Forfettario o semplificato?

Scegliere il regime forfettario o quello semplificato? Per gli agenti di commercio non si tratta di una decisione da prendere a cuor leggero. Occorre una attenta valutazione della propria realtà e della propria attività.  Pensando anche alle eventuali prospettive nei prossimi anni.

A livello generale il regime forfettario si differenzia da quello semplificato perchè tutti i costi sono indeducibili e il fatturato viene ridotto ad una percentuale forfettaria (62% per gli agenti) a titolo di costi presunti; sul valore ottenuto inoltre si deduce la previdenza versata nell’anno (INPS ed Enasarco) e sul netto si paga un’imposta del 15%. Quest’ultima si riduce al 5% nel caso di agente che inizi l’attività e vale i quatto anni successivi. 

Un requisito base per adottare il regime forfettario è non avere avuto nell’anno precedente un fatturato superiore a euro 85.000.   Merita segnalare che il regime forfettario consente di chiedere la riduzione dei contributi INPS a proprio carico del 35%, scelta da valutare con ponderazione perché inciderà sulla  pensione INPS.  

Per questo si diceva che occorre valutare non solo la situazione attuale,  ma anche in prospettiva futura.

Il regime semplificato, invece, prevede che il reddito imponibile sia calcolato come differenza tra il fatturato e i costi sostenuti (determinati con i criteri fiscali e quindi in alcuni casi con parziale o totale indeducibilità).

I principali aspetti che entrano in gioco nella valutazione sono:

1. L’incidenza dei costi dell’attività in proporzione al fatturato;

2. La presenza di detrazioni di imposta o deduzioni dal  reddito personale che vengono perse in caso di regime forfettario;

 3. Nel regime forfettario non si è soggetti al controllo fiscale tramite gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità), non si hanno più gli adempimenti previsti dalle disposizioni IVA ed entro certi limiti non si è soggetti all’obbligo di fatturazione elettronica (ma dal 1/1/2024 tutti i forfettari dovranno adottare la fatturazione elettronica).

La scelta del regime forfettario in luogo di quello semplificato non è scontata e richiede una valutazione attenta della propria  situazione da parte di un professionista in grado di guidare nella comprensione di tutti gli interessi in gioco per fare la scelta giusta.

Gli agenti di commercio possono affidarsi all’ufficio CAAF Usarci specializzato nella tenuta della contabilità proprio per gli agenti di commercio. In questo modo si potrà decidere  insieme ai consulenti Usarci quale sia  il regime più indicato per ogni singolo caso.

Ci si può rivolgere al numero fisso 800 616191 oppure scrivere all’indirizzo: info@aparc.it

Su questo tema è anche disponibile una videopillola a cura del responsabile dell’ufficio Caaf Usarci al link qui sotto

https://fb.watch/iP06e5Z9rK/

 

Fonte Electomagazine

 





Noleggio a lungo termine?

Ci sono molte ragioni per scegliere il noleggio a lungo termine invece dell’acquisto di un’auto. Per gli agenti di commercio è il bene strumentale per eccellenza e, per questo motivo,  l’Usarci ha raggiunto un accordo con l’agenzia EPB di Desio e la piattaforma Fenyci. Con un’offerta particolarmente conveniente e che vale per tutta Italia dove il gruppo opera da parecchi anni. E nell’offerta rientra anche un team che l’agenzia mette a disposizione degli agenti Usarci per una consulenza professionale con vantaggiose quotazioni ad hoc.

Il noleggio Fenyci è davvero ALL INCLUSIVE: Rc Auto / Kasko / Furto Incendio/ Cristalli Atti vandalici e naturali Furto Parziale e Cristalli con franchigie a ZERO/ Pneumatici/ Manutenzione/ Auto sostitutiva/ Veicolo in preassegnazione.

E Daniele Edalini, titolare dell’agenzia di Desio, sottolinea come la preassegnazione rappresenti un vero fiore all’occhiello dell’offerta. Perché in una fase caratterizzata dalla difficoltà di approvvigionamento di vetture, anche a causa della situazione geopolitica e della carenza di alcune parti come i microchip, l’agente può ottenere un’auto dello stesso segmento in attesa dell’arrivo della vettura prescelta.

Una possibilità,  non un obbligo. Edalini spiega che qualcuno preferisce tenere la propria auto, nell’attesa, ma altri hanno assoluta necessità di un veicolo, magari perché il proprio automezzo ha avuto un incidente o si è fuso il motore.  In tal caso ricorrere al noleggio a breve termine avrebbe costi esorbitanti mentre il noleggio a lungo termine permette un notevole risparmio.

Ma è davvero conveniente rivolgersi al noleggio invece di procedere con l’acquisto? “Sicuramente sì. Proprio perché  – prosegue Edalini  – gli agenti di commercio hanno un utilizzo estremamente intenso dell’auto che si svaluta rapidamente. E non bisogna sottovalutare tutti i costi connessi, dalla manutenzione all’assicurazione Kasko integrale, dalle gomme all’auto sostitutiva sempre inclusa”. In pratica con il noleggio si evita una spesa media annuale di circa 3mila euro, senza contare eventuali imprevisti. A cominciare da incidenti che danneggiano la vettura anche in modo irreparabile.

E questo non vale solo per gli agenti di commercio.  Edalini sottolinea come il noleggio rappresenti un vantaggio sia per chi ha una partita IVA sia per chi ama cambiare spesso l’auto. Senza dimenticare i neo patentati o gli anziani che hanno una “incidentalità” elevata.

“La dimostrazione del crescente interesse per il noleggio a lungo termine  – conclude Edalini  – è proprio nell’accordo appena stipulato con l’Usarci. In soli due giorni le telefonate o le mail per chiedere informazioni sono già state molto numerose”. E se il buon giorno si vede dal mattino…

Fonte Electomagazine – Autore Enrico Toselli

 

 

Di Pietro: per il 2023 vogliamo un nuovo patto sociale per gli agenti di commercio

Da troppo tempo oramai i partiti politici, ma anche i sindacati, difettano di programmi a lungo termine: si ragiona, si legifera, si approntano programmi solo per il contingente, il futuro lo si vive alla giornata, non si progetta, non si legifera per le generazioni future, l’usa e getta è entrato anche nell’uso delle norme. Al momento ci interessa solo il pensiero di chi è deputato a tutelare i lavoratori, siano essi dipendenti, siano essi autonomi e, nel nostro caso, gli agenti di commercio. 

Anche qui, le Associazioni vivono solo di quotidiano, si sostiene solo tutto ciò che è populista, ovvero tocca la pancia di ognuno di noi; poco interessa il futuro, non importa mediare sui valori di solidarietà fra i lavoratori, il concetto di equità viene confuso con quello di eguaglianza, si guarda esclusivamente al proprio interesse puntando sulla demagogia. Non si appartiene più ad un gruppo dove si condividono ideali, scelte, progetti; si è solo tifosi del proprio gruppo, e come ogni tifoso la decisione arbitrale è accettata solo se favorisce la propria squadra. 

Tutto ciò provoca un rigetto verso le varie associazioni, una diffidenza verso chi è chiamato a rappresentarci additandoli non come propri paladini ma, come una casta che occorre combattere.

E’ innegabile che in questo paese i modelli di “furbizia” e di opportunismo, non mancano, complice le leggi permissive, i giudici corrotti e compiacenti ed avvocati senza scrupoli. Eppure, come in tutti i settori, le persone che operano con onestà, rappresentano la quasi totalità dei vari organismi, e sono questi i modelli che devono rappresentarci, quelli ai quali dovremmo dare il nostro appoggio sia morale che materiale. 

Se non invertiamo questo percorso insensato di sfiducia e di acredine verso i sindacati, si rischia di provocarne uno sfaldamento che va a vantaggio solo ed esclusivamente delle nostre controparti che già hanno troppo potere ma rischiamo di fornir loro ulteriori motivi per rinforzarsi ulteriormente per mancanza di contrasto.

Certo, anche i sindacati devono fare la loro parte, è necessario riconquistare fiducia ma nello stesso tempo è importante dare fiducia, è indispensabile avvicinarsi di più agli agenti, non sono sufficienti social radio o webinar, anzi, spesso sono controproducenti. In molti casi manca un moderatore che possa regolare lo scambio di idee oppure il moderatore censura le voci di dissenso, o si danno false informazioni ad hoc, le cosiddette fake news.

In tutti i casi è il dialogo che viene a mancare, la dialettica è indispensabile per la crescita socioculturale e la comprensione delle vere necessità. I campioni presenti sui social, seppure nutriti, non rappresentano tutto il mondo dell’agenzia ma solo una parte infinitesimale, mentre occorrerebbe dar voce, confrontarsi con la massa assente. Occorre tornare alla partecipazione attiva, solo così si potrà avere il riconoscimento delle rappresentanze e queste potranno ricondurre il sindacato ad una nuova e più moderna concertazione.  

Occorrerebbe porre l’accento sull’economia, sulla distribuzione, sulle nuove esigenze sociali, sulla funzione dell’agente in questo nuovo assetto socioeconomico dove la crescita dell’e-commerce è galoppante, ma in tutto questo dovrebbero essere di supporto i sindacati datoriali (Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Confapi) i quali dovrebbero offrire ai loro aderenti nuovi indirizzi di marketing, nuovi sistemi commerciali.

Solo così si potrà porre un freno alla crescita delle vendite internet. Fin quando un cittadino potrà ordinare stando comodamente seduto allo stesso prezzo del negozio, ma spesso a meno, ricevere a casa l’articolo prescelto nel giro di 24 ore, decidere se tenerlo o meno avendo 30 gg di tempo, rispedirlo a spese del destinatario ed ottenerne il rimborso totale, difficilmente il commerciante potrà competere con questo sistema.

Il metodo commerciale tradizionale è datato, non si sostituiscono gli articoli acquistati, mai viene reso il denaro, duemila difficoltà per la eventuale sostituzione, orari o giorni prestabiliti, subire l’interrogatorio del perché e per come lo si vuole cambiare, tutto ciò non aiuta. 

Occorrerebbe una nuova piattaforma unitaria tra tutte le parti sociali, sia dei lavoratori che datoriali, una piattaforma che individui nuove strategie per un modello di società organico e solidale dove l’imprenditore, come affermava Olivetti, non deve guardare solo l’indice dei profitti ma deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia.

«La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica, giusto? (…) In fabbrica si tengono continuamente concerti, mostre, dibattiti. La biblioteca ha decine di migliaia di volumi e riviste di tutto il mondo. Alla Olivetti lavorano intellettuali, scrittori, artisti, alcuni con ruoli di vertice. La cultura qui ha molto valore».

Sembrerebbero concetti banali, molto semplici, se distribuisci ricchezza gira una maggiore quantità di denaro da utilizzare per soddisfare ulteriori bisogni o anche sfizi, tutto ciò crea un circolo virtuoso che produce ancora più ricchezza. Ma si ha l’impressione che tutto ciò sia di difficile comprensione, il comportamento dei nostri “imprenditori” ricorda quello dei Baroni calabresi i quali pur di non assumere nuova manovalanza e pagarla meglio, rifiutavano di guadagnare di più installando i frantoi oleari preferendo la produzione dell’olio lampante.

Per poter attuare ciò è però necessario un protagonismo, una nuova adesione al sindacato, una nuova presa di coscienza dei propri diritti e dei propri doveri. Troppi agenti si ritengono dipendenti delle loro mandanti e troppe mandanti pensano di trattare i propri agenti come dipendenti. Occorre prendere coscienza del proprio ruolo.  E’ necessario un nuovo protagonismo per ridare futuro alla categoria e riconquistare dignità e partecipazione.     

 Questo è il momento di riaffermare solidarietà, partecipazione, dialogo, formazione, e tutto ciò può essere attuato solo riaggregandosi intorno alla propria associazione di categoria. Ma tutto ciò non è sufficiente, è necessario riaggregare le varie sigle sindacali che abbiano gli stessi scopi, gli stessi interessi, uscendo dal proprio isolamento, dai propri piccoli centri di potere, tornando a fare solo gli interessi della categoria.

Il declino politico culturale dei nostri parlamentari, dei dirigenti sindacali, della classe imprenditoriale fatta di soli arrivisti ha portato ad una riduzione dei diritti anche degli agenti di commercio. A livello normativo in materia di agenzia siamo ancora il paese più avanzato del mondo, ma è l’interpretazione di queste norme, è la loro applicazione da parte delle imprese che sta mettendo in serio pericolo  questo primato. Solo con una seria concertazione tra sindacati datoriali e degli agenti possiamo evitare contenziosi colossali che sono a discapito di tutti, sia dell’agente che della mandante e tornare ad essere i Principi dell’economia

Il nostro sindacato, l’USARCI, ha iniziato il nuovo anno operando su più fronti: quello previdenziale per assicurare una migliore pensione all’agente; quello assistenziale, per essere di supporto anche economico in alcuni momenti della vita dell’agente; quello contrattuale per garantire maggiori diritti; ed infine su quello fiscale dando rilevanza all’adeguamento della deduzione del costo della vettura, ed al costo del carburante che ha raggiunto costi non più sostenibili.

Proprio su questo tema abbiamo contatti con parlamentari per cercare di ottenere dei bonus sul carburante come quello che già godono i camionisti e stiamo mettendo in atto strumenti di protesta più diretti.


Fonte Electomagazine

Mancano nuovi agenti

E’ tempo di bilanci per gli agenti di commercio del Friuli Venezia Giulia. Il 2022 è stato un anno positivo sul fronte della mole di lavoro (specialmente in alcuni settori), ma non mancano le criticità, a cominciare dall’aumento dei costi per proseguire con la difficoltà a trovare giovani da avviare alla professione. A fare il punto con gli aderenti Usarci, il principale sindacato degli agenti di commercio, di Udine, Trieste e Gorizia, è stato il presidente Domenico Papa, che ha promosso un incontro per informare sulle ultime novità del settore. In collegamento video, per un saluto, anche il presidente nazionale di Usarci, Giovanni Di Pietro. 

«L’anno appena concluso è andato bene – rileva Papa – ma ci sono problemi a trovare nuovi agenti, giovani da inserire nel nostro settore. Per questo abbiamo proposto di eliminare l’obbligo del corso per diventare agente per sostituirlo con crediti formativi da ottenere durante la carriera lavorativa, in modo da facilitare i nuovi ingressi nel breve periodo. Sarà nostra cura – assicura – fornire alle nuove leve tutti gli strumenti formativi necessari ad affrontare al meglio le nuove sfide del mercato». 

A preoccupare in modo particolare la categoria, è l’incremento dei costi del carburante, prima voce nel bilancio degli agenti di commercio anche in Fvg. «Abbiamo incontrato l’assessore regionale Fabio Scoccimarro, che si è detto disponibile a venirci incontro ampliando l’utilizzo del bonus regionale. Ipotesi che però non è andata a buon fine per il rischio di bocciatura da parte dell’Europa, pronta a sollevare la questione della concorrenza sleale». 

Un 2022 con più luci che ombre sul fronte dei numeri, con Usarci che in Friuli ha ormai ha raggiunto le 600 adesioni: «Per il 2023 la principale novità – evidenzia Papa – riguarda l’accordo stretto con un’organizzazione regionale che ci darà modo di aprire sedi territoriali in tutte e quattro le provincie, diventando così più capillari, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la platea degli iscritti. Infine, va rilevata come nota positiva l’introduzione della flat tax per le partite Iva fino a 85 mila euro. Un provvedimento del governo che accogliamo con favore e che potrà agevolare la nostra attività», chiude Papa. 

Fonte Telefriuli

I rincari dei carburanti penalizzano gli agenti. Ma il Governo ignora la Categoria

Bisogna essere profondamente miopi per pensare che il problema del rincaro dei prezzi del carburante sia una questione di rapporti di forza tra governo e benzinai. Illudendosi che i prezzi crolleranno per effetto di un tabellone in più da collocare nelle stazioni di servizio. Ma è ancora più miope sostenere che il problema non è fondamentale poiché i ricchi possono pagare tranquillamente qualche euro in più per ogni rifornimento mentre i più poveri hanno altri bonus per affrontare la vita quotidiana. Si dimentica, come sempre in questo Paese, il ceto medio considerato da tutti i politici come il bancomat a cui attingere senza ritegno.

“Ma ci si dimentica anche – protesta Antonello Marzolla, segretario generale Usarci – di tutti coloro che con l’auto, con i furgoni, con i camion lavorano. Per gli agenti di commercio il rincaro dei carburanti rappresenta l’ennesima stangata dopo le chiusure per Covid e poi dopo la contrazione dei consumi a causa dell’inflazione”. Inflazione a due cifre e retribuzioni ferme. Il potere d’acquisto delle famiglie si è drasticamente ridotto.

“Ed i rincari dei carburanti avranno ulteriori effetti negativi. Perché aumenterà il costo dei trasporti, delle merci trasportate e, di conseguenza, il prezzo finale di ogni prodotto. Così le famiglie compreranno sempre di meno”, aggiunge Marzolla. Riducendo ulteriormente i margini per gli agenti di commercio.

Non dovrebbe essere troppo difficile da capire. Come non dovrebbe essere troppo difficile ricordarsi che gli agenti di commercio intermediano il 70% del Pil italiano. Una categoria semplicemente fondamentale per l’economia nazionale. Composta da più di 200mila persone con altrettante famiglie. Dunque una categoria che un governo dovrebbe consultare prima di prendere decisioni che riguardano gli agenti di commercio ma anche tutte le aziende che da loro sono rappresentate. Sarà sicuramente arrivata la convocazione al ministero. O no? “Avranno smarrito gli indirizzi al momento di insediarsi”, scherza amaramente Marzolla.

Fonte Electomagazine – Autore Enrico Toselli

Azzolini: “Gli Agenti hanno un futuro se affrontano il cambiamento”

“Hanno un futuro gli agenti di commercio? Certo, purché cambino così come sta cambiando il lavoro. Se restano fermi, ancorati ad una professione che non c’è più, il mercato non li perdonerà”. Massimo Azzolini, vicepresidente dell’Usarci, non ha dubbi sulla necessità di un salto di qualità della categoria. “Salto che, in parte, è già stato realizzato. La categoria è molto più istruita rispetto al passato, con diplomati e laureati”. I problemi, tuttavia, non mancano. A partire da un’età media elevata. “Ma è sempre stato così, poiché si arrivava a fare questo lavoro dopo altre esperienze”.

Un altro grande problema riguarda il futuro della figura dell’agente di commercio nell’era di
Internet, delle vendite on line e ora del metaverso. Un tempo l’agente di commercio era portatore di conoscenza, di aggiornamenti, di informazioni, oggi basta un semplice clik e tutto è alla portata di mano, tutto può essere acquistabile, si possono conoscere prezzi e prestazioni, si possono fare confronti tra prodotti e aziende concorrenti. E qualcuno comincia a pensare che l’agente di commercio non serva più, che rappresenti una intermediazione onerosa ed inutile.

Azzolini, ovviamente, non è d’accordo. Perché, ormai, l’ attività dell’agente si è completamente frastagliata in mille forme diverse al variare delle singole esigenze delle ditte mandanti rappresentate. “Agli agenti di commercio vengono ormai affidati incarichi che vanno ben oltre la mera promozione degli affari come previsto da art 1742 cc. Qualcuno  svolge attività di coordinamento di altri agenti, c’è chi svolge mansioni di direzione commerciale, chi passa buona parte del tempo lavorativo per attività di carattere amministrativo, un tempo riservate a personale interno delle aziende”.

“In realtà  – prosegue il vicepresidente Usarci – oggi l’agente è un “gestore” d’area, il responsabile a cui
chiedere ogni cosa perché possa risolvere ogni cosa. È la figura che fa da “cuscinetto” tra cliente e azienda mandante, che in qualche modo deve trovare sempre il giusto equilibrio tra le esigenze della domanda e quelle dell’offerta”. Stretto tra business, rapporti, obiettivi. Spesso non si ha la consapevolezza del valore e dell’importanza di questa professione. Come non si ha consapevolezza dei livelli di stress che un agente di commercio deve gestire quotidianamente.

“L’agente rappresenta  la ‘mano lunga’ della preponente sul territorio ma non più e non solo nella veste del puro venditore, che acquisisce l’ordine, lo trasmette alla preponente e con questo termina il suo compito. Al contrario, da quel momento ancor più svolge le sue attività nella gestione che porta alla conclusione di quell’ordine. Insomma una posizione sempre più importante ed indispensabile per le aziende”. E, non a caso, le aziende di maggior successo sono quelle che hanno una forza vendita stabile e motivata.

Eppure il numero degli agenti cala ogni anno. D’altronde, all’estero, la categoria è decisamente meno numerosa. Per questo diventa sempre più fondamentale la formazione, la preparazione, la capacità di confrontarsi con un mondo che è in continuo cambiamento ma anche la capacità di adattarsi a nuove mansioni.

Fonte ElectoMagazine – Enrico Toselli

Fiducia “condizionata” ad Enasarco da parte di USARCI che insiste sulla formazione degli agenti di commercio

“La nostra missione è  la tutela della categoria degli agenti commerciali; è necessario riportare al centro dell’attenzione della Fondazione Enasarco, con i fatti e non solo a parole, la tutela previdenziale dell’agente. Abbiamo un bilancio che prevede esclusivamente modifiche di spesa al rialzo, nulla che possa essere di supporto alla categoria. Aumentare un po’ di assistenza è come un pannicello caldo ad un malato terminale”. Giovanni Di Pietro, presidente di Usarci, non è particolarmente entusiasta, per usare un eufemismo, delle modifiche di bilancio apportate dai vertici di Enasarco.
“Vi sono tante, troppe situazioni che gridano all’ingiustizia; mi riferisco principalmente alla situazione pensionistica. Oggi l’agente versa un contributo previdenziale altissimo, il 17% sul lordo delle provvigioni, ma di questo contributo, una fetta enorme, circa il 20%, viene decurtato come contributo di solidarietà. Ciò doveva rappresentare un contributo temporaneo, utile a far raggiungere la sostenibilità del fondo a causa della legge Fornero. Ma questa temporaneità si è rivelata come quella delle accise sulla benzina, eterne. Oggi l’agente versa 100 per riottenere dopo anni, seppure con la rivalutazione, un importo inferiore a ciò che ha versato. Ciò è inconcepibile per un ente previdenziale integrativo. Occorre porre dei correttivi immediati a tutto ciò”.

Ma Di Pietro interviene anche sui contributi omessi dalle mandanti. “Non sempre l’ente può intervenire o recuperare i contributi, così l’agente è doppiamente castigato, ha versato la sua quota ma non gli viene riconosciuto alcunché, spesso perdendo addirittura il diritto alla pensione. Occorre da subito intervenire per modificare questa ingiustizia sociale, occorre almeno riconoscere un contributo figurativo per il periodo di omesso versamento, ma ancora di più occorre costituire un fondo di garanzia che possa dare certezza all’agente sui versamenti effettuati”.

Il voto favorevole, espresso al termine dell’assemblea dei delegati Enasarco, rappresenta solo un atto di fiducia in un cambiamento immediato ed inevitabile.

Ma l’attività di Usarci a tutela degli agenti di commercio prosegue non solo nelle assemblee ma anche sul territorio. Ed Antonello Marzolla, segretario generale del sindacato degli agenti, ricorda che si sta concludendo, presso le varie sedi territoriali Usarci, il corso di formazione interna per i quadri USARCI, iniziato a settembre e che terminerà questo mese. “Il corso – sottolinea Marzolla – ha coinvolto i migliori professionisti  delle associazioni USARCI per condividere e trasmettere ai colleghi
della famiglia idee, approfondimenti, formazione, puntando sugli aspetti della consulenza previdenziale, sindacale e fiscale. Senza dimenticare la fondamentale importanza delle convenzioni stipulate con le università telematiche Pegaso e Mercatorum. In pratica gli agenti di commercio ed i loro famigliari pagano 2mila euro all’anno invece di 3mila. E si scende a 1.500 per due corsi di laurea particolarmente indicati per l’attività degli agenti. “Solo attraverso una adeguata formazione – conclude Marzolla – la categoria potrà affrontare le sfide attuali e del futuro e vincerle”.

Fonte Electomagazine – Autore Enrico Toselli

Enasarco – Dichiarazione di voto USARCI

Lo scorso 29 novembre si è tenuta l’Assemblea dei Delegati della Fondazione Enasarco. All’ordine del giorno vi era l’approvazione dello scostamento di bilancio 2022 e l’approvazione del bilancio preventivo 2023.

I rappresentanti USARCI hanno espresso voto favorevole. Una decisione non esente da perplessità esplicitate nella dichiarazione di voto messa agli atti dell’Assemblea e qui di seguito riportata.

 

Dichiarazione di voto dell’USARCI Assemblea dei delegati Enasarco del 29 novembre 2022

Approvazione variazione del bilancio 2022 e approvazione bilancio preventivo 2023

Sig. Presidente,
in qualità di capogruppo dei delegati facenti capo all’USARCI, desidero esprimere il nostro pensiero circa le modifiche del bilancio per cui siamo stati chiamati a votare.
Nonostante la magnifica serata trascorsa in quel dei Musei Vaticani, nonostante la bellezza inebriante delle opere e dei luoghi, tutto ciò non ci ha fatto dimenticare lo scopo della nostra missione, la tutela della categoria degli agenti commerciali; è necessario riportare al centro dell’attenzione della Fondazione, con i fatti e non solo a parole, la tutela previdenziale dell’agente. Abbiamo un bilancio che prevede esclusivamente modifiche di spesa al rialzo, nulla che possa essere di supporto alla categoria. Aumentare un po’ di assistenza è come un pannicello caldo ad un malato terminale.
Vi sono tante, troppe situazioni che gridano all’ingiustizia; mi riferisco principalmente alla situazione pensionistica. Oggi l’agente versa un contributo previdenziale altissimo, il 17% sul lordo delle provvigioni, ma di questo contributo, una fetta enorme, circa il 20%, viene decurtato come contributo di solidarietà. Ciò doveva rappresentare un contributo temporaneo, utile a far raggiungere la sostenibilità del fondo a causa della legge Fornero. Ma questa temporaneità si è rivelata come quella delle accise sulla benzina, eterne. Oggi l’agente versa 100 per riottenere dopo anni, seppure con la rivalutazione, un importo inferiore a ciò che ha versato. Ciò è inconcepibile per un ente previdenziale integrativo. Occorre porre dei correttivi immediati a tutto ciò.
Che dire poi dei contributi omessi dalle mandanti? Non sempre l’ente può intervenire o recuperare i contributi, così l’agente è doppiamente castigato, ha versato la sua quota ma non gli viene riconosciuto alcunché, spesso perdendo addirittura il diritto alla pensione. Occorre da subito intervenire per modificare questa ingiustizia sociale, occorre almeno riconoscere un contributo figurativo per il periodo di omesso versamento, ma ancora di più occorre costituire un fondo di garanzia che possa dare certezza all’agente sui versamenti effettuati. Mi fermo qui per quanto riguarda la previdenza anche se sono ancora tante le storture, tutte a svantaggio della categoria. Voglio porre alla sua attenzione ed a quella di tutto il CDA, la scarsa, anzi inesistente informativa in cui è tenuto il Consiglio dei Delegati. Il Consiglio non conosce né quando né cosa il CDA deliberi, il Repository dei delegati è praticamente vuoto, le uniche informazioni provengono dall’esterno, dalla stampa o dal sito Enasarco. Penso che meritiamo, come delegati, un maggior rispetto, penso che abbiamo il diritto ad una maggiore partecipazione ed informazione. Già nelle passate consigliature proprio il suo gruppo, sig. Presidente, lamentava la scarsa considerazione in cui il consiglio era tenuto, nulla è cambiato, anzi, è peggiorato. Persino le consulenze esterne, oggetto di grande disappunto da parte del Vs gruppo, oggi vengono usate con disinvoltura e notiamo un aumento considerevole di questo strumento che aggrava ulteriormente il bilancio dell’ENTE. Occorre, anzi è necessario provvedere alla modifica dello statuto, ed in questo devono avere privilegio le parti sociali, anch’esse dimenticate da questa consigliatura non essendo mai state convocate.
Sig. Presidente, nonostante non siamo per nulla soddisfatti dell’andamento della Fondazione, e della sua gestione, vogliamo concedere, ancora una volta, fiducia, con la speranza che da subito si affrontino le problematiche elencate.
Per questo motivo e con questa speranza, dichiaro il voto favorevole dei delegati USARCI.
Giovanni Di Pietro

Laurea telematica per gli Agenti di commercio con Pegaso e Mercatorum

Formazione, formazione e ancora formazione. Qualunque sia l’attività, qualsiasi siano le prospettive, l’approssimazione non basta più. Ed anche l’esperienza spesso non è più sufficiente per affrontare un mondo del lavoro in continua trasformazione. Nascono da queste esigenze le convenzioni stipulate, a favore degli agenti di commercio, dall’Usarci con le università telematiche Pegaso e Mercatorum.

“Sono corsi di laurea – spiega il professor Giuseppe Paolone, rettore vicario di Pegaso e coordinatore di entrambe le iniziative – che spaziano dal settore economico e giuridico, più attinenti alla attività quotidiana degli agenti, sino agli studi umanistici e scientifici, per andare incontro a particolari interessi. Tenendo anche conto che le agevolazioni previste dalle convenzioni non sono riservate ai soli agenti, ma anche ai loro famigliari”.

Agevolazioni non di poco conto. Con riduzioni dei costi di iscrizione nell’ordine di oltre il  30% per i corsi di laurea, ma si arriva al 50% per i corsi di Marketing e Vendite e per Management e Innovazione.

Ma tutta l’impostazione delle lauree triennali è studiata per andare incontro alle esigenze degli agenti di commercio che, durante la settimana, sono impegnati con il lavoro. “Le lezioni – prosegue Paolone – possono essere seguite anche nei fine settimana, o la sera se non si è troppo stanchi. Ogni docente, inoltre, fissa degli orari settimanali durante i quali può essere contattato direttamente dallo studente per chiarimenti, per approfondimenti, per confronti”.

Quanto agli esami, in passato si svolgevano in presenza, in una delle 80 sedi in tutta Italia, a seconda delle comodità degli studenti. Dopo l’inizio dell’emergenza Covid, invece, gli esami si svolgono per via telematica, in diretta, con test che prevedono 30 domande a risposta multipla. E sono sufficienti 18 risposte esatte.

Ma Paolone ricorda che, tra i vantaggi dei corsi telematici, rientra anche la possibilità di iscriversi e di iniziare a seguire le lezioni in qualsiasi momento dell’anno. Non c’è dunque la necessità di iscriversi a fine estate, cominciando a studiare ad inizio autunno. La durata è triennale a partire da qualunque momento di iscrizione.

“In realtà – conclude Paolone – l’80% dei 120mila iscritti a Pegaso decide di proseguire gli studi dopo aver ottenuto la laurea triennale. Vogliono la magistrale e questa è la dimostrazione più evidente che i corsi funzionano”. Non solo per un titolo di studio, ma perché garantiscono le fondamentali basi teoriche anche a chi ha già esperienza pratica nel proprio settore di competenza.

Fonte Electomagazine – Enrico Toselli



Righetti (IUCAB): formazione comunitaria per agenti di commercio per l’abilitazione alla vendita internazionale

IUCAB (Internationally United Commercial Agents and Brokers), con sede a Vienna, è l’alleanza mondiale delle più rappresentative organizzazioni di vendita indipendenti: fondata nel 1953 ad Amsterdam, unisce più di venti Stati nel mondo attraverso la partecipazione delle diverse associazioni nazionali di agenti di commercio.

“IUCAB è un player importante nel mondo dell’intermediazione commerciale”, spiega Marco Righetti, Vicepresidente IUCAB e Chairman dell’ “Expert Group Political Lobby” di IUCAB, che continua, “la nostra organizzazione è costantemente impegnata nel sostegno dei circa 600.000 agenti di commercio che operano sul territorio europeo, e che transano più del 60% del PIL comunitario, mantenendo costante il dialogo con le istituzioni dell’Unione e in particolar modo con la Commissione Europea, insieme alla quale IUCAB ha concluso quest’anno un lungo processo normativo, avviato dalla stessa Commissione, per la valutazione delle nuove regole in materia di accordi sulle attività commerciali e delle vendite comunitarie in sostituzione del vecchio Regolamento n. 330/2010 della Commissione”.

Durante questo importante processo di innovazione e aggiornamento, relativamente alla figura dell’agente di commercio, IUCAB si è adoperata coinvolgendo tutte le associazioni nazionali nei lavori della Commissione, attraverso la formulazione di indagini e questionari ad hoc, predisposti da IUCAB, per raccogliere i risultati ottenuti dai diversi Paesi e sottoporli alle istituzioni europee.
Marco Righetti e IUCAB puntano anche sulla formazione, sostenendo “l’importanza di focalizzarsi su di una formazione competitiva per gli agenti, in grado di rendere i professionisti del commercio europeo più attivi sul mercato internazionale: l’idea è quella di progettare una formazione comunitaria per ottenere un’abilitazione per la vendita internazionale”.

“Questa operazione – continua Righetti – la stiamo portando avanti appoggiandoci ad università, commissioni di esperti del settore commercio e associazioni di categoria”.
A livello nazionale l’organizzazione riconosce e certifica i corsi di formazione predisposti dalle diverse associazioni IUCAB.
“Un altro aspetto fondamentale del nostro circuito internazionale – conclude Righetti – è il rapporto costante con le medie e grandi aziende europee, che attraverso una grande piattaforma digitale consultabile dal sito di IUCAB, possono reclutare agenti di commercio grazie ad annunci e inserzioni pubblicate e gestite da IUCAB”.
IUCAB dà la possibilità alle aziende di accedere a consulenze personalizzate, che vengono erogate dalle federazioni nazionali grazie alla loro professionalità ed esperienza di settore.

Fonte ElectoMagazine