Sono stati premiati gli iscritti da lunga data con targa ricordo.

Una targa commemorativa dell’evento è stata donata al Comune di Venezia presente con l’Assessore Laura Besio.



Formazione. Parola magica che tutto dovrebbe risolvere nel mondo del lavoro. Non sempre è così.
Ed allora l’Aparc Usarci – in collaborazione con la Camera di commercio di Torino e con altre associazioni di categoria – ha deciso di offrire alle scuole superiori ad indirizzo commerciale un progetto di orientamento al lavoro che faccia davvero comprendere com’è cambiata l’attività degli agenti di commercio e quali prospettive può offrire ai giovani che escono dal percorso scolastico. Un progetto che è iniziato a dicembre e che si concluderà all’inizio dell’estate.
Proprio per assicurare agli studenti una visione completa della realtà, i laboratori proposti non si limitano ad illustrare l’attività degli agenti ma sono una vera e propria scuola all’imprenditorialità. Vengono infatti analizzate le diverse figure professionali che caratterizzano un’agenzia commerciale (imprenditore, titolare, dipendente), in modo da avere una visione realistica non solo delle capacità tecniche, ma anche degli aspetti più umani che connotano l’attività commerciale, indispensabili per la copertura delle mansioni e dei ruoli da svolgere.
I laboratori proposti cercheranno di favorire lo sviluppo di particolari competenze trasversali, quali problem solving, lavoro di gruppo, creatività, capacità di comunicazione e finalizzazione al risultato. Ma punteranno anche ad orientare in modo concreto al lavoro o alla prosecuzione degli studi. In sintesi, l’evento deve rappresentare una grande occasione esplorativa per gli studenti, che avranno così modo di acquisire una maggiore consapevolezza del mercato del lavoro e, più in dettaglio, del settore commerciale.
Per quanto riguarda il ruolo di APARC USARCI, i professionisti della vendita e i referenti dell’associazione sindacale che partecipano a questo percorso illustreranno in modo semplice, pratico e diretto le modalità del lavoro, le loro esperienze professionali e personali. In particolare, gli studenti saranno spronati ad aprire diversi spunti di riflessione volti anche a comprendere la risoluzione di particolari problematiche affrontate dalle stesse agenzie durante il loro percorso lavorativo.
Ma non ci saranno soltanto lezioni teoriche. Sono infatti previsti incontri con le imprese, proprio per comprendere la realtà confrontandosi con gli operatori. In particolare gli studenti conosceranno “Il Lanificio di Torino” dove sono situate cinque agenzie del settore moda e abbigliamento e la “Miravalle 1926”, un’agenzia commerciale che opera nel settore dell’import ed exportdi prodotti vinicoli.
Le imprese – conclude Antonello Marzolla, segretario generale USARCI – verranno coinvolte nella condivisione degli obiettivi di apprendimento e dei traguardi di competenze, anche trasversali: ci si concentrerà in particolare sul “problem solving” che rappresenta il comune denominatore di tutti i casi di studio presentati.
Fonte Electomagazine – Autore Enrico Toselli
Il mondo del vino è in continua trasformazione, sempre più veloce. Dunque deve cambiare anche il modo di comunicarlo e di venderlo. Anche perché il vino è sotto attacco da parte di salutisti politicamente corretti e dei sostenitori del mondo uniformato che odia le culture dei singoli territori.
Al Salone del Vino alcuni esperti hanno provato ad indicare le strade alternative a questa offensiva woke anche sulle tavole degli appassionati del buon bere. Incalzati da Carlo Alberto Romagnoli, avvocato junior partner Leading Law e con un master in foodlaw. A lui ha risposto innanzitutto Giovanna Garesio, produttrice dei grandi rossi piemontesi (Barolo e Barbaresco, soprattutto) ma anche di Alta Langa nella sua azienda di Serralunga d’Alba. Ed è una risposta di qualità, di passione, di cultura e di tradizione. Ma senza paura delle tecnologie, purché davvero utili. Ed ancor meno paura di affrontare i mercati internazionali che assorbono la stragrande maggioranza dei grandi rossi del Piemonte. D’altronde Barolo e Barbaresco non stanno incontrando le difficoltà che devono affrontare altri vini rossi italiani alle prese con consumatori che, a fronte di temperature sempre più elevate, cercano vini passati nel frigorifero.
Ma le tecnologie non spaventano neppure gli agenti di commercio. Lo ha assicurato Antonello Marzolla, segretario generale Usarci, il sindacato del settore. Anche perché, a suo avviso, il consumatore finale non acquista a caso i vini sulle piattaforme online. La scelta del vino, nella realtà, non è condizionata dall’onanismo intellettuale degli esperti che scrivono di retrogusto di cuoio, di sentori di frutti rossi o di fiori bianchi. Ma si sceglie un vino sulla base del prezzo e, semplicemente, sulla base di una differenza: piace o non piace.
Il lavoro degli agenti di commercio diventa quello di conoscere il vino che si va a proporre per poi far comprendere le qualità a ristoratori o gestori di enoteche.
Il problema, il vero problema, è rappresentato dal futuro. Dalla capacità di coinvolgere le nuove generazioni, di rispondere alla comunicazione faziosa dei globalisti. Facendo apprezzare il sapore del vino, ma anche facendo apprezzare tutto ciò che sta alla base della produzione del vino: uomini e donne, tradizioni, cultura, storia. E tanto amore per la propria terra.
Non è andato leggero Giovanni Di Pietro, presidente dell’Usarci, nella sua dichiarazione di voto all’assemblea dei Delegati Enasarco.
Al di là dei due voti favorevoli ed uno contrario, si può notare – nella dichiarazione che riportiamo integralmente più sotto – che è la bocciatura politica quella che emerge. Politica non nel senso di appartenenza partitica, ma nel senso di una gestione dell’ente per nulla trasparente e che ha sollevato i dubbi di Di Pietro anche in merito alla correttezza di alcuni comportamenti.
Dunque un voto favorevole al bilancio consuntivo ma solo ed esclusivamente a tutela degli agenti di commercio, ma voto contrario al bilancio preventivo proprio per sottolineare le gravissime mancanze dell’attuale presidenza Enasarco. Nel merito, per tutte le iniziative a favore degli agenti “dimenticate” e per “strani” rapporti con il mondo bancario, ma anche nel metodo, nei comportamenti.
Uno scontro durissimo che, sicuramente, è destinato a proseguire.
Dichiarazione di Voto dei Delegati USARCI
Signore e signori delegati,Signor Presidentemembri del collegio sindacale e degli organi di controllo,
In questa sede odierna siamo chiamati ad approvare il bilancio,il budget e il codice etico: punti sui quali intendo preannunciareil voto favorevole dell’ USARCI per quanto concerne il bilancioconsuntivo solo ed esclusivamente per ragioni di responsabilitàverso gli agenti, mentre il voto per il bilancio preventivo èassolutamente negativo; mentre, per ciò che attiene il codiceetico, seppure con qualche riserva dichiariamo il votofavorevole.Tali voti però, vengono espressi con delle qualificazioni cheriteniamo necessarie e quantomai opportune.In questo esercizio, abbiamo apprezzato un comportamentonon lineare del Presidente, e riteniamo che egli, spesso, si siasottratto ai doveri di probità, correttezza e diligenza alla cuistretta osservanza egli è viceversa obbligato.Non è mia intenzione in questa sede ripercorrere dibattiti ediatribe che si sono svolte in consiglio di amministrazione – e intale sede saranno ovviamente risolte -, come il caso dellamancata adozione del regolamento del Cda, della mancatatrasparenza su incarichi nei comitati e legali, sulle autodesignazioni illegittime cui pure abbiamo assistito con un certonegativo stupore. Che dire poi della mancata convocazionedelle parti sociali, la mancata perequazioni delle pensioni, visono circa 130 mila pensionati che attendono, che dire dellamancata valutazione di metodi e strategie per l’allargamentodella base contributiva nonostante la forte sofferenza dellafondazione sul fronte dei requisiti di legge causata dall’ormaidifficile rapporto attivi/pensionati,Infine cosa dire della mancata comunicazione della informativaministeriale 195 del 22 aprile 22 sull’ irrituale e sistematicorinnovo della commissione elettorale in contrasto conl’ordinamento?Sig. Presidente, intendo lasciare a verbale tre quesiti a lei rivoltisulla base di dati emersi da fonti pubbliche.
Il Nuovo Codice della Strada comporta una serie di importanti cambiamenti nelle regole della guida in Italia. Tra le modifiche più significative vi sono sanzioni più severe per comportamenti pericolosi dei conducenti oltre a nuove norme.
Cambiamenti che incidono direttamente sulla quotidianità degli agenti di commercio che dipendono dalla patente per svolgere il loro lavoro.
Pubblichiamo dunque una prima analisi dell’Usarci di Teramo che può essere di utilità per gli agenti.
1. Cellulari alla guida:
Le multe per l’uso del cellulare durante la guida sono state notevolmente aumentate, con la possibilità di sospensione della patente e decurtazione dei punti. Gli agenti di commercio che sono costantemente in viaggio potrebbero dover prestare particolare attenzione a rispettare questa normativa. L’uso di kit vivavoce e dispositivi di vivavoce è fortemente consigliato per evitare multe e garantire la sicurezza stradale.
2. Eccesso di velocità:
Le sanzioni per l’eccesso di velocità sono state ulteriormente rafforzate, e i conducenti che sono spesso in movimento per motivi di lavoro dovrebbero essere consapevoli dei limiti di velocità e delle conseguenze delle infrazioni ripetute. È importante prestare attenzione alla segnaletica stradale e utilizzare dispositivi GPS che segnalano i limiti di velocità.
3. Sosta nei posti riservati ai disabili:
Le multe per la sosta in spazi riservati ai disabili sono aumentate notevolmente, un aspetto che interessa direttamente gli agenti di commercio che devono spesso cercare parcheggio nelle zone adibite alla sosta. È fondamentale rispettare le segnalazioni stradali e cercare parcheggio nelle aree designate.
4. Piste ciclabili:
La normativa prevede anche l’espansione delle piste ciclabili, il che significa che gli agenti di commercio dovranno fare attenzione alle nuove regole quando attraversano queste strade per effettuare consegne o visite ai clienti. Mantenere una distanza di sicurezza dai ciclisti e rispettare le norme di precedenza è essenziale.
5. Revoca a vita della patente:
Nel caso di reati gravi al volante, come la fuga dopo un incidente, si prevede la revoca permanente della patente, una conseguenza grave per chi dipende dalla guida per lavoro. Gli agenti di commercio devono essere consapevoli dei rischi e adottare comportamenti responsabili alla guida.
È fondamentale che gli agenti di commercio si informino sulle nuove normative e le rispettino scrupolosamente per evitare sanzioni e mantenere la loro patente, essenziale per il loro lavoro. La sicurezza stradale è una priorità, e le sanzioni più severe mirano a ridurre gli incidenti e a garantire una maggiore tutela per tutti gli utenti della strada. Inoltre, potrebbe essere utile considerare corsi di formazione sulla sicurezza stradale per aggiornare le competenze e ridurre il rischio di infrazioni.
Milano, la Terra Promessa per gli agenti di commercio. O forse no? Indubbiamente il capoluogo lombardo è la città più dinamica d’Italia. Con una crescita superiore, nettamente superiore, a quella della media nazionale. Dunque la vetrina è estremamente affascinante. Però con alcuni aspetti decisamente meno positivi. Il primo è senza dubbio quello dei costi. A Milano si guadagna più che nel resto del Paese, anche a parità di attività (per la felicità di Enasarco), ma il prezzo di acquisto di un’abitazione o di un ufficio spegne subito ogni entusiasmo.
E, considerando il tipo di lavoro degli agenti di commercio, anche il pranzo fuori casa rappresenta un costo non indifferente. A questo si aggiungono i problemi di viabilità. Va bene che le linee di metropolitana sono decisamente più utili ed efficienti rispetto a Roma o all’unica linea torinese, ma gli agenti di commercio hanno quasi sempre la necessità di spostarsi in auto e Milano non è proprio il massimo.
Inoltre confrontarsi con Milano significa avere la capacità di cambiare in continuazione e con estrema rapidità. L’industria “pesante”, quella che era difficile da spostare e garantiva stabilità, è di fatto scomparsa o è stata confinata fuori dalla città.
Che è diventata la capitale della moda, della leggerezza anche mentale. Software e non hardware. Il terziario avanzato, i servizi, la settimana dell’arredamento ma senza le industrie dell’arredamento che restano all’esterno. L’informatica, l’intelligenza artificiale. Ed i ristoranti alla moda anche quando sono soltanto fuffa, tanta immagine e nessuna sostanza. Ma un agente di commercio non è un critico gastronomico e vende anche a chi bluffa. Magari con la consapevolezza che si sta costruendo un modello economico senza grandi fondamenta. Magari con il timore che la bolla, prima o poi, possa esplodere.
Nel frattempo, però, Milano cresce ed attrae sempre più persone in cerca proprio di questo modello di società. Più influencer e meno insegnanti che non possono permettersi un costo della vita così elevato. Più manager e meno impiegati trasformati in pendolari.
In fondo è una sfida anche questa. Affrontare la città del futuro con gli strumenti del presente. Ed il modello degli agenti di commercio milanesi diventa un simbolo del cambiamento italiano.
Fonte Electomagazine – Enrico Toselli
Conservatori incerti. Per usare le espressioni tipiche del Censis, potrebbe essere questa la definizione degli agenti di commercio che emerge dell’inchiesta condotta dall’Osservatorio Usarci relativo categoria. Il quadro, nel complesso, non è particolarmente negativo ed anche alcune delle rimostranze più frequenti si scontrano, poi, con un dato di realtà decisamente più favorevole. Basti pensare che più di metà delle migliaia di agenti che hanno risposto al questionario ammette di non essersi mai trovato alle prese con un contenzioso con la mandante. Una situazione invidiabile, per altri settori.
Le contraddizioni, comunque non mancano. Il timore per un cambiamento radicale della categoria riguarda quasi il 90% degli agenti e il 45% è convinto che si arriverà ad una drastica contrazione della categoria. Poi, però, la maggioranza degli agenti (65%) ammette che il commercio online ha influito poco o niente sulla propria attività. E di fronte alla prospettiva di lavorare per un’azienda internazionale solo il 35% si dichiara interessato. La massima concessione è di poterci eventualmente pensare. Ma senza il minimo entusiasmo.
Così come solo metà del campione potrebbe essere interessato al noleggio a lungo termine per l’auto utilizzata per lavorare. E la percentuale di chi non ci pensa proprio è identica a quella di chi ha una vettura di proprietà: dunque nessun motivo per cambiare. Con la conferma di una percorrenza annuale tra i 30 ed i 60mila km con vetture con una cilindrata concentrata soprattutto tra i 1.500 ed i 2.000.
Un vero plebiscito si registra invece nei giudizi negativi sull’Enasarco e prevale anche lo scetticismo sull’effettiva possibilità di cambiare radicalmente l’ente previdenziale, considerato lontano dagli interessi degli agenti.
Curiosa, infine, la risposta relativa ai temi da approfondire. Esclusi senza appello i rapporti con i colleghi – un atteggiamento che indebolisce la categoria – e scarso l’interesse per il dialogo con le aziende, si sente soprattutto la necessità di maggiori conoscenze in ambito sindacale. Peccato che però, tra le informazioni che si vorrebbe ricevere, quelle sindacali finiscano in coda. Precedute da quelle sui servizi a disposizione.
C’è comunque la consapevolezza che, per affrontare il cambiamento in atto, occorra una maggior informazione sulle prospettive della categoria e su ciò che sta succedendo nel Paese. Perché gli agenti di commercio non sono una componente avulsa dalla realtà.
Fonte ElectoMagazine – Enrico Toselli
Percorrono, ogni anno, 60/70mila km in auto. Gli agenti di commercio sono, dunque, una delle categorie più autorevoli e con maggior esperienza diretta per esprimere una valutazione sulle vetture elettriche.
Se ne parlerà nella terza e ultima puntata del ciclo di webinar dedicati al noleggio a lungo termine dell’autoveicolo, organizzati da Usarci, che si terrà il 27 aprile ore 17.00. Un tema che sta facendo discutere molti colleghi all’interno della categoria e non solo. Soprattutto alla luce delle imposizioni dell’Unione europea per l’abbandono dei veicoli a combustione entro il 2035 in tutta Europa.
Ma anche prima del webinar si può tranquillamente affermare che le perplessità della categoria sono nettamente prevalenti rispetto alle opinioni positive. Perché l’auto elettrica sembrerebbe, a prima vista un’ottima soluzione, ma non è così perché in realtà spesso è solo uno specchietto per le allodole, legato alle tematiche green e alla possibilità di autosostentamento energetico, per non parlare delle questioni connesse alla guerra in Ucraina e all’aumento delle materie prime di produzione e all’aumento dei costi della benzina.
Ma, soprattutto, emergono evidenti problemi. A partire da quelli relativi all’autonomia, che non è ancora adeguata in assoluto ed in particolar modo per chi, come gli agenti di commercio, deve affrontare lunghi e continui spostamenti. E poi, inevitabilmente, problemi legati all’approvvigionamento di elettricità, distribuita tramite le colonnine che non sono ancora sufficienti lungo il territorio nazionale e sono carenti soprattutto nelle lunghe tratte. Senza dimenticare i seri problemi provocati dal deterioramento progressivo delle batterie che generano automaticamente un calo dell’autonomia.
Per gli agenti di commercio, dunque, l’auto elettrica non appare per il momento una soluzione efficace: percorrono tantissimi chilometri e dovrebbero cambiare molto spesso la vettura, senza contare poi i costi di acquisto elevati, non certamente inferiori rispetto all’auto tradizionale.
Il noleggio dell’auto benzina o diesel invece consente alla categoria di cambiare l’auto in tempi brevi, di avere formule all inclusive senza sobbarcarsi gli oneri legati all’acquisto del mmezzo. A questo proposito si può consultare il sito https://www.fenyci.it/ per vedere le offerte del mese dedicate alla categoria.
Per maggiori informazioni sulle due precedenti puntate del webinar organizzato da Usarci, si può cliccare sui link:
e vedere gli incontri registrati. Gli associati Usarci riceveranno nei prossimi giorni via mail il link per seguire l’ultima puntata del webinar gratuito.
Con piacere diamo notizia del concorso “L’USARCI INCONTRA L’ARTE” organizzato dalla sede di Pescara.
L’evento, a carattere nazionale, è rivolto a tutti gli agenti e rappresentanti appassionati di pittura, scultura o fotografia che potranno esporre le proprie opere in una mostra che si terrà dal 11 al 14 aprile 2024 presso lo storico edificio l’Aurum.
Alleghiamo a fondo pagina il regolamento del concorso e il modulo per partecipare.
Oltre 100mila esercizi commerciali svaniti, in Italia, negli ultimi 10 anni. Una realtà con cui gli agenti di commercio sono obbligati a fare i conti. E non solo chi, tra loro, ha direttamente a che fare con le varie tipologie di negozi. Perché è in atto un radicale cambiamento nel mondo del lavoro, ed anche un cambiamento radicale nella vita quotidiana, nelle abitudini degli italiani che perdono le peculiarità a cui tutti erano abituati.
Si è passati dall’accettazione della sostituzione degli operai, con l’introduzione di macchinari sempre più sofisticati, alla crescita esponenziale degli acquisti online per sostituire l’attività dei negozi tradizionali. Ma ora sta arrivando a velocità incredibile l’intelligenza artificiale che cancellerà un numero impressionante di professionalità divenute, improvvisamente, obsolete. Non tra 10 anni, ma tra pochi mesi. Proprio perché le nuove macchine hanno una velocità tale di apprendimento e di inserimento nel mondo reale da rendere del tutto inutile il lavoro di intere categorie.
La macchina è in grado di scrivere un libro in tempi ridottissimi e con uno stile che può essere adattato al target di lettori che si ritiene più interessante. Le ricerche in ambito legale possono essere svolte in un attimo, l’attività di una filiale assicurativa o bancaria avrà bisogno di un responsabile e poco più: tutto il lavoro d’ufficio potrà essere affidato ad una macchina. E lo stesso fenomeno si riprodurrà negli uffici tecnici, nell’ambito della ricerca, nelle varie fasi della produzione.
Paradossalmente sarà più difficile sostituire un agente di commercio, così come le attività che richiedono un rapporto umano. Ma con chi si confronterà l’agente se, dall’altra parte, troverà una macchina? Ovviamente cambieranno stili di vita e consumi. E, di conseguenza, tutto ciò che ne deriva.
Appare dunque fuori luogo l’ottimismo di facciata dell’Ascom Confcommercio di Torino, a fronte di un modesto 17% di commercianti che prevede un miglioramento della situazione economica italiana. La realtà è molto diversa e saranno pochi quelli che riusciranno a salvarsi senza un radicale cambiamento del proprio modo di lavorare.