesso delle donne alla professione di agente di commercio, offrendo percorsi di formazione e orientamento specifici, aiutandole a sviluppare le competenze e le conoscenze necessarie per questa professione, creare un ambiente lavorativo più inclusivo e favorevole. Promuovere la parità di genere nelle aziende, per garantire che le donne abbiano le stesse opportunità di carriera degli uomini”.

Solo teoria? Assolutamente no. E il vicepresidente Usarci elenca anche le azioni concrete da intraprendere.

“Scuole e università: è importante inserire l’agente di commercio tra le professioni da conoscere e promuovere.

Associazioni di categoria (la nostra USARCI è da sempre impegnata su questo fronte): possono organizzare eventi e iniziative per promuovere la figura dell’agente di commercio tra le donne.

Aziende: possono offrire percorsi di formazione e orientamento specifici per le donne, nonché programmi di mentoring e sponsorship.

Con un impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti, è possibile creare un ambiente più favorevole alle donne e incrementare la loro presenza nel mondo dell’agente di commercio”. Tra l’altro l’Usarci dispone già, al proprio interno, del “Gruppo Donne Agenti – Usarci” che rappresenta una risposta alle esigenze di visibilità e informazione delle donne Agenti. Nella convinzione che la Donna Agente operi oggi nel mercato al pari dei colleghi uomini e condivida con questi le stesse problematiche ed esigenze.

L’aspetto per la maggior parte delle volte meno considerato è che la Donna Agente sia allo stesso tempo anche moglie e mamma, quindi con una serie di impegni di famiglia e vita privata che si aggiungono a quelli lavorativi. 

In tale contesto fatto di scadenze, alcune volte inderogabili, diventa oggettivamente difficile per la Donna Agente avere il tempo per dedicarsi ad altre attività, di certo complementari ma altrettanto importanti per la propria professione.

Basti pensare alla propria visibilità su internet, all’aggiornamento sulle novità normative nel campo della contrattualistica e previdenza, alla partecipazione a seminari di informazione/aggiornamento.

Il progetto “Donne Agenti – Usarci” risponde a queste esigenze con l’obiettivo di creare una comunità di donne Agenti, che potranno usufruire di una serie di utili servizi mirati alla visibilità, informazione, aggiornamento e interazione.

Il Progetto, nato ormai da diversi anni dall’esperienza e dalla competenza di USARCI – che opera su tutto il territorio nazionale affiancando ed assistendo sul campo gli Agenti sui temi e le problematiche dell’attività professionale (per info su Usarci visita il link www.usarci.it)

Il Gruppo Donne Agenti dispone di:

– Uno spazio di aggiornamento sui temi di interesse specifico, vendita, tramite area documentale riservata;

– Newsletter, blog tematici e/o altri servizi di web community, attivati tramite i social;

– Informazioni sulle iniziative locali di interesse per le iscritte (seminari, convegni, percorsi formativi, altri eventi);

– Accesso alle convenzioni attivate a favore del Gruppo.

A questi si stanno aggiungendo altri servizi o iniziative (nazionali e/o locali), aventi sempre e comunque come solo obiettivo quello di favorire l’informazione, la crescita professionale e lo scambio di buone prassi tra le agenti donne.

Unico obbligo, essere iscritti ad Usarci attraverso le proprie sedi territoriali.

Fonte ElectoMagazine – Enrico Toselli

 

ENASARCO – Risarcimenti per infortunio, malattia

Tra i compiti statutari della Fondazione E.N.A.S.A.R.C.O. vi è quello di dare attuazione a provvidenze previste dalla contrattazione Collettiva (gli A.E.C. ).

Gli Accordi Economici Collettivi prevedono, in favore degli agenti e rappresentanti di commercio, la stipula di una polizza assicurativa, tramite la Fondazione E.N.A.S.A.R.C.O. , che garantisca il risarcimento di somme a fronte di infortuni, malattia e ricoveri.

Nel corso degli anni, la Fondazione ha espletato il suo compito attraverso la stipula di una polizza con Compagnie Assicurative di primario rilievo, occupandosi peraltro di far da tramite tra gli utenti e la Compagnia stessa, ricevendo le richieste di risarcimento ed inoltrandole poi a quest’ultima.

Le polizze stipulate prevedevano due risarcimenti separati: il primo spettante a tutti gli agenti di commercio iscritti all’ E.N.A.S.A.R.C.O.; il secondo soltanto agli agenti di commercio le cui preponenti versavano i contributi F.I.R.R. in loro favore.

Con il tempo sono variate la modalità di gestione delle richieste di rimborso: fino al 15/4/2024 l’agente che ne avesse i requisiti doveva inoltrare la richiesta di risarcimento direttamente alla Compagnia Assicuratrice con la quale l’ E.N.A.S.A.R.C.O. aveva stipulato la polizza.

Dal 16 aprile 2024 e fino al 15/4/2025 il risarcimento dei sinistri degli agenti con almeno una mandante che versa il F.I.R.R. verranno erogati direttamente dalla Fondazione, anziché dalla Compagnia assicurativa con la quale – sino ad ora – la Fondazione stessa aveva stipulato la polizza.

Temporaneamente, la copertura “generica” (quella spettante ANCHE agli agenti senza copertura del F.I.R.R.) continuano ad essere gestiti tramite polizza assicurativa, stipulata con Compagnia esterna.

I requisiti fondamentali per poter aver diritto alla provvidenza “diretta” sono:

• almeno un rapporto di agenzia attivo

• per i rapporti di agenzia attivi, avere l’accantonamento del F.I.R.R. presso la Fondazione E.N.A.S.A.R.C.O., in applicazione degli Accordi Economici Collettivi vigenti.

Per ogni tipologia di sinistro sono previsti importi diversi, così come sarà diversa la documentazione (per lo più medica) da produrre a corredo delle singole istanze di risarcimento.

La copertura riguarda i seguenti casi:

• intervento chirurgico a seguito di malattia

• ricovero a seguito di malattia o infortunio

• degenza domiciliare a seguito di malattia o infortunio

• morte a seguito di infortunio

• invalidità permanente a seguito di infortunio.

Il risarcimento degli “eventi” è strutturato in forma di importi fissi e forfetari, distinti a seconda dell’evento

Ciò significa, ad esempio, che ad un determinato tipo di intervento chirurgico (di cui ad un elenco, c.d. “nomenclatore” previsto dalle disposizioni) corrisponde un ben preciso importo, a prescindere dalla durata del ricovero/tempo di guarigione.

Per accedere alla copertura è necessario caricare in “Area Riservata” il Modulo di Adesione (disponibile nel sito della Fondazione), correttamente sottoscritto.

Gli iscritti che inviano per la prima volta la richiesta di indennizzo devono compilare il “Modulo di adesione” , sempre disponibile in apposita area del portale www.enasarco.it .

Le denunce di sinistro andranno inoltrate dall’avente diritto direttamente alla Fondazione, tramite accesso telematico all’area riservata, entro 90 giorni dalla data dell’ ”evento”.

Rammentiamo che, per quanto attiene il ricovero per malattia o infortunio, i 90 giorni decorrono dalla data di ricovero, non da quella delle dimissioni.

E’ pertanto essenziale inoltrare correttamente e tempestivamente la denuncia di sinistro, pena il mancato ottenimento del risarcimento relativo.

Gli uffici U.S.A.R.C.I. sono a disposizione per fornire i chiarimenti necessari, nonché per curare direttamente la denuncia di sinistro.

Fonte ELECTO – Francesco Filippelli

 

 

Agenti di commercio, senza il sindacato non si ha potere contrattuale

A cosa serve un sindacato? A cosa serve quando le masse di lavoratori non ci sono più? A cosa serve in un settore, come quello degli agenti di commercio, caratterizzato da un profondo individualismo e di fatto privo di collaborazioni tra colleghi? Indubbiamente le difficoltà aumentano man mano che prevale l’illusione di poter fare tutto da soli.  Salvo, poi, invocare l’intervento degli Dei dell’Olimpo quando ci si scontra con una controparte in vena di scorrettezze o quando il governo di turno penalizza la categoria per far cassa.

Allora, immancabilmente, scatta la lamentela: dov’è il sindacato (a cui non siamo iscritti)? Cosa fa per difendere coloro che hanno sempre fatto a meno di qualsivoglia organizzazione di categoria?  E, all’improvviso, si scopre che un sindacato indebolito ha minor voce in capitolo rispetto alle organizzazioni di altre categorie che possono contare su numeri decisamente superiori di iscritti.

E non soltanto nella fase di tutela a fronte di soprusi. Perché,  ormai, il sindacato deve avere anche un ruolo propositivo nei confronti della politica. Non la triste cinghia di trasmissione di un partito o di un altro.  Bensì il sindacato come pensatoio in grado di offrire alla politica le soluzioni più adatte per affrontare i diversi tipi di problemi.

Però,  in una società che privilegia le quantità alla qualità, non basta avere idee, non bastano progetti e programmi.  Occorrono anche i numeri degli iscritti.  Occorre essere rappresentativi di realtà numericamente consistenti. In caso contrario la risposta sarà sempre la stessa: belle idee, belle proposte, ma ci sono categorie più compatte che hanno altri interessi e maggior potere contrattuale. E tra gli agenti di commercio che si muovono ciascuno per sé,  ignorando i problemi della categoria, ed i mercatali sindacalizzati, la politica sceglierà i mercatali (o i gestori delle spiagge) perché hanno una massa di manovra compatta che spaventa i partiti.