Procacciatori d’affari, bersaglio delle aziende

Un’Associazione di categoria che lavora al fine di garantire le tutele e i diritti degli Agenti di commercio, sa bene che esistono numerose aziende che, si può dire, agiscono spesso in barba alle fondamentali regole connesse alla stessa professione di Agente e Rappresentante. 

Quelle che, per fare un esempio, pur di non corrispondere il contributo Enasarco – tutt’altro che corposo, a dir la verità – e le indennità di fine rapporto, affidano l’incarico per la vendita dei loro prodotti e/o servizi ricorrendo al contratto di Procacciatori d’Affari.

Ma è bene ricordare che il Procacciatore d’affari non gode degli stessi diritti di un Agente: nessun preavviso, nessuna indennità, un lavoro completamente diverso che si basa su presupposti differenti.

La differenza è nella stabilità del rapporto. Il procacciatore lavora saltuariamente senza vincolo di stabilità; mette occasionalmente in contatto un acquirente con una mandante; non deve informare la mandante sulla situazione riguardante quel determinato mercato; non deve occuparsi degli incassi; non vige l’obbligo di esclusiva.

Negli ultimi anni è emerso che molte aziende affidano, a persone non preparate, un incarico che in realtà nasconde un vero e proprio rapporto di agenzia, se non addirittura di dipendente, solo per poter “licenziare” a proprio piacimento e, in aggiunta, senza pensare di dover corrispondere alcuna indennità.

Per il lavoratore è importante conservare le copie di tutti gli ordini, degli incassi, le mail, gli estratti conto, etc., cosicché alla fine del rapporto professionale, il procacciatore possa far valere i propri sacrosanti diritti, ad esempio anche tramite l’eventuale denuncia alla Fondazione Enasarco.

Da ricordare, infine, che l’azienda mandante è obbligata a trattenere all’Agente i versamenti Enasarco esclusivamente al momento del pagamento delle provvigioni e, se ciò non dovesse accadere, gli ispettori dell’Enasarco potranno inviare una multa per gli omessi versamenti: di conseguenza, questi ultimi non potranno essere più addebitati all’Agente e la mandante dovrà farsi carico anche della quota a carico dell’Agente stesso.

Ma in questa sede non interessa solo il mero discorso legato al versamento contributivo: difatti, tramite i documenti conservati, sarà possibile valutare con maggiore sicurezza e accuratezza l’eventuale esistenza dei presupposti di un vero e proprio rapporto di agenzia e, di conseguenza, sarà possibile chiedere alla stessa mandante il pagamento delle indennità dovute agli agenti, vale a dire: indennità suppletiva di clientela, FIRR, indennità meritocratica, indennità cessazione rapporto.

Fonte Electomagazine

L’USARCI cresce e apre 10 sedi ed arrivano garanzie per il Firr

“Nel 2024 apriremo almeno altre 10 sedi del sindacato per offrire un servizio più capillare agli agenti di commercio”.

Il positivo andamento dell’Usarci in quest’anno che volge al termine è racchiuso in questa anticipazione di Giovanni Di Pietro, presidente nazionale Usarci.

Gli iscritti al sindacato sono aumentati e sono aumentate le vertenze chiuse positivamente, con incassi soddisfacenti per gli agenti. E sta procedendo nel migliore dei modi l’intesa con Fisascat che porterà alla affiliazione alla Cisl, in modo che Usarci entri a far parte della galassia di uno dei maggiori sindacati confederali italiani, garantendo maggior forza, maggior presenza ed anche una considerevole massa critica.

Particolarmente utile anche ai tavoli di trattativa. “Sono ripartiti i confronti nel settore commerciale e – sottolinea Di Pietro – si riscontra una incoraggiante disponibilità delle controparti”.

Ma il prossimo anno vedrà anche l’elezione del consiglio dei delegati di Enasarco. Ed anche su questo fronte il 2023 ha offerto aspetti positivi. “Innanzitutto – spiega Antonello Marzolla,  segretario generale Usarci – la decisione di separare il Firr dalla previdenza. In questo modo si è garantita la certezza dei pagamenti delle liquidazioni. In pratica se il settore cessasse di colpo ogni attività, le liquidazioni sarebbero comunque assicurate per 5 anni”.

Inoltre si è iniziato ad intensificare la lotta all’evasione dei contributi, con la richiesta al governo di intervenire sui procacciatori di affari o su figure simili, create appositamente per non pagare i contributi Enasarco. “Non vanno infine sottovalutati – conclude Marzolla – gli investimenti effettuati anche in società quotate, per garantire la massima trasparenza e per sostenere settori strategici per l’economia italiana”. Senza dimenticare che la sostanziale convergenza di tutte le organizzazioni per gli accordi nazionali dovrebbe favorire un avvicendamento in Enasarco all’insegna di quella concordia mancata negli ultimi anni.

Fonte ElectoMagazine – Enrico Toselli

Enasarco, minimali e massimali 2024

Dal 1° gennaio 2024, gli importi dei minimali contributivi e dei massimali provvigionali sono così determinati:

Agente plurimandatario

Il massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 29.818 euro (a cui corrisponde un contributo massimo di 5.069,06 euro).

Il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 502 euro (125,50 euro a trimestre).

Agente monomandatario

Il massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 44.727 euro (a cui corrisponde un contributo massimo di 7.603,59 euro).

Il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 1.002 euro (250,50 euro a trimestre).

Questi importi sono stati aggiornati dalla Fondazione Enasarco a seguito della pubblicazione, da parte dell’Istat, del tasso di variazione annua dell’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Fonte Enasarco

Formazione continua per gli Agenti

Com’eran belli, sempre che siano davvero esistiti, i tempi in cui bastava una stretta di mano per accordarsi. Quando i farabutti non esistevano (le prigioni, evidentemente, le costruivano solo per far lavorare i muratori) e le aziende cercavano di accontentare in ogni modo gli agenti di commercio. Ora, però, non è più così ed i rapporti tra le parti sono rapporti di forza.

Rapporti che, però, vedono troppo spesso gli agenti soccombere. Semplicemente perché si è accentuato il divario tra aziende  – sempre più preparate, informate, aggiornate – e agenti di commercio che non conoscono i loro diritti, i loro punti di forza e che quindi cadono nei tranelli delle mandanti, scoprendolo magari molto tempo dopo, quando le conseguenze della scarsa preparazione sono ormai evidenti e, spesso, irreversibili.

In un’epoca in cui la conoscenza è un fattore determinante, per la categoria degli agenti di commercio diventa ancor più  fondamentale la formazione continuativa sugli argomenti più diversi: nozioni di contrattualistica, nozioni in materia fiscale, marketing online, lingue, nuove tecnologie.

L’agente non può prescindere dalla conoscenza  della legislazione vigente e delle normative comunitarie.

Ma la conoscenza e la preparazione vanno anche al di là dei rapporti e degli eventuali conflitti con le controparti.

“Il mondo sta cambiando ad una velocità che aumenta sempre di più. E tutto ciò – spiega Antonello Marzolla, segretario generale Usarci – comporta nuove sfide per la categoria. Che deve essere preparata e costantemente aggiornata per evitare di ritrovarsi in ritardo, e disarmata, nell’affrontare il cambiamento”.

Non basta più conoscere alla perfezione il proprio prodotto se, poi, non si riescono a comprendere le dinamiche complessive della società in cui si vive. I cambiamenti delle regole, della normativa fiscale, del marketing, della composizione sociale del Paese, dei rapporti commerciali internazionali.

Per questo sono fondamentali i webinar ed i corsi online realizzati da Usarci con esperti che consentono una conoscenza e l’approfondimento continuo degli argomenti di interesse principale per la categoria. Una formazione continua che non è rivolta solo alle nuove leve, bensì a tutti coloro che non vogliono restare indietro. Che preferiscono anticipare il cambiamento.

Fonte Electomagazine – Enrico Toselli

 

Corelli, avvocato Usarci: meglio studiare la normativa prima di firmare i contratti

La formazione degli agenti di commercio è indispensabile non solo per tutto ciò che riguarda la vendita, ma anche per evitare di doversi rivolgere agli avvocati quando i rapporti con le mandanti si incrinano. Ed a spiegarlo è proprio un avvocato, Vittorio Corelli, legale fiduciario dell’Usarci.

“Il mondo degli agenti è profondamente cambiato e continua a modificarsi. Con conseguenze rilevanti per i rapporti di lavoro. Apparentemente sembra quasi che molte mandanti ritengano di poter fare a meno degli agenti. Ed è un errore. Con le chiusure legate al Covid pensano che siano sufficienti le promozioni e la comunicazione sui social per poi affidare la vendita a personale amministrativo interno”.

E questo proprio mentre torna, prepotentemente, l’importanza del rapporto personale.

Ma bisogna essere capaci anche in questo e, così, le mandanti cercano di ingaggiare gli agenti più anziani, quelli che spesso sono vicini alla pensione. Mentre i giovani si sentono meno attratti da una professione che non sempre garantisce i guadagni del passato.

“Ma anche i contratti di più lunga durata – prosegue Corelli – hanno a volte delle falle che emergono soltanto quando l’agente termina il rapporto o quando iniziano i contrasti con la mandante. Perché si tende a firmare il contratto senza leggerlo con attenzione nella convinzione che stia nascendo un rapporto tra amici. Ci si fida e a volte si sbaglia”.

Per questo Corelli insiste sulla formazione. “A volte gli agenti ritengono che studiare le regole, la normativa, i contratti sia una perdita di tempo. Ed una perdita di contratti. Invece arrivare preparati al momento della firma significa evitare molti inconvenienti successivi”. Anche in questo caso, dunque, prevenire è meglio di curare.

Fonte Electomagazine

USARCI e IUCAB insieme per la tutela degli agenti di commercio anche a livello internazionale

I piccoli orticelli, le rendite di posizione di un passato anche glorioso rischiano di essere un ricordo magari piacevole ma sempre meno attuale. Anche per gli agenti di commercio che devono confrontarsi con un cambiamento in atto da tempo e che potrebbe accelerare nei prossimi anni. Per questo, a fine aprile, il presidente nazionale Usarci, Giovanni Di Pietro, ha incontrato il presidente della Iucab, Olivier Mazoyer.

La IUCAB – ricorda Di Pietro – è il sindacato internazionale degli agenti di commercio. Aderiscono a Iucab 21 paesi: oltre a quelli Europei, anche America, Canada, Sud America. “L’obiettivo di IUCAB è sostenere la libertà e il sano sviluppo del commercio internazionale, proteggere e promuovere gli interessi comuni degli agenti commerciali, broker e distributori di tutti i paesi e rafforzare la posizione degli agenti commerciali, broker e distributori come imprese indipendenti e ditte individuali”.

E in uno scenario che diventa sempre più internazionale, la collaborazione di Usarci e Iucab diventa un’arma in più per la tutela degli agenti di commercio. Anche perché Iucab partecipa ad iniziative congiunte con altre organizzazioni internazionali.

Il vertice tra Di Pietro e il francese Mazoyer è stata un’occasione per ribadire con una sola voce alcuni punti fondamentali. A partire dal ruolo fondamentale  di IUCAB nel panorama internazionale dell’intermediazione commerciale. Si è inoltre ribadita la forte sinergia tra USARCI e IUCAB e l’obiettivo di lavorare insieme nei progetti futuri e per rappresentare gli interessi dei singoli Paesi, ma soprattutto quelli internazionali degli agenti di commercio nel mondo.

Tra i temi affrontati nell’incontro va ricordato quello della professionalizzazione dell’agente internazionale, un progetto dell’Usarci in collaborazione con alcuni docenti universitari, un progetto Erasmus Training sulla formazione e certificazione di agenti che vogliono inserirsi nel commercio internazionale.

Inoltre si è discusso della direttiva CEE 86/653/1986, del suo aggiornamento e della difficoltà italiana ad applicare le norme internazionali. Si è parlato del rilancio della piattaforma Iucab sulla richiesta ed offerta di aziende e/o agenti a livello mondiale.

L’incontro ha avuto luogo presso gli uffici della Federazione Nazionale Usarci in Roma, oltre al presidente Nazionale Giovanni Di Pietro erano presenti per l’Usarci Mauro Ristè, Vicepresidente Vicario, Antonello Marzolla Segretario Nazionale Usarci, per lo IUCAB il presidente Olivier Mazoyer, il Vicepresidente Marco Righetti in forza all’Usarci, il Segretario Generale Christian Rebernig.

A suggello del vertice, l’Usarci ha dichiarato che appoggerà proprio la rielezione dell’attuale presidente, Olivier Mazoyer, al congresso di Berlino del 18 e 19 maggio per il rinnovo delle cariche sociali Iucab per il prossimo triennio.

Fonte ElectoMagazine

Enasarco, eletto il nuovo presidente è Umberto Mirizzi

Comunicato Stampa: Eletto il nuovo presidente della Fondazione Enasarco: Umberto Mirizzi, già Presidente d’Onore dell’USARCI, uno dei maggiori sindacati degli agenti di commercio.

Umberto Mirizzi è iscritto al Sindacato Agenti di Commercio USARCI dal 1976 ed è stato un agente nel settore tessile per oltre 45 anni. Ha ricoperto la carica di presidente nazionale dal 2007 al 2022 e, al termine del suo mandato, gli è stato conferito il titolo di Presidente d’Onore.

Le sue competenze e la sua lunga esperienza nel settore della vendita lo hanno reso una figura di riferimento per molti colleghi. Nel corso della sua carriera, oltre alla sua attività di agente, Mirizzi si è impegnato instancabilmente per tutelare i diritti degli agenti, promuovendo iniziative e creando opportunità di crescita per la categoria. La sua dedizione ha contribuito a migliorare le condizioni di lavoro e a rafforzare il riconoscimento del ruolo degli agenti di commercio nel panorama economico italiano.

Anche come Presidente d’Onore, Mirizzi ha continuato a essere attivo nel sindacato, supportando nuovi progetti e collaborando con le istituzioni per trovare soluzioni alle problematiche del settore. La sua esperienza è stata fondamentale per guidare le nuove generazioni di agenti, favorendo il dialogo con le aziende e le associazioni di categoria. Il suo operato ha portato significativi successi e cambiamenti positivi nel settore.

Per dieci anni, Mirizzi ha fatto parte del consiglio di amministrazione della Fondazione Enasarco, maturando una profonda conoscenza delle dinamiche del settore previdenziale e assistenziale per gli agenti di commercio. Durante il suo mandato, ha promosso iniziative volte a migliorare i servizi offerti agli iscritti, sostenendo l’innovazione e la trasparenza nella gestione delle risorse. Inoltre, ha partecipato attivamente a progetti di sensibilizzazione sull’importanza della previdenza integrativa, contribuendo a diffondere una cultura previdenziale tra gli agenti.

Il suo impegno verso la tutela dei diritti degli iscritti è stato costante e ha collaborato con diverse associazioni di categoria per garantire che le decisioni prese dalla fondazione rispondessero alle reali esigenze dei professionisti. Ha instaurato relazioni costruttive con le istituzioni locali e nazionali, promuovendo politiche di sostegno e sviluppo per il settore.

Grazie alla sua solida esperienza, Mirizzi è diventato un punto di riferimento, contribuendo a delineare un percorso di sviluppo e rinnovamento per la Fondazione Enasarco e per l’intero panorama previdenziale degli autonomi.

La nomina, avvenuta alla prima votazione con l’astensione del candidato ed il voto unanime degli altri 11 consiglieri aventi diritto al voto, rappresenta un importante riconoscimento del suo impegno e della sua dedizione. Questo risultato non solo testimonia la fiducia nella persona di Mirizzi, ma riflette anche il forte e coerente sostegno del sindacato USARCI, che da sempre si batte per gli interessi degli agenti di commercio.

Questa nomina rappresenta un’opportunità chiave per proseguire le attività della Fondazione Enasarco, assicurando un futuro promettente per gli iscritti e per l’intero settore. L’energia e l’impegno che Mirizzi ha dimostrato finora saranno cruciali per affrontare le sfide future e per sviluppare nuove iniziative a favore della Categoria.

Il Presidente nazionale USARCI, Giovanni Di Pietro, ha espresso le sue più sentite congratulazioni, insieme a tutto il sindacato, per la nomina di Umberto Mirizzi alla guida della Fondazione. Questa importante decisione rappresenta anche un riconoscimento significativo per l’USARCI, il sindacato degli agenti di commercio, che dal 1949 si batte per la categoria, ottenendo grandi risultati.

L’augurio per Mirizzi e per l’intero Consiglio di Amministrazione è quello di un proficuo lavoro, con la speranza di continuare a collaborare per il bene della comunità degli agenti di commercio.

Osservatorio Agenti: i consumi non ripartono e i negozi chiudono

I consumi non ripartono. E gli agenti di commercio lo segnalano all’Osservatorio Usarci sulla categoria. D’altronde anche il viceministro Leo ha ammesso che, sino ad ora, non si è fatto nulla a favore del ceto medio. Che è quello in grado di rilanciare gli acquisti, se il governo smette di impoverirlo.

Nelle scorse settimane l’Osservatorio Usarci aveva fornito le indicazioni su alcuni settori strategici in cui operano gli agenti di commercio, dall’alimentare all’abbigliamento, dalla sanità all’industria. Oggi l’indagine riguarda i comparti vini e liquori, servizi e la categoria “altri settori” che spazia dalle biciclette alle profumerie, dalla telefonia all’edilizia, dai giocattoli alla ferramenta.

Le differenze, ovviamente, sono notevoli. Perché la profonda crisi che sta portando alla chiusura dei negozi tradizionali penalizza gli agenti che operano nel settore dei vini e  liquori, e quelli dei settori vari. Mentre colpisce meno gli agenti del comparto servizi.  Alle prese, invece, con troppa concorrenza e burocrazia, con scarsa attenzione alla fase di post vendita, con poca tutela e insufficiente remunerazione dell’attività.

Per i settori vari si aggiunge il problema della eccessiva produzione che ha riempito negozi e magazzini mentre le vendite frenano. E poi la concorrenza estera che spesso è una concorrenza sleale. Quanto ai vini e liquori, le difficoltà sono legate al calo dei consumi ed alla mancanza di continuità della domanda.

Meno sostanziali le differenze nei rapporti con le mandanti, con l’eccezione dell’e-commerce che incide moltissimo per vini e liquori ed anche in misura consistente per gli “altri settori”, ma in misura ridotta per i servizi. Per il resto le condizioni imposte sono giudicate abbastanza ingiuste per gli agenti dei servizi e di vini e liquori, molto più ingiuste dagli altri. Le provvigioni sono sostanzialmente adeguate, ma non per i servizi. Per vini e liquori non si registrano lamentele per le modifiche dei contratti, che invece compaiono per le altre due categorie.

Infine per chi opera nei servizi le mandanti hanno una scarsa percezione dell’utilità del lavoro degli agenti, una percezione che sale per il settore vini e liquori e che è massima per gli “altri settori”, ossia per la categoria che si sente più penalizzata dalle mandanti.

Fonte Electomagazine – Autore Enrico Toselli

Come intermediare il 70% del Pdl italiano ed essere irrilevanti…

Possono 240mila persone, 240mila lavoratori di successo, rappresentare una categoria ignorata ed ininfluente? Possono intermediare il 70% del Pil italiano ed essere meno interessanti, a livello politico, rispetto ai balneari o ai tassisti? Sì, possono e lo fanno benissimo. Perché si sentono 240mila individui diversi senza il minimo senso di appartenenza ad una categoria. Quella degli agenti di commercio.

Ieri, a Torino, gli agenti si sono confrontati, tra loro, in un’assemblea dell’Aparc Usarci che sembrava, finalmente, riproporre gli atteggiamenti di decenni orsono. Caratterizzati dalla partecipazione che è l’unica vera base per la libertà.

“Perché non contiamo nulla a livello governativo?”, ha chiesto un agente. “Perché quando andiamo a Roma – ha risposto Antonello Marzolla, segretario generale Usarci e segretario regionale Aparc – il ministro ci ride in faccia sapendo che la categoria mugugna ma non si mobilita, non scende in piazza, non si ferma”.

Tutti lupi solitari. Che protestano contro l’Enasarco, ignorando persino quali siano i compiti dell’ente pensionistico, mentre negli altri Paesi europei la categoria cerca di copiare la realtà italiana. Con gli agenti italiani che si preoccupano per la mancanza di un rinnovamento generazionale – e senza giovani mancherà chi paga le pensioni – però si indignano se un tribunale riconosce parte degli influencer come agenti di commercio, obbligandoli a versare cifre consistenti all’Enasarco.

240mila agenti isolati che non vogliono sprecare denaro per iscriversi ad un sindacato e poi firmano contratti capestro che li penalizzano in ogni modo. E quando è troppo tardi si rivolgono al sindacato pretendendo miracoli immediati.

È evidente che la categoria, se vuole cambiare, deve cambiare. Accettando la logica della formazione continua, coinvolgendo i giovani anche a livello di immagine, scoprendo le opportunità dell’internazionalizzazione. E rassegnandosi alla partecipazione. Oppure può continuare a mugugnare ed a maledire gli anni, il tempo ed il governo.

Fonte ELECTOMAGAZINE – Autore Enrico Toselli

 


Forfettario: proroga al 30 novembre 2024

Per tutti i contribuenti forfettari ci sono importanti novità con il decreto proroghe:

la scadenza è stata rinviata dal governo al 30 novembre 2024 per l’invio della dichiarazione integrativa necessaria per sanare eventuali errori e omissioni nella compilazione del quadro RS.

La vicenda deriva dalla notifica delle lettere di invito all’adeguamento spontaneo indirizzate a migliaia di contribuenti in regime forfettario e quindi a moltissimi agenti e rappresentanti, e sta suscitando molta attenzione nella Categoria.

L’ondata di polemiche che riguarda la compilazione del quadro RS della dichiarazione dei redditi è partita dalla base ma è arrivata fino ai vertici dello Stato.

Il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo ha dichiarato negli scorsi giorni l’arrivo di importanti novità con il Decreto proroghe.

La norma prolunga al 2024 l’obbligo di comunicazione dei dati previsti nel quadro fiscale RS.

Il tempo massimo per la regolarizzazione delle dichiarazioni è stata fissata al 30 novembre 2024, un anno in più dunque per i commercialisti per pianificare le attività oggetto di contribuzione per ogni singolo agente forfettario con più calma.

È possibile anche applicare alcuni istituti straordinari introdotti con la legge di bilancio 2023, come l’applicazione del “ravvedimento speciale”, salvo in casi di contemporanea presenza di altre irregolarità da sanare.

Infine, derogando la disciplina del “ravvedimento operoso”, c’è la possibilità di regolarizzare le dichiarazioni errate.

Buone notizie dunque per gli agenti di commercio in regime di contabilità forfettaria, che dispongono così di tempi più elastici per organizzarsi e accordarsi con i propri consulenti fiscali.

Fonte Electomagazine